Champions League, gara 1 (andata) playoff/knockout round – Dortmund, Westfalenstadion/Signal Iduna Park – martedì 17 febbraio
Borussia Dortmund – Atalanta 2-0 (2-0)
BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1): Kobel 6; Reggiani 6, Anton 6,5, Bensebaini 6,5; Ryerson 7, Jobe Bellingham 6,5, Nmecha 7,5 (38’ st Sabitzer sv), Svensson 6,5; Brandt (cap.) 6,5 (25’ st Chukwuemeka 6), Beier 7 (25’ st Adeyemi 6); Guirassy 7,5 (38’ st Fabio Silva sv). A disp.: 31 Orstrzinski, 33 Meyer; 47 Benkara, 42 Kabar, 2 Yan Couto, 6 Ozcan, 45 Krevsun, 40 Inacio. All.: Niko Kovac 7.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6, Kossounou 5, Djimsiti 5,5 (1’ st Hien 6,5), Kolasinac 6; Zappacosta 6 (27’ st Bellanova 6), De Roon (cap.) 5 (18’ st K. Sulemana 5,5), Ederson 6, Bernasconi 6; Pasalic 6, Zalewski 6 (37’ st Samardzic 6); Scamacca 5 (1’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 5,5.
Arbitro: Gözübüyük 6 (Paesi Bassi – Inia-Honig, IV Manschot. V.A.R. Van Boekel, A.V.A.R Van Driessche – Belgio).
RETI: 3’ pt Guirassy (B), 42’ pt Beier (B).
Note: serata rigida e umida, spettatori 77 mila circa di cui 1.442 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Reggiani, Kossounou, Scamacca e Anton per gioco scorretto, Djimsiti per proteste. Tiri totali 9-6, nello specchio 2-3, parati -3, respinti/deviati 3-2. Corner 3-2, recupero 2’ e 3′.

Dortmund – Ryerson la offre subito alla fronte di Guirassy dopo una manovra sola, ma avvolgente, da un lato all’altro, col rompighiaccio poi a mandare in porta Beier nel finale di un primo tempo senza che l’Atalanta si raccapezzi di fronte a un Borussia Dortmund in ritardo di 15’ nel suo stesso stadio e boicottata nel pranzo UEFA per lo scippo due estati fa di Samuele Inacio (Pià). L’andata dei playoff di Champions League non lascia presagire nulla di buono in vista del ritorno di mercoledì 25 a Bergamo, in cui mancheranno ancora sia De Ketelaere che Raspadori. Iniziare senza punte al netto del centravanti non ha pagato.

Pronti via, bergamaschi contratti con Kossounou, preferito a Scalvini, letteralmente sovrastato sulla zuccata che sblocca lo score. Scollinato il quarto d’ora, senza che i Palladino-boys ci capiscano granché, Beier manca la mira e il girello sull’onda lunghissima di uno schema da lungi di Bensebaini. A un tiretto dal ventesimo, tutto bene in verticale fino alla punizione guadagnata da Zalewski per la carica dell’ammonito Reggiani, ma la battuta di Bernasconi è soltanto spizzata da Pasalic in un gioco aereo imperfetto. Oltre, è Svensson ad anticipare in scivolata Scamacca sulla palla dal fondo del nazionale polacco diretta però a Pasalic. A ventuno dalla pausa l’intercetto in uscita di Kolasinac finisce ancora al solito noto, col centravanti romano ancora in ritardo. Un giretto e mezzo oltre la mezzora, con la De abbastanza in controllo, Nmecha, dirimpettaio di un De Roon che non lo piglia manco per scherzo, svaria a sinistra appoggiando per il destro di Svensson respinto da Kossounou. Alla fin fine le conclusioni in porta, a pericolosità variabile, si pareggiano a una dozzina scarsa dal tè caldo, se è vero che Ederson riesce ad arrampicarsi sulla scodellata di Zappacosta chiamando il portiere di casa alla presa alta sotto l’incrocio di competenza.

Al quarantesimo, la fotografia del nervosismo bergamasco, con Odilon a farsi ammonire nella diagonale ritardata sull’apripista e Djimsiti a imitarlo per il malvezzo di protestare: Anton stacca alto sulla punizione dalla destra di Ryerson, ma il castello difensivo rischiava di crollare. Lo fa su azione quando Guirassy, appoggiato da Nmecha nella sua metà campo, corre a sinistra lasciando l’ex Bayer sul posto per pescare facilmente il taglio di Beier sottoporta.
In avvio di ripresa, dentro Hien per Djimsiti e Krstovic per Scamacca, ma il primo squillo è ancora del franco-guineano terminale locale, che contrastato da Kossounou si butta platealmente a terra nella verticale di Brandt . Al 3’ il montenegrino si gira mettendo in trappola-ammonizione Anton e a cronometro triplicato una sua riaggressione sforna un radente dai venti metri o più preda del tuffetto di Kobel. Nemmeno due lancette e Anton sulla palla dentro di Zappacosta lo sbraccia per le terre senza che l’arbitro si degni di intervenire.

All’ora di gioco si ridesta il Muro Giallo, fin lì impegnato nella placida gestione delle operazioni, risvegliando anche quello Nerazzurro, nella fattispecie Ederson che ferma il fratellino del madridista Bellingham su filtrante basso di Brandt, il regista effettivo, il CDK dei prussiani della Vestfalia. Se Pasalic è sfortunato nel rimpallo con Bensebaini, Palladino mette Kamaldeen per De Roon arretrando in mediana proprio il croato. Rischia Carnesecchi al 22′ respingendo l’angolo da sinistra di Ryerson sui piedi di Brandt che alza dall’area il possibile 3-0. Krstovic viene murato da Ryerson lungo il gioco tra quinti seguito al secondo corner a favore (23’), stessa sorte per Zalewski con Reggiani sulla palla dentro lo spigolo sinistro di Ederson. Bellingham simula senza prendersi il cartellino (33’) sul contropiede regalato dal polacco ad Adeyemi. Samardzic trova il tiro dalla distanza al 43’, ma a Kobel non servono nemmeno due tempi. Qualificazione agli ottavi compromessa. Si.Fo.