di Matteo Bonfanti
Per tutti è una bella idea, per tanti è un sogno e qualcuno ne parla già dalla prima giornata: siamo vicini al ritorno di Gigi Delneri a Bergamo? Qualche risposta si potrebbe avere già domenica sera dopo la partita con l’Udinese. Arrivasse la quarta sconfitta consecutiva in campionato, la panchina di Colantuono inizierebbe a traballare e, con il baffo di Aquileia ancora a piedi, Percassi potrebbe farci un pensierino e decidere di cambiare.
Chi c’è meglio di Delneri per una Dea che sembra aver smarrito la retta via? Nessuno. Non è un mistero che il presidente l’avrebbe voluto già a giugno 2011. Ma scoppiò lo scandalo delle scommesse e Gigi declinò l’offerta. Poi c’è la piazza che conta parecchio e che stravede per lui dopo le due stagioni meravigliose (2007-2008, 2008-2009) fatte sotto le Mura Venete. Delneri amato non solo per i punti conquistati sul campo, ma anche per il gioco: un semplice 4-4-2 apprezzato dai tanti palati fini nerazzurri che, ora, appuntano a Colantuono i troppi esperimenti tattici tra l’agosto del 4-3-3 e il settembre del 3-5-2.
Ma Gigi che dice? Il suo cuore è rimasto atalantino, in città ha amici cari che continua a sentire. Il problema potrebbe essere economico: Delneri ha un sontuoso contratto (un milione di euro netto a stagione) che lo lega al Genoa fino al prossimo giugno. Per farlo tornare Percassi dovrebbe mettere sul piatto almeno un biennale per Gigi e per lo staff con cui lavora da sempre: Conti, D’Angelo e Alimonta, adesso impegnati ad allenare i fuori rosa rossoblù.
Si vedrà. Certo è che l’idea stuzzica anche la stampa, i maggiori atalantologi che ieri hanno mosso pesanti critiche ai nerazzurri. E’ il caso di Elio Corbani che ha parlato di un’Atalanta inguardabile. Sull’Eco è apparso il titolo “Colantuono non è in discussione” che è un po’ come cominciare a mettercelo. Duro persino il nostro Giacomo Mayer che chiede “di meditare seriamente per evitare guai più grossi”. E poi ci sono le pagelle, le nostre, quelle di Bergamonews, che parlano di un allenatore “confuso”, ma non felice. Forse perché inizia a sentirsi addosso l’ombra di Delneri?