Nella prima giornata del girone di ritorno l’Atalanta supera il Torino con un gol di De Ketelaere, all’inizio, e con un altro di Pasalic nei secondi finali della partita. La Dea è stata capace di un altro salto in lungo non ancora triplo, assettiamo Pisa, e approccia il vento che spalanca la zona della classifica col profumo d’Europa. Nel frattempo rosicchia due punti al Como e al Bologna. Insomma si è portata avanti con il lavoro.
Secondo il calendario cinese il 2026 è l’anno del cavallo di fuoco che significa dinamismo, passione, coraggio, e inizia il 17 febbraio. la Dea non ha atteso quella data, ci ha pensato subito. E quindi un successo strameritato nel primo tempo con un dominio assoluto, un po’ meno nel secondo quando è sceso in campo il Torino con quarantacinque minuti di ritardo. Ma l’Atalanta di questa “nuova era Palladino” lotta, soffre ma resiste con una difesa super guidata da un portiere straordinario, Marco Carnesecchi che ha festeggiato le cento presenze in maglia nerazzurra. Dopo Verona i nerazzurri hanno subito solo due gol, uno poi ininfluente col Cagliari e l’altro decisivo con l’Inter mentre i gol segnati sono otto, solo con la capolista non è andata a segno. Tutto questo per confermare lo stato di grazia e la determinazione nella volontà di ottenere risultati positivi.
Col Toro dopo un primo tempo scintillante e ricco di occasioni di gol, nel secondo sono emerse difficoltà nel tenere le redini del gioco. Forse un po’ di stanchezza, dopo tre partite in pochi giorni. Ma sono tre perle preziose. Palladino è fedele ai suoi, cambia poco, solo lo stretto necessario e anche col Toro muta orizzonti, nel senso che hanno giocato, dal primo minuto, gli undici che hanno battuto il Bologna, dall’altra parte Baroni ne cambia quattro, Gineitis e Tameze a centrocampo, Zapata e Ngonge in attacco. Il primo tempo riserva agli spettatori piacevoli giocate da parte dei nerazzurri che dominano senza difficoltà in tutte le zone del campo, il Toro invece è timido, incapace di opporsi alle manovre degli atalantini, il cosiddetto baricentro è piuttosto basso concedendo ampi spazi alle offensive dell’Atalanta. Ederson smorza le velleità di Vlasic, De Roon non ha problemi con l’ex Tameze mentre Scalvini si occupa di Gineitis e lo mette in difficoltà perché il torinista è costretto ad arretrare di fronte agli inserimenti dell’atalantino. L’Atalanta specifica subito le sue intenzione al 13’ passa in vantaggio: angolo di Bernasconi, De Ketelaere con uno stacco perentorio mette in rete di testa, anticipando il blocco difensivo del Toro. Finalmente. E’ il belga, soprattutto, a creare grattacapi, difficoltà e sbavature alla difesa granata e anche Krstovic lavora di sponda. Zappacosta s destra e Bernasconi a sinistra spingono a più non posso, poi il Toro s’affaccia dalle parti di Carnesecchi con un tiro di Gineitis. Nient’atro. E’ sempre e solo Atalanta. Zalewski con i suoi inserimenti centrali scompiglia le marcature preparate da Baroni, De Roon e Ederson controllano, impostano e, addirittura, palleggiano con grande disinvoltura mentre il Toro arretra metro dopo metro e quando cerca di rispondere viene inesorabilmente bucato. Zalewski, tanto per cambiare, parte sempre di slancio, prima viene fermato da Tameze , poi ammonito, e poi si ripete qualche minuto dopo su lancio di Ederson ma tutto solo spreca davanti a Paleari. Il raddoppio è nell’aria ma non arriva mentre s’infortuna Djimsiti dopo un gran tiro e viene sostituito da Hien.
Nel secondo tempo cinque minuti di fuoco e finalmente il secondo gol s’avvicina ma Krstovic manca il colpo del kappao mentre Aboukhlal sfiora l’autogol, l’Atalanta è sempre all’attacco e Zalewski con un colpo di tacco libera Zappacosta, gran tiro e palo. Baroni corre ai ripari e cambia l’assetto e anche l’andamento della partita: Simeone e Adams prendono il posto di Zapata, scontento di uscire, e di Ngonge, a centrocampo Ilkhan rileva Tameze. Comincia un’altra partita di netta marca torinista ma in porta c’è Carnesecchi che para anche l’imparabile prima su Maripan e poi su Simeone, il cui ingresso ha costretto Ahanor e Hien ad un superlavoro. Adesso è l’Atalanta che arretra e subisce l’arrembaggio granata e allora Palladino cerca di modificare l’assetto con Musah e Scamacca per Scalvini e Krstovic, De Roon arretra in difesa. Le correzioni non bastano perché è sempre il Toro ad affacciarsi nell’area nerazzurra. Mischie su mischie ma la Dea regge. Entrano anche Pasalic e Samardzic per Zalewski e De Ketelaere. Baroni getta nella mischia anche Biraghi e Njie, Simeone e Adams mettono paura ma non basta per pareggiare. Nei secondi finali Biraghi calcia una punizione, al limite dell’area atalantina Scamacca con una respinta di testa dà il via al contropiede di Pasalic che, tutto solo, infila Paleari. Seppur in ritardo arrivai il meritato raddoppio e anche la stanchezza svanisce. L’Atalanta è tornata.
Giacomo Mayer