22a (3aR) Primavera 1 – Zingonia-Ciserano, Centro Sportivo Bortolotti, Campo 2 (erba) – domenica 25 gennaio
Atalanta Under 20 – Frosinone Under 20 0-0
ATALANTA (3-5-2): Anelli 6; Isoa 6,5, Maffessoli 6,5, Ramaj (cap.) 6; G. Percassi 6 (34′ st Marrone sv), Bonanomi 6,5, Gerard Ruiz 6 (34′ st Bono sv), Gasparello 6,5 (43′ st Colombo sv), Bakker 6 (15′ st I. Camara 6,5); Artesani 5,5, H. Camara 6 (44′ st Olijars sv). A disp.: Barbieri, Rinaldi, Parmiggiani, Bilać, Aliprandi, Curcio. All.: Giovanni Bosi 6.
FROSINONE (3-5-2): Rodolfo 6; Obleac 6,5 (37′ st Diallo sv), Pelosi (cap.) 6,5, Luchetti 6 (11′ st Buonpane 6,5); Befani 6,5 (37′ st Lohmatov 6), Molignano 6 (20′ st Ceesay 6), Majdenic 6,5, Toci 6 (37′ st Fiorito sv), Ndoye 6,5; Chichero 6, Mboumbou 6. A disp.: Minicangeli, Di Giosia; Colafrancesco, De Filippis, Bonanno, Vacca. All.: Daniele Cinelli 6,5.
Arbitro: Rossini di Torino 6,5 (Mazza di Reggio Calabria, Gatto di Lamezia Terme).
Note: mattinata nebbiosa, ammoniti Obleac, Luchetti, Molignano e Mboumbou. Tiri totali 16-10, nello specchio 3-3, parati 3-3, respinti/deviati 3-3, legni 2-0. Corner 6-1, recupero 0′ e 4′.

Zingonia – Due legni di Henry Camara, tante occasioni sciupate e mira sballata. Non basta nemmeno Mitchel Bakker, sceso dalla prima squadra per riabituarsi al rimo partita dopo la lunga riabilitazione al crociato destro, a risolvere la crisi di risultati della Primavera dell’Atalanta, che inforca gli occhiali col Frosinone da bassifondi (nel 3-3 dell’andata a Ferentino c’era Giancarlo Marini in panchina) a ruota del tris di ko con Lecce, Verona e Napoli. Lunedì 2 febbraio si riprende a Formello dalla Lazio a mezzogiorno col trentesimo punti in ventidue turni appena conquistato.

Percassi Jr. (2′) non stringe su Toci che comunque non può indirizzare il pallone dalla destra di Molignano, per lasciarlo poi passare nell’azione in verticale che Ndoye conclude con un pretenzioso sinistro tra le braccia di Anelli (7′) che forse avrebbe voluto essere un passaggio all’inizio del lato corto. Due corsette oltre il quarto d’ora la prima chance nerazzurra con Bonanomi a girare fuori il mancino dalla destra dell’area dopo aver sfruttato un rimpallo di Luchetti in riaggressione larga sul recuperatore di sfera Artesani. Oltre metà frazione, al culmine di un batti e ribatti verso il limite, Gasparello sventaglia per il figlio e nipote d’arte che di prima intenzione sgancia il lungolinea basso di piede debole facendo la barba al primo palo all’ingresso in area. Ad aumentare i giri sono Bonanomi e Artesani, altro sinistro appena da fuori ma privo di angolazione e potenza (25′), mentre la sporadica reazione ciociara vive dell’arretramento di Chichero a un metro dalla lunetta per il sinistro che Anelli controlla lasciandolo sfilare sul fondo.

Se quello al quarantesimo della punta mancina di casa costretta all’uso del destro, lungo il contropiede bonanomiano, appare più un diagonale largo che un passaggio nel nulla, intorno alla lancetta successiva sono Rodolfo a mano aperta e la mira a impedire al destro a rientrare di Gasparello e alla svettata di Isoa sul corner susseguente. Molignano in scia a Toci la spara altissima chiudendo il primo tempo, col secondo ad aprirsi idealmente scollinato il quarto d’ora, a tiro di una incornata debole in mischia di Maffessoli (Artesani sbaglia nella stessa specialità; all’11’ Buonpane al volo da Chichero, impreciso) e a professionista in riabilitazione ormai uscito. Henry Camara aggancia malissimo davanti all’area piccola il tracciante percassiano alzando di sinistro; un altro angolo e Isoa la ritenta in gioco aereo sul tiro dalla bandierina sinistra di Bonanomi (17′). Quindi, il palo del franco-guinenano con Rodolfo agevolato dal tap-in morbido di Bonanomi. Ed ecco un altro legno al 24′ del medesimo sullo schema di Gerard Ruiz, stavolta di destro al volo in area piccola.

Al 27′ Giovanni Percassi spreca addosso all’ultimo ostacolo l’apertura del subentrato a sinistra Ibrahim Camara. Ottantesimo, c’è anche la penultima in classifica: quella di Majdenic di sinistro strozzato in scia a Mboumbou è una telefatina a caligine ormai alzata. Al quarto e ultimo di recupero, il controbalzo strozzatissimo di Majdenic vaniva il lavoro Lohmatov-Mboumbou. SF