Con Marco Carnesecchi attentissimo a salvare prima il punto, poi i tre e infine il pareggio strappato con le unghie in dieci, il migliore dell’Atalanta è stato Mister Pressing Alto, al secolo il diciassettenne Honest Ahanor. Uno che difende da par suo e al secondo pallone mangiato ad Adzic, anche se il suo non vale come assist perché il montenegrino della Juventus la perde in prima persona a favore del mancato match winner Kamaldeen Sulemana (meglio col Toro), propizia un vantaggio che a lungo coincide col sogno del bottino pieno.
Carnesecchi 7: inizia la serie su Adzic chiudendola su Koopmeiners, McKennie tenendola lì da zampata d’angolo e Zhegrova. Miracoli? No, ma lui il gol lo prende solo quando e perché è inevitabile in quanto colpa di qualcun altro.
Kossounou 4,5: al netto dell’assist a Cabal da 2 punti in meno ciccando la palla coi due arti inferiori su due, anche un corner regalato e una sanguinosa palla persa su Thuram nel primo spicchio che costringe De Roon al primo giallo.
Djimsiti 7: gran perno in assenza di Hien, sul 9, falso come Openda o vero come Vlahovic, usa una certa decisione sempre e comunque. Bandiera.
Ahanor 8: il miglior minorenne apparso su questi schermi, sfiora il gol e propizia il vantaggio mettendo Adzic costantemente in croce. Una mignatta dietro e davanti. Un campione in sboccio. Curiosità: contro Madama la consacrazione, dopo l’esordio a Marassi in maglia Genoa il 28 settembre dell’anno scorso, ancora sedicenne.
Bellanova 7: sfreccia a destra, ma il meglio lo dà in copertura, perché è lui il primo a confezionare i raddoppi su Yildiz come anticipato alla vigilia dall’uomo in panchina. Cambiaso gli impedisce il bis al culmine di un bel duello, ma a distanza sul piano difensivo per il parabiaghese che aveva cose turche di cui occuparsi…
De Roon 6: tutto bene tranne la gestione dei cartellini, perché se sul primo grava la responsabilità di Kossounou, il secondo speso su McKennie è gratuito.
Pašalić 6,5: il giusto bilanciamento di voto tra una fase propositiva ottima e i difetti in disimpegno, leggi la palla persa per tempo. Però il due a zero fallito da Krstovic era un’autostrada aperta dal jolly vatreno.
Zappacosta 6,5: bene nella catena di sinistra, anche se all’inizio si fa sorprendere da Kalulu sul palo al secondo minuto. Arriva sulle ginocchia a novantaseiesimo.
Samardžić 7: uomo di raccordo e più trequartista solitario che falsa ala, ne sforna d’interessanti e si abbassa non di rado a prendere e smistare palla (31’ st Musah 6: frangiflutti nell’ultimo spicchio, ha la sfiga di entrare poco prima dei due punti persi. In dieci deve per forza limitarsi a contenere).
K. Sulemana 7: davanti ha lampi accecanti, anche se in avvio di ripresa s’incaponisce alla Boga dopo aver segnato un gol alla Lookman a fil d’intervallo. A Torino deve respirare aria buonissima, due gol (più assist a Krstovic coi granata) in sei giorni (16’ st De Ketelaere 6: accende la luce a Bellanova stando sempre a sinistra, essendo la destra di Samardzic, ma non ha ancora l’intensità giusta post acciacco di Parigi)
Krstović 6: appena riceve tende a tirare, ma se lo facesse a dovere, vedi sinistro larghissimo su delizia di Pasalic per chiudere la partita rimasta invece aperta, sarebbe meglio. Anche se la tiene alta e corre, lavorando come una bestia da soma, fa trenta e tranne col Toro quasi mai trentuno (37’ st Brescianini sv).
All. Juric 7: la pensa e la gestisce bene sacrificando Bellanova in copertura su Yildiz che fa bene senza essere un fattore, mentre davanti conferma la fiducia al tridente anti granata disseminando di schegge la difesa bianconera. Alla fin fine ha pesato l’errore individuale. La differenza sostanziale col Gasp è che l’allievo non si vergogna ad abbassarsi e a puntare sulla solidità dietro. Ora gli appelli in Champions, di PSG mica ce ne sono altri…
Simone Fornoni


sabato 27 Settembre 2025
