L’Atalanta  torna a Bergamo con una sconfitta senza attenuanti ma anche senza particolari rimpianti perché già dalla formazione, otto cambi, si è capito che il pensiero correva verso la partita domenica pomeriggio a Como. Del resto la percentuale di entrare nell’élite degli ottavi di finale era bassissima e le varie simulazioni di risultati finali concedevano poche speranze, i playoff erano già in cassaforte ed è più salutare concentrarsi su i prossimi appuntamenti, Como in campionato, Juventus, a Bergamo, in Coppa Italia. Vedremo se queste opzioni risulteranno proficue.
Intanto i verdetti finali dell’ultimo turno certificano che l’Atalanta dovrà affrontare o l’Olympiacos o il Borussia , due avversarie già incrociate in passato. Per adesso c’è da commentare la seconda sconfitta consecutiva, la terza nel girone di Champions, e una prestazione segnata da errori, confusione e, ancora una volta, senz’anima. L’ultima notte di Champions è una Torre di Babele: mescolanze di squadre che si affrontano in diretta o a distanza con la stessa intenzione di guadagnare benemerenze e uno sguardo benevolo di colui che, nell’Olimpo, presiede il gioco del calcio. Ma vale solo il linguaggio del gol, unica regola fissa che stabilisce gioie, umori e dispiaceri. Chi segna di più dell’avversario vince e merita la palma d’oro, il resto conta poco o nulla. Il gol della vittoria lo ha realizzato Anan Khalaili, esterno destro israeliano che ha esultato nel peggiore dei modi. Ha strappato la bandierina del calcio d’angolo e l’ha usata a mo’ di mitragliatrice. E l’arbitro Oliver ha sorvolato. Episodio ingiurioso a parte, l’Union St. Gilloise ha vinto meritatamente dopo aver fallito un bel numero di gol, quasi tutti concessi da disattenzioni difensive dei nerazzurri.
Palladino pensa al Como e ne cambia otto rispetto alla partita di domenica: dal primo minuto Sportiello, Hien, Kossounou, Musah, Bernasconi, Samardzic, Lookman e Krstovic. Hubert, a sua volta, rispetto allo zero a zero dell’ultima partita ne cambia due, in pratica tornano titolari  Mc Allister in  difesa e l’israeliano Khalaili esterno destro. L’avvio è un delirio perché si sommano errori difensivi che promettono poco di buono, si salva solo Ahanor. Kossonou fatica, Hien è sbadato: prima è proprio Hien che sbaglia un passaggio all’indietro, ne approfitta Florucz che aggira Sportiello ma lo stesso Hien si redime e salva da gol sicuro, un minuto dopo, siamo all’ottavo minuto, Smith da sinistra crossa al centro, girata volante di Florucz  che esce di poco. Ed è proprio da sinistra che la squadra belga crea problemi senza avere la freddezza di concludere a rete. Samardzic perde palloni su palloni, almeno cinque volte, Musah pasticcia, cerca dribbling pericolosi in mezzo al campo che permettono le ripartenze di Van De Perre o di Zorgane. Insomma l’Atalanta non c’è ed esalta i volonterosi giocatori dell’Union St. Gilloise che si presentano con assiduità importante dalle parti di Sportiello ma la porta atalantina rimane inviolata. In attacco i nerazzurri collezionano sei calci d’angolo e un gran tiro di Lookman parato con difficoltà da Scherpen.
Nel secondo tempo non cambia la musica anche se Palladino cerca di correre ai ripari con De Roon, De  Ketelaere e Sulemana per Samardzic, Musah, entrambi deludenti ma proprio tanto, e Lookman. Poi tocca a Scamacca rilevare il generoso Krstovic. L’andamento della partita non muta e l’Union St. Gilloise, dopo aver sciupato occasioni proficue, passa in vantaggio: fallo di Ahanor, poi ammonito, su Fuseini, da destra batte la punizione Ait El Hadj, lunga traiettoria che viene sfruttata a sinistra da Khalaili che realizza con la complicità di Zappacosta (toccava a lui la marcatura?) e di Sportiello. I tifosi dell’Union St. Gilloise esultano a ragione. Mancano ancora venti minuti, oltre il recupero, al fischio finale ma l’Atalanta sfiora il pareggio solo al 46’: CDK se ne va da destra, salta Sykes, Sulemana ha sui piedi il gol dell’uno a uno e lo spreca in maniera brutale.  Giusto suggello di una serata da dimenticare.
Giacomo Mayer