La Blu Basket Bergamo targata Gruppo Mascio continua a chiamare Bergamo. Che nell’ultima occasione in ordine cronologico ha risposto a suon di 2.439 presenze. La terza partita giocata nella vera casa dei cittadini, domenica contro Rieti, a ruota delle due ottobrine con Milano e Pesaro, ha gasato tutto il gruppo. In primis, il capitano Stefano Bossi: “La ChorusLife Arena, a detta di tutti quelli che ci sono entrati, è il miglior impianto in Italia e la cornice di domenica è stata fantastica: sarebbe un peccato non avere a Bergamo il basket di alto livello”.

Domenica speciale per la Blu Basket e per lo stesso Bossi, tornato sul parquet dopo un’assenza di due mesi, e undici gare saltate, per un problema nevralgico, lo stupor dello SPE, detto anche paralisi o debolezza dello Sciatico Popliteo Esterno (SPE), un nervo fondamentale per il movimento della caviglia e del piede. “Questi ultimi due mesi sono stati per me atipici, perché ho avuto un infortunio molto strano, con un addormentamento al nervo sciatico: sono sceso da un treno dopo una trasferta e non mi funzionava più un piede. Per cui per me è stato un vero trauma – spiega il regista triestino -. Sono stati due mesi lunghi, anche perché essendo un infortunio neurologico non aveva una tempista precisa per il recupero, avrei potuto stare fuori per sei mesi. Il primo mese è stato davvero difficilissimo, perché non sapevo davvero quando sarei potuto rientrare. Devo ringraziare Giustino Danesi, il nostro preparatore atletico, un professionista assoluto che in questi due mesi mi ha aiutato non solo da un punto di vista fisico ma anche mentale e culturale, essendo il mio un problema neurologico mi ha dato una mano enorme e se sono riuscito a tornare in campo, giocando anche bene, devo ringraziare lui e tutto il nostro staff dei medici e dei fisioterapisti”.

Due mesi out Bossi, ma sempre a bordo campo, sempre vicino alla sua squadra, che ha dovuto affrontare lunghi cicli di gare prima senza il bomber D’Angelo Harrison e poi senza Eric Lombardi, assente anche in questo mese di febbraio. “Da quando sono stato fermo fino al mio rientro ci sono stati diversi cambiamenti. In questi mesi è stato fatto un lavoro straordinario, perché ogni volta c’era un infortunio o un imprevisto, eppure siamo riusciti ad ottenere comunque vittorie importanti, soprattutto nelle ultime settimane. Questo grazie al lavoro straordinario di tutti, del coach Ramagli e di tutto lo staff tecnico – chiosa Bossi -. Quando è tutto lineare è facile lavorare, ma quando il mare è in tempesta è li che si vede quando il marinaio è abile. Quando attraversi tante turbolenze e le superi ti compatti come gruppo e ne esci ancora più forte come gruppo. Dopo la vittoria contro Rieti siamo tornati ad avere una percentuale di vittorie sopra il 50% con 13 vinte e 12 perse e ora ovviamente non vogliamo fermarci. Sento che il gruppo squadra è sempre più forte, ora l’importante è continuare così”. Esse