GENOVA – Una vittoria sporca, cattiva, perché no, brutta. Ma i tre punti conquistati a Marassi permettono all’Atalanta un sostanzioso ribaltone in classifica. Adesso con 22 torna nella parte sinistra della classifica in compagnia del ritorno al successo lontano da Bergamo: l’unico precedente risale al 3-0 al Torino il 21 settembre. Probabilmente è l’unica nota positiva della serata. La prestazione in trasferta anche stavolta è da dimenticare, eppure ad allietare questi giorni frenetici di regali è arrivato quello di Hien al popolo nerazzurro. All’ultimo respiro affannoso della partita, angolo di Zalewski, colpo di testa dello svesede che spedisce in rete, grazie anche ad un’uscita sballata del secondo portiere del Genoa, Daniele Sommariva. Un regalo da non dimenticare.

Eppure non c’è molto da rivedere dalla prestazione. La Dea ha giocato in superiorità numerica dal 4’ del primo tempo ma si è fatta irretire dalla coraggiosa prova della squadra di De Rossi. Si salvano dal marasma generale Carnesecchi, parata decisiva su colpo di testa di Colombo, e Musah. Per il resto tanta, troppa confusione e vi sono caduti anche Palladino e i suoi collaboratori. Forse alcuni cambi sarebbero stati più opportuni al termine del primo tempo. Poi gli ingressi di Samardzic, Zalewski, Sulemana, Krstovic e Brescianini sono serviti ad una costante pressione nell’area genoana ma con pochi frutti. Solo il calcio d’angolo dei secondi finali ha prodotto il gol della vittoria.

Palladino effettua poche modifiche ma essenziali: arretra De Roon nel trio difensivo a fianco del rientrante Hien e di Kolasinac, in mezzo prende posto Musah, prima volta dall’inizio in campionato, conferma Zappacosta e Bernasconi, in attacco tocca a Maldini sostituire Lookman. Nient’altro. De Rossi, invece, cambia un solo giocatore: in attacco c’è Ekuban al posto di Colombo, gli altri dieci già in campo dal primo minuto contro l’Inter. Tre minuti di gioco e il Genoa resta in dieci. Succede che su angolo dei rossoblù, dal limite dell’area atalantina Maldini innesca il contropiede, Norton-Cuffy sbaglia il controllo, l’atalantino se n va tutto solo, Leali è costretto a stenderlo senza pietà. Abisso non ha dubbi ed espelle il portiere, che viene sostituito da Daniele Sommariva ed esce l’esterno sinistro Martin. De Rossi dispone il Genoa col 5-3-1 e l’Atalanta si addormenta subito. Passo lento, tanto giro di palla, errori su errori e quando attacca, eufemismo, Scamacca viene sempre anticipato, Maldini sbaglia anche l’esecuzione dei calci d’angolo e De Ketelaere non è da meno. In mezzo poi Ederson corricchia, mentre l’unico che cerca di dare verve alla partita è Musah. Troppo poco. Il Genoa cerca qualche sporadico affondo dalle parti di Carnesecchi. L’Atalanta domina, avrà il 68% di possesso palla ma non riesce mai a liberare un giocatore nell’area rossoblu. Tante mischie, altrettanta confusione ma la difesa rossoblù riesce sempre a salvarsi, i nerazzurri collezionano calci d’angolo, sei, tutti battuti malissimo.

La Dea non riesce a sfruttare la superiorità sia numerica sia di possesso e l’uomo in più (Kolasinac) non ha il passo per sovvertire l’andamento del gioco verso la trequarti genoana. Un paio di salvataggi di Otoa e Vasquez bastano al Genoa per conservare lo zero a zero. Nel secondo tempo l’andamento della partita non cambia, alla fine il possesso del gioco sfiora il 71% ma è un dato effimero. In attacco Scamacca continua la sua serata negativa, in mezzo al campo c’è solo Musah a spingere e a manovrare in avanti, Ederson sempre anonimo, Bernasconi patisce le rare sgroppate di Norton Cuffy, dall’altra parte Zappacosta non ha spunti. Inutili i tanti giri palla in eccesso con la squadra di De Rossi che si difende con ordine e senza affanni. Anzi è Carnesecchi al 32’ della ripresa a salvare lo zero a zero su colpo di testa di Colombo. L’Atalanta è sempre arruffona ma spinge. E poi arriva il gol di Hien che regala un gran bel Natale ai bergamaschi di fede nerazzurra.
GIACOMO MAYER