Bergamo - Vedere la coreografia della Curva, prima della partita, lo avrà certamente emozionato. Per la verità Paolo da Sarnico non ha mai voltato lo sguardo alla Pisani nel tragitto tra il tunnel e il centro del campo ma in quegli istanti, tutto lo stadio, ha visto. Ha applaudito. Ha confermato. Ha annuito. Ha sorriso e si è emozionato. La Curva Pisani ha regalato un'istantanea da brivido. Si parlava di valori veri e sei maglie giganti hanno dipinto al cielo sopra lo stadio la storia della Dea. Gardoni, Bertuzzo, Stromberg, Magrin, Bonacina e Bellini. Sissignori, Gianpaolo Bellini. L'unico dei 6 in attività, l'unico in attività con il 6. Un uomo prima che un giocatore. Una bandiera, soprattutto. Nel giorno del congedo dal pubblico amico, Colantuono ha voluto regalargli un'altra partita. Un'altra fascia da capitano, una nuova occasione per segnare una tacca nella sua storia con la maglia nerazzurra. Proprio nel giorno in cui la Dea presenta la maglia del futuro, a lui che rappresenta il passato e il presente di chi quella maglia l'ha sempre avuta addosso ha dato ancora una volta risposte molto positive. Difficile commentare la sua gara senza entrare nella retorica esaltazione della classe operaia, impossibile però ignorare un uomo che con quella maglia è cresciuto e che non ha mai voluto andare via. Nella stagione più difficile, quando Bergamo ha perso il leader universalmente riconosciuto e qualcuno si chiedeva chi poteva essere il nuovo faro forse non aveva fatto i conti con chi, in quello spogliatoio, conta davvero.
La Pisani celebra il Bello, con una coreografia indimenticabile
Serie A, Dea in formato Maxi. Contro il Chievo decide una prodezza dell'argentino
Atalanta-Chievo 1-0
Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6; Raimondi 7, Stendardo 6,5, Manfredini 7, Peluso 7; Schelotto 7 (37’ st Lucchini sv), Cigarini 7 (35’ st Cazzola sv), Carmona 7, Bonaventura 6,5; Moralez 8; Denis 7. All. Colantuono 7.
Chievo (4-3-2-1): Sorrentino 6, Frey 6, Cesar 5,5, Andreolli sv (25’ pt Dainelli 5,5), Dramè 6, Rigoni 5,5 (5’ st Hetemaj 6), Bradley 6, Vacek 6; Cruzado 6 (31’ st Paloschi sv); Thereau 5, Pellissier 6. All. Di Carlo 6.
Arbitro: Tommasi di Bassano (De Pinto-Ghiandai, Ostinelli).
Reti: 27’ st Moralez.
Note – Ammoniti Stendardo, Cesar, Cigarini, Dainelli. Spettatori 13mila circa.
Dea in formato Maxi. Con il Chievo l’Atalanta vince grazie al suon fantasista, autore di due gol, uno annullato per un millimetrico fuorigioco, l’altro valido e bellissimo. Ed ora per i nerazzurri, a quota 43 punti, la salvezza è ormai raggiunta. Non c’è ancora la matematica che potrebbe però arrivare già domenica contro la pericolante Fiorentina dell’amato ex Delio Rossi. Tornando al match contro gli scaligeri di Di Carlo, l’Atalanta è apparsa in palla, decisa a vincere, una lontanissima parente della brutta Dea vista perdere sabato a Catania. Il merito della trasformazione passa dai piedi di tre nerazzurri fondamentali per gli schemi di Colantuono: Denis, Manfredini e Cigarini, i tre grandi assenti del turno precedente.
DOMENICA 6 MAGGIO IL VIA ALLA 6ª CAMMINATA NERAZZURRA
Anche quest’anno torna l’imperdibile appuntamento con la “Camminata Nerazzurra”, la marcia non competitiva dedicata a tutti gli amanti e simpatizzanti dei colori atalantini. Giunta quest’anno alla 6ª edizione, la manifestazione ha registrato negli anni numeri importanti, stabilendo lo scorso anno il record di partecipanti con 14.690 partenti.
Dopo un’annata difficile a causa della penalizzazione di inizio stagione, l’Atalanta si è comunque attestata tra le protagoniste in positivo del campionato di serie A. Ora non resta che chiudere al più presto il discorso salvezza, così da festeggiare tutti insieme alla camminata la permanenza nella massima serie.
Una brutta Atalanta cade a Catania. Finisce 2-0
Catania-Atalanta 2-0
Catania (4-3-3): Terracciano 6,5; Bellusci 6,5, Legrottaglie 7, Spollli 7, Marchese 6,5; Biagianti 7 (43' st Ricchiuti sv), Lodi 6,5, Seymour 7; Gomez 7 (39' st Llama sv), Bergessio 7, Lanzafame 6 (22' st Catellani 6). All. Montella 7.
Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6,5; Bellini 5,5, Stendardo 5,5, Lucchini 5,5, Peluso 5,5; Schelotto 5,5 (14' st Tiribocchi 5,5), Cazzola 5,5, Carmona 6, Bonaventura 6 (34' st Ferreira Pinto sv); Moralez 6, Gabbiadini 5,5 (29' st Carrozza sv). All. Colantuono 6.
Arbitro: Romeo di Verona 6.
Reti: 31’ pt Gomez, 40’ st Seymour.
Catania – L’Atalanta cade in un Cibali unito nel ricordo di Piermario Morosini. “Vita difficile, morte ingiusta. Meriti il cordoglio di tutti gli ultras”: questo l'immenso striscione dedicato dai tifosi all’ex nerazzurro tragicamente scomparso. Dea meno pimpante del solito, sconfitta due a zero dall’altra grande rivelazione dell’attuale campionato di Serie A. Nel primo tempo il vantaggio della squadra di Montella grazie a una magia di Gomez alla mezz’ora: il fantasista dei siciliani fulmina Consigli con un gran gol dai trenta metri. A fine ripresa, al 40’, risultato fissato dalla prima rete stagionale di Seymour, caparbio nel concludere nel sacco un’insistita azione catanese.
Morosini, per l'ultimo saluto attese domani a Bergamo ventimila persone
Saranno più di ventimila le persone che domani daranno l’ultimo saluto all’ex atalantino Piermario Morosini. Ci saranno tantissimi bergamaschi, tutto il mondo del calcio, le istituzioni, per dare l’addio a quel ragazzo buono e sempre sorridente, che ci ha lasciato troppo presto.
L'Atalanta di Colantuono prepara la sfida di sabato sera a Catania
Morosini, il bellissimo ricordo di mister Pala: "Disponibile e bravo"
Bergamo - «In occasione dell'udienza dal Papa al Giubileo degli Sportivi del 2000, Piermario era accompagnato dalla mamma. Ho anche una foto, era sceso a Roma praticamente tutto il settore giovanile insieme a Giacomo Randazzo e Alessandro Ruggeri. Poi gli sono arrivate addosso, una dopo l'altra, le prove che la vita a volte ti riserva, così, senza che ci sia un senso». Il ricordo più bello catturato da un click, un'immagine nitida nella mente e nel cuore. Tra il fatalismo di chi vede l'esistenza rotolare come un pallone da calcio, e l'acre rimpianto di chi insegna ai suoi atleti a giocare e a vivere salvo dover sopportare la scomparsa del migliore. Alessio Pala, mentore del calciatore ragazzino di Monterosso nella fucina di talenti di Zingonia, vuole ricordare quello che forse è stato l'ultimo Moro felice. Un'istantanea che risale al 29 ottobre di 12 anni fa, Giovanni Paolo secondo che benedice la beata gioventù baciata dal talento. La tragedia si sarebbe abbattuta ben presto su una famiglia che l'attuale tecnico dell'AlbinoLeffe conosceva bene: «La madre, Camilla, era di Pagazzano, il mio paese. Il Natale di tre anni fa l'abbiamo passato insieme, Piermario ed io, a casa dello zio Abramo. Ci siamo sempre tenuti in contatto, la frequentazione era abbastanza assidua: un mese fa l'ultima volta, di persona».
Morosini, l'ultimo saluto dei tifosi del Livorno. Salma a Bergamo in serata
Tre giorni per farsi rimpiangere, tre giorni per capire quello a cui razionalmente niente e nessuno riesce ad attribuire un senso. Il lunedì di Piermario Morosini, caduto sabato pomeriggio nell'esercizio del suo dovere di calciatore, è trascorso all'obitorio di Pescara a disposizione dell'esame autoptico a cura del medico legale Cristian D'Ovidio, assistito nella circostanza dalla tossicologa Simona Martello. E' stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, ma il procuratore aggiunto della città abruzzese Cristina Todeschini ha già riferito che si tratta di un atto dovuto per cautelarsi circa l'eventuale reperimento di elementi configuranti reato. E così il "Moro" è rimasto sei ore su un tavolo operatorio, con le spiegazioni del caso - escluso l'aneurisma, si ipotizza un difetto genetico - ancora in alto mare di fronte a un'opinione pubblica sgomenta. E la sua terra d'origine si prepara a celebrarne i funerali giovedì mattina nella parrocchiale di Monterosso.
Il commento: Atalanta da incorniciare. Con un Maxi Moralez immenso
di Giacomo Mayer
Atalanta show a Napoli: gol e spettacolo. Con uno spettacolare Moralez i nerazzurri vanno a rete con Bonaventura, il primo in serie A, e dopo il pari di Lavezzi, con Bellini e Carmona. Senza dimenticare che lo stesso Moralez (due volte) e Ferreira Pinto (e prima il palo di Bonaventura) hanno sfiorato un clamoroso quanto meritato 4-1. Sono arrivati finalmente i tanto agognati 40 punti, il vantaggio sul Lecce (ha vinto a Catania) resta di sette punti ma la prova con il Napoli fuga dubbi e incertezze dopi i passi falsi col Cagliari e col Siena. Colantuono sorprende favorevolmente mettendo in campo Bellini a destra al posto di Raimondi, Bonaventura finalmente titolare, Cazzola (ottima la sua partita) sostituisce Cigarini e Maxi Moralez torna a sostegno di Denis, il Napoli troppo sbilanciato in avanti (con i tre tenori più Pandev) abbocca e va subito sotto: splendido uno due tra Moralez e Bonaventura con Jack che in area dalla sinistra mette il pallone in rete beffando De Sanctis. Il Napoli non ci sta e approfittando di un'Atalanta sbilanciata in attacco pareggia in contropiede: lunga discesa di Pandev, in area Consigli e Lucchini giocano a flipper e Lavezzi insacca.
Dea stratosferica a Napoli. Splendido tris e salvezza raggiunta. Complimenti
Napoli-Atalanta 1-3
Napoli (3-4-1-2): De Sanctis 5,5; Grava 5 (30' st Aronica sv), Fernandes 5, Campagnaro 5; Dzemaili 5, Gargano 5,5 (24' st Vargas 5), Hamsik 5 (19' st Inler 5), Dossena; Pandev 4; Lavezzi 6, Cavani 5. In panchina: Colombo, Fideleff, Dezi, Ammendola. All. Mazzarri.
Atalanta (4-4-1-1): Consigli 7; Bellini 8, Stendardo 8, Lucchini 7, Peluso 7,5; Schelotto 8 (19' st Ferraira Pinto 7), Cazzola 7,5 (32' st Mutarelli sv), Carmona 8, Bonaventura 8 (39' st Raimondi sv); Moralez 8; Denis 8. In panchina: Frezzolini, Ferri, Gabbiadini, Tiribocchi. All. Colantuono.
Arbitro: Giannoccaro di Lecce.
Reti: 10' pt Bonaventura, 13' pt Lavezzi, 12' st Bellini, 23' st Carmona.
Napoli – L’Atalanta più bella della stagione umilia il Napoli al San Paolo. In evidenza tutti i gioielli di Colantuono: Schelotto, Bonaventura, Moralez, Denis. Uomo in più Carmona che segna il suo primo gol in Italia, con uno splendido tiro al volo. Ma è tutta la Dea ad essere stratosferica. E, ormai, la salvezza è raggiunta.
La cronaca. Che la serata sia di quelle da ricordare lo si capisce subito nei primi minuti, al 10’, quando Bonaventura, pescato da un immenso Moralez, trova l’angolino opposto, porta in vantaggio i bergamaschi e firma la sua prima rete in Serie A. Passano tre minuti e Lavezzi, l’unico da salvare del Napoli, fa 1-1, grazie a un gol sottomisura. L’argentino calcia, Consigli respinge, Lavezzi segna sulla ribattuta.
Pallone e cultura: il sogno ambizioso di Giulini, numero uno del Bellinzona
di Matteo Bonfanti
Gabriele Giulini, 60 anni, è una persona che fa parlare. Perché, come tutti i creativi, ha l'animo del rivoluzionario. Nell'imprenditoria, ma soprattutto nel calcio, al Bellinzona, una società sportiva che Giulini ha letteralmente trasformato in appena tre anni di gestione grazie a un pensiero stupendo: unire il calcio alla cultura, un'idea ambiziosissima e che fa rumore. Vedere per credere i centinaia di articoli che i giornali del Ticino hanno dedicato al presidente granata, un autentico tsunami sul pallone svizzero. E anche su di noi che incontriamo Giulini alla Trattoria D'Ambrosio. Circondato da russi, svizzeri e tedeschi, il numero uno dell'importante club elvetico è a Bergamo per la nostra Giuliana. Il "pres" ha conosciuto "la Giuli" due settimane fa, portata da Serse Pedretti alla partita del Bellinzona. E subito tra i due è nata una forte simpatia. Ma torniamo al pallone e all'affascinante progetto Bellinzona, attualmente ai vertici della Serie B svizzera. «L'anno passato siamo retrocessi ingiustamente. Siamo stati penalizzati da alcuni arbitraggi scandalosi. In questa stagione stiamo andando bene, siamo secondi. L'obiettivo è conquistare la promozione nella Super League, la A elvetica, vincendo i play-off».
L'incredibile vicenda di Masiello: cinquantamila euro per un autogol
Andrea Masiello, difensore dell’Atalanta, è stato arrestato nella notte tra domenica e lunedì nella sua casa di Bergamo e portato nel carcere di Bari. E adesso trema mezza Serie A. Non i nerazzurri bergamaschi che non sono coinvolti in questo secondo filone d’indagine dello scandalo calcio scommesse, una vicenda che rischia di travolgere gran parte del mondo del pallone.
L'intervista: Ramundo, tesoriere del Velez: "Percassi, compra Martinez"
di Matteo Bonfanti
Che la Onis sia il paradiso degli sportivi, lo sanno tutti gli appassionati della Bergamasca. L'ultima trovata di una delle aziende più creative del pianeta sono le scarpe da tennis e da pallone personalizzate. Costano poco, sono bellissime e danno immense soddisfazioni quando ci s’imbatte negli amici della partitella del giovedì. Che vedono la tua firma e il tuo numero di maglia su un paio di scarpini dei tuoi colori preferiti e pensano tu sia a un passo dall'esordire in Serie A. Ma la straordinarietà della Onis non sta solo nei prodotti. Sta nella grande idea di Serse Pedretti: aver trasformato un negozio di abbigliamento sportivo in un comodo salotto, dove puoi incontrare personaggi, a dir poco, eccezionali. Sabato sono entrato per comperare una tuta e sono finito a chiacchierare con Daniel Ramundo, vicepresidente del Velez Sarsfield, e con l'avvocato Gianandrea Pilla, procuratore di tanti campioni sudamericani che giocano in Europa. Verso mezzogiorno si è aggiunto Aurelio Bertocchi, amministratore delegato della QCom. Alle dieci di mattina avevo detto a mia moglie che sarei rimasto fuori un'oretta, ne sono passate quattro e sono tornato a casa alle due del pomeriggio. Da Serse è così ed è anche per questo motivo che la Onis è sempre piena zeppa di gente.
Ma vista l’occasione, scappiamo per un attimo da Spirano, per portarvi, insieme a Daniel Ramundo, direttamente a Buenos Aires, quartiere Liniers, e raccontarvi i segreti del Velez, la società dove è cresciuto il nostro Moralez. «Ho sempre creduto moltissimo in Maxi - racconta Daniel Ramundo, che del Velez è anche il tesoriere -. Perché è uno dei ragazzi più intelligenti che ho mai conosciuto. L'anno scorso ha vinto moltissime partite da solo, segnando e regalando assist d'oro ai compagni. Che giochi da punta o da centrocampista, Maxi sa sempre trovare la giusta posizione in campo, quella che lo rende immarcabile. E poi è una persona solare, che non crea mai problemi all'interno dello spogliatoio. Sono stato a trovarlo a Bergamo in questi giorni, è molto felice, si è ambientato a meraviglia nel club nerazzurro».
Prezzemolo e i suoi amici a Zingonia. Ospite a sorpresa Schelotto
Prezzemolo, la mitica mascotte di Gardaland con Sid e Scrat, i divertenti protagonisti de L’Era Glaciale, sono sbarcati mercoledì 28 marzo al “Centro Achille e Cesare Bortolotti” di Zingonia, la casa dell’Atalanta, per un’impresa davvero particolare: una divertente seduta di allenamento con i ragazzi del settore giovanile della società nerazzurra.
Dea ai piedi di Manolo Gabbiadini, grande talento cresciuto a Zingonia
di Fabio Gennari
Eccolo, il bomber di Bolgare con la passione per i motori. Finalmente, la punta di diamante dell'Under 21 di Ferrara ha fatto gol anche a casa sua. L'ha segnato una manciata di minuti dopo l'inizio del secondo tempo e per festeggiare ha battuto i pugni e stretto mani lungo tutto il vetro che separa la Curva Pisani dal terreno di gioco. Il digiuno con l'Atalanta di Manolo Gabbiadini è finito al minuto 49' di Atalanta - Bologna, un cross pennellato di Raimondi dalla destra ha incrociato la testa del numero 28 cresciuto nel vivaio e ha sancito il definitivo ingresso nel calcio dei grandi. Quel pallone di Cristian da Sedrina ha trovato Manolo da Bolgare e il trionfo dell'orgoglio orobico è servito: raramente in questa stagione una rete della Dea era stata di marca così bergamasca e per una realtà come quella nerazzurra tutto questo è motivo di grande soddisfazione.
Atalanta perfetta. E adesso i nerazzurri possono anche sognare l'Europa
di Giacomo Mayer
Numeri e cifre non lasciano dubbi: in queste dieci giornate del girone di ritorno l'Atalanta ha perso solo una volta il 5 febbraio a Palermo (2-1) contro la squadra di Mutti mentre ha collezionato quattro vittorie e cinque pareggi con dieci gol all'attivo e quattro al passivo (quarta miglior difesa del campionato). Un background inarrivabile che permette ai nerazzurri di passare, per la prima volta causa la maledetta penalizzazione, nella parte di sinistra della classifica, quella nobile. Sul campo, che è il vero giudice inappellabile, l'Atalanta ha conquistato 43 punti, uno in meno della Roma e uno in più del tanto osannato, giustamente, Catania. Insomma con questi dati non si scherza. Così quando mancano nove giornate al termine e con undici punti di vantaggio sul Lecce la squadra non solo è già salva ma può perfino permettersi di sognare.
Al Centro Bortolotti arrivano Prezzemolo, Sid e Scrat
Altri articoli...
- Con Serse Pedretti e tantissimi dirigenti del calcio provinciale all'Erreà di Parma
- Marilungo-gol e la Dea batte il Genoa. Colantuono: "Vittoria fondamentale"
- L'incredibile storia di Fùbal, gioiello teatrale in scena venerdì all'Auditorium
- Da bidone a campione, oggi si può grazie alla scuola calcio over 40
- Atalanta bella e sciupona, solo 0-0 contro un Lecce catenacciaro
- Atalanta, l'uomo del giorno: la domenica da numero uno di Frezzolini
- Dea, le pagelle: bene gli uomini di classe, Cigarini e Moralez illuminano
- Serie A, Atalanta battuta a Palermo, ma il cuore c'è
- Spalti innevati, Atalanta-Genoa rimandata a data da destinarsi
- Atalanta-Genoa si giocherà regolarmente. In attacco Gabbiadini-Tiribocchi
Pagina 1 di 15















