Le pagelle dell’Atalanta in casa del Genoa, in occasione della sesta vittoria su otto stavolta da ex giocatore grifone di Raffaele Palladino, con gli inciampi delle due perse in campionato a Napoli e Verona, sono addolcite più che altro dal risultato. In precedenza, lontano da Bergamo, in serie A s’era vinto soltanto in casa del Torino il 21 settembre scorso. L’allenatore mugnanese non ha ottenuto il meglio da anima viva, ma solo quel che serviva da Marco Carnesecchi, specie nell’opposizione a Colombo a 17 minuti dal matchball, e Isak Hien che ha infilato quest’ultimo. Sotto a chi tocca.

Carnesecchi 7: sempre attento anche nelle uscite, salva capra e cavoli su Colombo e tanto basta per alzargli la media.

De Roon 6: meglio quando si sgancia, perché dietro tra il rinvio iniziale molto corto e il movimentismo di Vitinha non è che dormi sonni tranquilli.
Hien 7: duello più o meno pari con Ekuban, che in realtà sta piuttosto larghetto, e il gol salendo in cielo che vale più oro di quanto luccichi. Anche perché il primo in serie A e il primo da quando è in Italia. In precedenza, solo altri sei da professionista.
Kolasinac 6: primo tempo fra sovrapposizioni e inserimenti, secondo senza trovare tutte queste contromisure agli sfondamenti dal suo lato (37’ st Krstovic sv: una spizzata e nessuna palla tenuta, meglio esimersi dal dargli il voto).

Zappacosta 6,5: tra chiusure e appoggi alle punte, leggi ammolli dall’out, è tra i migliori (24’ st K. Sulemana 6: il secondo quinto offensivo su due, anche se chiude alto nel 4-2-3-1, tanta verve ma anche il limite di giocarne troppo in solitario).
Musah 6: tenta la fortuna nella prima metà, dove fa il borseggiatore (di Malinovsky, se capita) e il portatore d’acqua, continuando a ritmo constante pur senza far saltare sulla sedia nessuno.
Ederson 6: si fa vedere davanti, mentre in mezzo traccheggia all’eccesso per uno della sua reputazione (37’ st Brescianini sv).
Bernasconi 6: al rientro dal tunnel, dopo qualche buona ideuzza, patisce il dirimpettaio fino a farsi preferire un quinto più offensivo che in realtà fa il quarto (24’ st Zalewski 6,5: entra, ci prova e alla fine gli riesce l’assist. Non uno spezza-partite, ma è molto, molto diligente).

De Ketelaere 6: si mette come sempre a servire mezza squadra fino a sbagliare l’occasione in proprio. Cala alla distanza.
Maldini 6: fa immediatamente una gran cosa percorrendo tutta la navata fino all’inevitabile rosso a Leali, ma poi nonostante la voglia matta ne combina un paio delle sue, la punizione calciata direttamente dal lato corto e un’alzata quando andava tenuta bassa (14’ st Samardzic 5,5: a dispetto degli elogi di chi lo getta nella mischia snaturandolo, non entra granché bene e cicca pure un rigorino in movimento).

Scamacca 5,5: la continuità non è affar suo, usare il tacco sì. Svetta, si fa per dire, un paio di volte, ma palla a terra la prende poco.

All. Palladino 6,5: non ha certo miracolato la Dea ancora troppo plebea del primo fronte, quello interno. Azzarda di nuovo Samardzic pressoché a tutta fascia per poi virare alla retroguardia a quattro in cui il serbo, poco convincente, fa il terzino a piede invertito. Davanti, invece, insiste su uno Scamacca stanchino accostandogli Krstovic che da riserva da finalino non serve. Le idee non collimano con le possibilità attuali della rosa, almeno quando s’è costretti ad attaccare e a prendere sempre l’iniziativa. Ederson e De Roon saranno pure le colonne, ma non sono quasi mai sui loro livelli abituali.  SF