Gli ottavi di finale diretti? “Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare a stare dentro e giocarci facendo cose diverse. Il pari preso dopo aver sbagliato il raddoppio, anche per sfortuna, vedi il palo di De Ketelaere, ci ha dato una mazzata dando il via un quarto d’ora di blackout inspiegabile”. Raffaele Palladino è il primo a non sapere cosa sia successo alla sua Atalanta, in dominio totale con l’Athletic Bilbao per 56 minuti e capace di farsi calare il tris in un fazzoletto salutando la top eight della League Phase con una sola partita residua dall’Union Saint-Gilloise: “Un primo tempo perfetto, eravamo in pieno comando: non siamo stati bravi né fortunati nel cercare il due a zero per chiuderla, tra il gol annullato a Scamacca che non ho rivisto e il palo di De Ketelaere. Abbiamo tenuto la partita in bilico ma sul pari abbiamo subìto la mazzata. Non possiamo permetterci di perdere occasioni così”.

Il tecnico mugnanese commenta la rimonta basca: “Abbiamo preso tre gol su tre tiri e tre mezze occasioni. Il primo su un lancio lungo con fallo su Djimsiti, il secondo da un traversone cinque contro due senza marcare in area, il terzo su una palla persa. Abbiamo preso una botta che ci ha disunito e confuso sull’1-1. Non è colpa della difesa, ma dell’atteggiamento di tutta la squadra”, rimarca. “Non credo sia un problema fisico, la squadra ha corso tanto. Le partite di Champions sono fisiche e anche tecniche. Se vai sotto in 4 minuti, poi è dura riprenderla. Si riparte dalle cose positive e la qualità tecnica nel primo tempo e dalle tante occasioni da gol”.

“Alla squadra a fine gara ho detto che dobbiamo stare nelle difficoltà durante la partita. Può succedere di prendere gol, non può succedere di prendere il secondo e il terzo., Va capito che ci sono momenti e momenti, bisogna fare cose diverse – la chiosa -. Una sconfitta che ci farà crescere, ci rialzeremo subito dalla partita in casa col Parma per riscattarci. Non mi preoccupa il secondo tempo. Non possiamo comandare per novanta minuti, ci sono anche gli avversari che su tre mezze occasioni ci fanno male segnando tre gol”.

Voci dallo spogliatoio
Gianluca Scamacca, che forse un altro gol buono l’aveva pure segnato, con la posizione di Paredes considerata per l’offside di De Ketelaere ma non quella di Boiro, mastica se possibile più amaro del mister. “Nel secondo tempo dopo aver preso l’1-1 non ripetevamo più le stesse giocate. Non so cosa sia successo, forse qualcosa a livello fisico. Peccato, perché l’avevamo preparata al meglio anche sui possibili cambi di sistema di gioco dell’avversario – il pensiero dell’apripista atalantino -. Non abbiamo nemmeno sfruttato le occasioni per raddoppiare, quindi anche noi attaccanti abbiamo le nostre colpe. Da stasera c’è solo da imparare, se perdi una partita che dovevi e potevi vincere evidentemente è perché manca lucidità”.

Non meno tenero il capitano Marten de Roon, la cui palla persa in uscita è stata all’origine del terzo gol vizcaìno: “Siamo crollati dopo aver preso il primo gol perdendo una grandissima occasione per chiudere tra le Top Eight d’Europa. Bisogna essere convinti dei propri mezzi per riuscirsi, invece qualcosa a livello psicologico è mancato”. L’olandese, francamente tra i peggiori in campo, ha una spiegazione tecnica per il ko: “Ho avuto l’impressione che avessimo perso i riferimenti nella pressione. L’uno a uno, così, è come se fosse valso un due a zero contro. Siamo andati nel panico andando avanti da lì in poi senza un filo logico”. Esse