Piove sempre nel sud del Belgio, il cielo è plumbeo e non invita certo ad una serata di calcio. Certo, è una banalità ma quando si visita, in diverse occasioni turistiche, Bruxelles, c’è sempre bisogno dell’ombrello. L’annotazione meteorologica è opportuna per introdurre Union St. Gilloise-Atalanta perché gli umori non devono coinvolgere lo spirito di una partita da dentro o fuori. Per entrambe le squadre. L’Atalanta per tentare l’impossibile, dopo l’occasione buttata alle ortiche mercoledì scorso, l’Union St. Gilloise per sperare in una qualificazione ai playoff altrettanto al limite delle realtà. Eppure per l’Atalanta proseguire il cammino in Champions tra l’élite del calcio europeo, saltando i complicati playoff, sarebbe un sogno. I nerazzurri, in questa stagione, hanno confermato, tra una partita e l’altra, che i pronostici sono carta straccia. Nel bene e nel male non li rispettano ma poi contano i risultati. Stanotte non bastano gol e nemmeno la vittoria. Concatenazioni di risultati finali e combinazioni astrali si fondono per stabilire chi avrà il piacere di entrare nell’élite della Champions o negli esami di ammissione (playoff). L’Atalanta il primo esame lo ha superato con largo anticipo, manca il colpo per far saltare il banco. Come succede in Champions bisognerà lottare dal primo minuto all’ultimo e la Dea ci arriva consapevole dei suoi mezzi e delle possibili difficoltà. Lo chiarito Palladino nella conferenza stampa: “Serve lo spirito giusto” e sarà una partita di lotta e anche un po’ di governo. Il tecnico atalantino non si è lasciato scappare anticipazioni sulla formazione ma sono possibili ritocchi perché ha detto che servono “freschezza e esperienza” perché l’USG è arcigna e adusa alla corsa senza un attimo di respiro. Dunque, davanti a Carnesecchi dovrebbero giocare Scalvini e Djimsiti poi ballottaggio tra Kolasinac e Ahanor, in mezzo De Roon ed Ederson, laterali a destra Zappacosta, a sinistra Bernasconi, in attacco De Ketelaere con Krstovic, brillante nella conferenza stampa di presentazione della partita, quindi un secondo ballottaggio tra Lookman e Zalewski. L’allenatore dell’USG Hubert schiera Sherpen, ex Sturm Graz, in porta, nella difesa a tre Sykes, Burges e Mac Allister, fratello del centrocampista del Liverpool, i quattro di centrocampo: il nazionale israeliano Khalaili, esterno destro pericoloso, in mezzo Zorgane e Van De Perre, a sinistra Smith, poi Ait El Hadj e Florucz dietro Fuseini. Arbitra l’inglese Oliver.
Giacomo Mayer