Il febbraio dell’Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C’è stata anche la Cremonese appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: “Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia”, la premessa di Raffaele Palladino.

“Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato – prosegue il tecnico nerazzurro -. De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave”. L’uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l’esonero al predecessore Ivan Juric, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l’1-1 all’andata a Cremona: “Avevo un po’ di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l’avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima”.

Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. “Chiunque giochi si esprime al cento per cento. Pasalic ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. Krstovic è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta – prosegue il mugnanese -. Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma”. E il buco di Kossounou sul gol ospite? “Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d’Africa”.

Parola al primo assistman, Giacomo Raspadori, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: Krstovic, cui dovevo l’assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l’importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell’approccio e nell’atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni”. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: “In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere”.

Il sostituto inatteso, Lazar Samardzic, ha anche retroscena da svelare: “Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all’Atalanta”. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev’essere agevolissimo: “Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l’abbiamo chiusa prima”. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: “Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l’Atalanta come i titolari”.

Dulcis in fundo, l’apripista Nikola Krstovic. “Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale – ragiona il montenegrino -. Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L’importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia”. SF