Gli imprevisti del gioco del calcio. L’Atalanta domina il primo tempo ma segna un solo gol con Scamacca, l’Athletic domina , e nettamente, nel secondo e punisce con tre gol i nerazzurri. E’ la bellezza, ma anche la maledizione della Champions. La sconfitta, sicuramente inattesa, manda la Dea al tredicesimo posto e complica sogni di gloria tra le otto dell’élite d’Europa. Errori individuali, scelte tattiche non comprensibili, momenti di confusione sono la somma di una sconfitta sorprendente. Alla fine del primo tempo l’Atalanta sembrava padrona del gioco dopo aver attaccato e messo in crisi la formazione basca che non era mai riuscita a creare problemi a Carnesecchi: un paio di palle-gol, due annullati per fuorigioco, uno millimetrico e un 66% di possesso palla. Magari l’Atalanta è stata aiutata dalle mosse di Valverde che, rinunciando al 4-2-3-1 , aveva proposto un 5-2-3 che concedeva spazi e offensive ai nerazzurri, nel secondo tempo l’allenatore dell’Athletic si è corretto, tornando al modulo classico, con l’inserimento di Olhan Sancet tra centrocampo e attacco. Una mossa che ha rinvigorito tatticamente i baschi e ad aperto il ballo nl centrocampo nerazzurro, togliendo dalla zona di mezzo De Roon. Poi le due sbavature difensive di Kossounou e le incertezze di Djimsiti e Kolasinac hanno causato i tre gol con la Dea in stato confusionale. Dal 13’ al 29’ l’Atalanta si è fatta infilare senza pietà da Guruzeta, da Serrano e, infine, da Navarro. Una mazzata. Palladino, a quel punto, ha spedito in campo Krstovic, Lookman, poi Samardzic e infine Sulemana. Sì, è vero, è arrivato il gol di Krstovic, su tocco di Lookman, ma non è bastato. Come sono non sono bastati gli ultimi minuti d’assedio alla porta di Unai Simon. Eppure la partita era cominciata nel migliore die modi. Subito in gol al 16’: combinazione Bernasconi-Zalewski che crossa in mezzo all’area, Scamacca anticipa Paredes ed insacca. Gioca solo l’Atalanta, De Roon e Ederson in mezzo al campo impostano e palleggiano senza difficoltà, Zappacosta a destra è una scheggia mentre a sinistra la coppia Bernasconi- Zalewski sfonda senza problemi. Poi c’è sempre De Ketelaere che costruisce e regala assist che Scamacca trasforma in gol ma annullati per fuorigioco ma resta l’impressione che il raddoppio sia sono una questione di minuti e su punizione di Zalewski Zappacosta colpisce il palo. Non ci sono avvisaglie per un secondo tempo di sofferenza. Invece succede. L’inizio però è ancora appannaggio dei nerazzurri con Zappacosta, due volte, che non riesce a concludere in modo efficace. Poi a sorpresa arriva il gol del pari: Djimsiti si fa sorprendere da Navarro e da Guruzeta che supera facilmente Kossonou e realizza il gol del pareggio. L’Atalanta si sgonfia, subisce la pressione dei baschi. Incursione da destra di Navarro che crossa, Kossounou si fa scavalcare dal pallone, alle sue spalle Serrano raddoppia. E’ ancora la coppia Guruzeta-Navarro che fa il 3-1, altro errore di Kossounou e anche un disimpegno sbagliato di De Roon. La reazione atalantina porta al 43’ il gol di Krstovic: cross dalla destra di Samardzic, raccoglie Lookman e poi il centravanti nerazzurro supera Unai Simon. Peccato, la sconfitta deve però aprire una riflessione: perché l’Atalanta si è fatta sfilare una partita che controllava e anche dominava? E intanto incombe la trasferta a Bruxelles.
Giacomo Mayer
giovedì 22 Gennaio 2026

