Stavolta per le dichiarazioni a bocce ferme dell’Atalanta, vittoriosa all’inglese sul Torino ma con fatica, si procede in ordine inverso. Onore al merito del migliore in campo, poi tocca all’allenatore. Esattamente come la scaletta in sala conferenze alla New Balance Arena. Parola a Marco Carnesecchi, decisivo almeno due volte nel difendere il minimo scarto, la prima su Maripan, con le sue coloriture dialettiche da romagnolo d.o.c: “Sono contentissimo quando vedo i miei compagni lottare duro facendosi un mazzo della miseria. Il mio rendimento e le mie parate sono anche merito loro. L’Atalanta è tornata ad alti livelli, solo a Verona la prestazione non è stata all’altezza. Per la prima volta dopo tanto tempo, per dire, siamo tornati a giocarcela con l’Inter pur avendoci perso”.
Il portiere riminese passa in rassegna le sue paratissime, anzi no: “A Simeone ho cercato di dare meno specchio possibile, ma è molto più importante che la squadra sappia difendersi come come un blocco solido. Purtroppo per le nostre caratteristiche non siamo in grado di difenderci bassi. Con questi tre clean sheet di fila sono a nove, speriamo di chiudere la stagione a venti. A parte gli scherzi, non prendere gol è merito del collettivo. Spero di vincere tante partite anche 2-1: anche se mi segnano, sempre tre punti sono…”.
La perla carnesecchiana è riservata all’uomo in panchina: “Il mister ha portato tantissima serenità ed è un fenomeno nel preparare le partite. Il quarto posto è molto lontano in questo momento. Come dice Michael Jordan, però…”. Ormai il classe 2000 arrivato diciassettenne dal Cesena a Zingonia è un veterano: “Le cento presenze atalantine sono un grande traguardo, l’ho letto negli occhi dei miei genitori. Non so in cosa sono diverso dai miei esordi in A a Cremona. Ero più ragazzino, adesso sono un portiere più pensante ed esperto per riuscire a non mettermi nei casini. Cerco di tenere alta l’attenzione dei compagni, è qualcosa che ho imparato”. “Savorani al posto di Biffi è stato un cambio radicale, hanno metodi opposti ma ero felice con Massimo come lo sono adesso con Marco. Ora può aiutarmi a migliorare”, la chiosa.
Ed eccoci al fenomeno. “La partita è stata bella e ben preparata anche tatticamente, ma Marco ha esagerato. Sta facendo una stagione fantastica”, sorride un Raffaele Palladino raggiante al di là delle difficoltà di una sfida più irta d’insidie del preventivato. “Siamo contenti della prestazione e della bella vittoria, nel primo tempo siamo stati perfetti. Il rammarico è aver tenuto la partita aperta, serve essere più cinici davanti, perché sapevamo della forza del Torino”, il primo commento dalla pancia dello stadio di casa. “La risalita è importante, ma pur avendo ridotto il gap davanti non abbiamo fatto ancora nulla e le prossime partite saranno determinanti – prosegue il tecnico mugnanese -. S’è creata una magia unica tra di noi. I giocatori sono ragazzi incredibili, sono ricettivi e fanno quel che chiedo loro alla perfezione facendomi sentire l’allenatore più felice del mondo. Questo è un gruppo che ha sofferto molto e ora sta risalendo. I clean sheet sono importanti: i primi difensori sono gli attaccanti”.
“I cinque cambi ci danno energia, succede spesso che siano determinanti. Anche tatticamente è stata una partita bella e ben preparata. Ci siamo difesi benissimo e abbiamo attaccato bene. Prima della gara ho fatto un discorso agli uomini prima che ai calciatori. Stanno dando risposte da grandi uomini: abbiamo recuperato tanti punti, loro stanno dando tutto fin dagli allenamenti, si fanno in quattro per stare bene fisicamente. Ma bisogna continuare a scalare, vogliamo competere per stare là davanti, con fame e mentalità.
In queste due settimane abbiamo avuto tempo in più per allenarci con continuità. Riprendiamo lunedì, bisogna mettere forza perché il calendario adesso si rifà fitto.
Krstovic ha giocato meglio tecnicamente rispetto alle altre volte, abbiamo recuperato Scamacca e dobbiamo farlo con Kolasinac e Bellanova. Adesso rientra Kossounou (Costa d’Avorio ko 3-2 con l’Egitto; Lookman e la Nigeria, dopo il 2-0 all’Algeria firmato Osimhen e Admas, in semifinale col Marocco, NdR) dalla Coppa d’Africa, dietro siamo meno corti.
Sono soddisfatto di Zalewski in una posizione che non era più sua, davanti abbiamo creato occasioni e devo trovare gol da altre zone di campo, anche dagli esterni Zappacosta che ha preso il palo e Bernasconi. Oggi è tornato a segnare in campionato De Ketelaere che ha fatto una grande prestazione.
Non scegliamo fra tre competizioni, siamo dentro a tutte e siamo orgogliosi e determinati. Vogliamo essere ambiziosi, non deve spaventarci nulla anche se dopo quest’altra settimana si giocherà sempre. Per il mercato vogliamo migliorare la rosa, ma farlo a gennaio non è facile perché i giocatori buoni chi li ha se li tiene” (Raffaele Palladino).
A bordocampo, parola a Charles De Ketelaere che ha aperto lo score.
“Il mio gol è stato pesante, la continuità nei risultati e nelle prestazioni è fondamentale. Stiamo facendo un bel lavoro, tutta la squadra corre tanto e la difesa sta facendo benissimo. Se continuiamo a fare punti ci avviciniamo anche alla zona Europa. Sono queste le gare da vincere per migliorare la classifica. Sul gol Ahanor mi ha detto che avrebbe saltato dopo di me, lasciandomi la chance di colpire. Allora, nell’esultanza, gli ho detto scherzando che non voleva segnare”.
“A rigiocare nel ruolo in cui sono cresciuto ormai ci sto provando gusto, ma per colpa mia che non ho segnato non abbiamo chiuso prima la partita. Il gol mi manca dal 4-1 al Lecce ed è fondamentale.
Siamo calati nella ripresa e loro hanno alzato l’intensità. Sapevamo che sarebbe stato un secondo tempo così di questo tipo, siamo comunque molto contenti per questi tre punti fondamentali.
Dispiace non aver aiutato la squadra vicino alla porta. Siano però stato bravo a trovare motivazioni anche contro un avversario che non è una big: che non esistano serate facili lo abbiamo già vissuto e pagato sulla nostra pelle. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, ora che stiamo recuperando terreno” (Nicola Zalewski).
Effe


domenica 11 Gennaio 2026
