Era un ragazzo di quartiere col sogno nel cassetto di diventare un campione e una gioventù tutt’altro che spensierata. Mamma Camilla strappata da un male incurabile quando lui aveva 15 anni, papà Aldo a 17, il fratello Francesco Giulio suicida a 18, la sorella Maria Carla tuttora ospite delle Suore delle Poverelle a Grumello del Monte. Piermario Morosini lasciava la vita sul campo a Pescara, in maglia Livorno, questo stesso giorno 14 anni fa. L’Atalanta l’ha ricordato, nel cuore dei tifosi c’è sempre stato, e non solo perché la Curva Sud della New Balance Arena ne porta il nome eternandone la memoria.

Il club bergamasco gli ha dedicato un pensiero sui canali ufficiali. Un ragazzo semplice, vittima di una cardiomiopatia aritmogena mai diagnosticata.

“Sono trascorsi quattordici anni, eppure sembra ieri: Piermario Morosini ci lasciava tragicamente il 14 aprile 2012, a Pescara. Il tempo passa veloce, ma il suo ricordo continua a vivere in tutti noi. Con grande affetto, tutta l’Atalanta ricorda Piermario. Piermario è sempre con noi”.

Morosini, nato a Bergamo il 5 luglio 1986 e avviato al calcio dai 7 ai 9 anni nella Polisportiva Monterosso dell’omonimo quartiere cittadino appena a nord dello stadio, crebbe nel settore giovanile nerazzurro vincendoci un campionato Allievi Nazionali nel 2002. Nonostante non abbia mai giocato in prima squadra, vestendo anche le casacche di Udinese, Bologna, Vicenza, Reggina e Padova, gli è stata dedicata la Curva Sud dello stadio di Bergamo per decisione del consiglio comunale quando l’impianto, prima della cessione alla società e del restyling, era di proprietà pubblica. Il Moro era tifoso della Sampdoria. Effe