Una vicenda di uomini e di coraggio. Di meno non si può dire, nella terra vocata al calcio per eccellenza, per chi tra mischie e mete tiene diritta la barra di uno sport di nicchia se non di più, ogni due weekend allo “Sghirlanzoni” nel complesso Coni di via Presolana. “Rugby Bergamo 1950. Una storia ovale“, scritto da Michele Ferruggia, Giulia Piazzalunga, Eugenio Sorrentino e Marco Enzo Venturini per Super Edizioni (Pernice Comunicazione) e in vendita su https://shop.pernice.com/product/una-storia-ovale/, è stato presentato in anteprima nello showroom di Dario e Patrizia Gusmini, Italian Floor Design: “Grazie di averci reso partecipi della vostra storia. Siamo felici di accogliervi, perché siete una realtà che stimiamo per i vostri valori e la forte presenza sul territorio”.
Il direttore operativo del sodalizio cittadino, Renzo Vedovelli, spiega il senso della pubblicazione in occasione del vernissage ospitato dal title sponsor societario dall’estate del 2024. “Si tratta della terza iniziativa per le celebrazioni del settantacinquesimo. Questa è una storia di passione e di uomini che in questo libro ci raccontano i loro aneddoti – la premessa -. L’anno scorso, l’evento all’auditorium del Seminario in Città Alta auditorium, più di 500 persone, tutta la grande famiglia della Rugby Bergamo. Una serata di emozioni per gli aneddoti che ci siamo raccontati. Il secondo evento, non meno importante, è stato la messa in strada di un autobus di linea completamente rivestito delle gigantografie dei nostri atleti, che girerà per due anni per le vie di Bergamo e limitrofi”.
Un volume che è figlio putativo di un altro, “del 2014, Passione Ovale, di Marco Parisi e Tiziano Poluzzi, che riguardava tutto il movimento rugbistico bergamasco”. “Questo, invece, è concepito per i 75 anni di storia di Rugby Bergamo: ognuno dei protagonisti è stato intervistato e ha raccontato la sua storia”, conclude Vedovelli. “Compio 75 anni come il Rugby Bergamo. Una storia che poggia su solide fondamenta. Ho visto sfilare uomini di ogni estrazione sociale, professione e taglia fisica. Adesso abbiamo tre campi sperando di aggiungerne un altro, dopo lunghe pregrinazioni tra i campetti d’oratorio – racconta il presidente Giulio Donati -. Ho visto crescere bambini, ragazzi e uomini di tutte le generazioni. Non mi sento mai all’altezza, nemmeno davanti ai ricordi, alle gioie, ai personaggi. Nonostante la completezza, il libro non riesce a ricordare tutti quelli che andrebbero ricordati. Punti che presi singolarmente non sono niente, ma uniti da un tratto di penna formano l’opera d’arte che è il Rugby Bergamo”.
Ivano Bonacina, rappresentante e consigliere del Comitato Regionale FIR Lombardia e già allenatore, è una delle personalità che possono dire la loro: “Con Tasso e Campana eravamo i tre Ivano, quando sentivamo il nostro nome ci giravamo in tre. Bergamo è una provincia importante, tenuta in grande considerazione dal comitato regionale ed è un movimento in espansione con tradizioni e prospettive solide”.
Parola ai tecnici attuali. Roberto Schipani è alla prima annata in prima squadra in serie B: “Festeggio i miei dieci anni a Bergamo. Ho visto maturare, crescere, cadere e rialzarsi questa società, i ragazzi che alleno, alcuni dei quali hanno giocato con me, mentre altri ne ho allenati nell’Under 12. E’ una stagione importante, c’è tanto da festeggiare cercando di spingerci più in là possibile e guardandoci sempre in faccia. La società è di ogni giocatore, ogni bambino e ogni genitori”. E ancora: “Ho un gruppo responsabile con grandi qualità tecniche e tattiche. L’obiettivo è allungare la coperta dei seniores, ci vogliono venti giocatori e non solo quindici. Come? Creando sinergia tra prima squadra, cadetta e Under 18 di Enrico Podestà. Contiamo 7 esordienti Under 18 in psquadra, buon ultimo il 2008 Bettineschi”.
La mission sociale, secondo Danilo Beretta, allenatore della Cadetta, si allinea con la traccia lasciata dal club in questi tre quarti di secolo abbondanti: “Cerchiamo quotidianamente di rendere coscienti i ragazzi dell’impegno di chi gestisce la società per crescere tutti insieme. Da loro, come da tutti, ci aspettiamo il massimo”. L’editore, dalla sua, toglie il velo alle intenzioni dell’opera: “Il prodotto editoriale ha la funzione di storicizzare fissando dei momenti nero e colore su bianco. Il risultato è una sintesi che non può essere esaustivo, perché parla di una storia in divenire, che si rinnova – il pensiero di Andrea Pernice -. Il risultato è una polifonia di voci. Di questo sport apprezzo i toni pacati, l’atteggiamento rispettoso e l’eleganza dei suoi protagonisti. Questo libro è destinato anche alle aziende: invito tutti a tenerlo bene in vista, per raccontare di essere parte di questa storia”.
Infine, i ricordi di Donati. “Rivediamo con piacere Mario Romagnoli, allenatore. E Walter Castellini detto Baro, giocatore e grande marcatore della serie A, ala-estremo, grande piazzatore. Sfogliando il libro, ecco la famosa quadra della promozione in B del 1984 con allenatore Ettore Abbiati detto Cubo, grande pilone della Nazionale”. Basta spoilerare, c’è un libro che attende: 35 euro per 75 anni di grande storia. Si.Fo.


mercoledì 14 Gennaio 2026









