Giuseppe Nervi è il Direttore Sportivo della Real Calepina da 4 stagioni consecutive. Prima di questa esperienza in serie D, 7 anni in Eccellenza con la Cisanese e 3 con il Verdello Intercomunale (vittoria del campionato di Promozione, poi 2 salvezze in Eccellenza) e un percorso da Direttore Sportivo iniziato in Prima categoria, nella stagione 2009/2010, per 3 stagioni allo Sporting Adda Bottanuco.

Con lui abbiamo fatto il punto sul momento della propria squadra: “La vittoria ci è mancata per 11 partite consecutive – commenta il ds Nervi – nelle quali abbiamo raccolto 4 punti, per poi realizzare una striscia utile di 5 vittorie e 2 pareggi, interrotta soltanto dalla sconfitta di domenica contro la Castellanzese, comunque caratterizzata da un’ottima prestazione. Il dato importante è che questi riscontri, incredibili nei numeri, sono stati ottenuti con le stesse persone, senza integrazioni né modifiche in organico, espressione che se ci sono valori, in termini di qualità e umani, gli strumenti possono essere costruiti e consolidati attraverso il percorso, il lavoro e l’ambiente”.

Dopo una grande rincorsa, in questo momento la squadra si trova al decimo posto in classifica nel girone B a quota 30 punti:Siamo consapevoli che dovremo lottare per conquistare la permanenza in questa categoria, un obiettivo che annualmente la società si pone di centrare e che rappresenta ogni volta per la nostra realtà un grande risultato, tenendo conto della dimensione piccola del club, che vive interamente sull’impegno e sugli sforzi economici del Presidente Alberto Vescovi e sulla continuità nella gestione del Direttore Generale Andrea Baretti”.

Relativamente alla squadra e all’allenatore Inacio Joelson: “La squadra come ogni estate è stata molto rinnovata, del resto la quasi totalità dei giocatori si è accasata in società più ambiziose e in piazze più grosse. Siamo ripartiti nella ricostruzione della squadra con la stessa filosofia. E cioè la ricerca di profili in larga parte giovani o da poco usciti dalla regola, di potenzialità e di prospettiva, magari ancora non del tutto espresse, da inserire in una base di giocatori esperti, di riferimento. La chiave poi sta nell’amalgama tecnica e nell’identità che l’allenatore Inacio Joelson, che insegna un calcio bello e propositivo, che valorizza il collettivo e implicitamente il singolo, è in grado di infondere. E poi c’è la società, che sa riconoscere l’importanza del tempo e del valore e che gestisce la squadra, soprattutto nella difficoltà, con equilibrio e coesione. E’ una ricetta in cui credo molto e che sono convinto alla lunga paghi”.

FG