Le pagelle dell’Atalanta a Dortmund risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon Kossounou, fregato da Guirassy anche in versione assistman, e Marten de Roon che lascia Nmecha libero di scambiare con l’apripista nell’azione del raddoppio. Tra chi si salva spicca Nikola Krstovic, cambio all’intervallo dell’abulico Gianluca Scamacca: suo uno dei due tiri in porta atalantini nella seconda metà.

Carnesecchi 6: incolpevole com’è, trovandosi uno scolapasta su due terzi della linea difensiva, non gli si potevano chiedere i soliti miracoli.

Kossounou 5: si fa sovrastare e lasciare sul posto da Guirassy nelle azioni decisive per compromettere la qualificazione. Ma non s’è scelto da solo al posto di Scalvini. E il voto è la media tra il 3 del primo tempo e il 7 del secondo, dove gioca con autorevolezza sostenendo l’azione. 
Djimsiti 5,5: niente pezze in una retroguardia cambiata di nuovo senza un perché (1’ st Hien 6,5: a suo agio contro un centravanti che pure svaria molto, quindi teoricamente inadatto a lui. Invece è la zip che ci voleva per incernierare la patta). Kolasinac 6: non ce la fa a chiudere la diagonale sulla sbavatura doppia del due a zero, ma più di tutto, pur senza colpe specifiche, finisce sulle ginocchia. Generoso e solido, di grande levatura ed esperienza internazionale, ma anche segnato dagli acciacchi.

Zappacosta 6: Svensson quando attacca lo mette in ambasce per modo di dire, perché sono i raddoppi impossibili su Guirassy a distogliere la sua attenzione. Davanti crossa per la prima conclusione nello specchio (27’ st Bellanova 6: praticamente ridotto a una fase sola, non trova linee di passaggio pulite ma solo lo scavalco della difesa per un ariete che non si trova).
De Roon 5: Nmecha lo lascia costantemente sul posto ed è libero di tessere la trama del bis (18’ st K. Sulemana 5,5: a destra non rende, ma non era una sfida da contropiede, soprattutto per come s’era messa nel primo tempo).
Ederson 6: il fratellino di Bellingham è quello che incide meno. Ci crede sempre, rincula bene e spesso, ma nemmeno lui sembra al meglio.
Bernasconi 6: Ryerson punge un tempo per poi partecipare alle barricate contro l’assedio atalantino comunque sterile nella ripresa.

Pasalic 6: grande grinta e tigna, con ricerca delle verticalizzazioni un po’ da predicatore nel deserto, ma la squadra migliora con lui nel motore anziché davanti. Capitano di riserva, fa meglio del titolare della fascia.
Zalewski 6; se nella prima metà cercano (quasi) solo lui qualcosa vorrà pur dire. Avrebbe dovuto puntare Reggiani di più dopo averlo indotto al fallo da giallo, ma i tedeschi raddoppiano anche coi laterali. Un tiro respinto nella ripresa e anche una (sola) palla persa (37’ st Samardzic 6: si dà da fare a linee di passaggio ormai ostruite trovando la terza e ultima palla verso la porta).

Scamacca 5: non si sa se balli ancora l’anca come nel warm-up con la Cremonese, ma gli manca ancora la condizione. La voglia? Lasciamo perdere (1’ st Krstovic 6,5: maestro nel gegenpressing e nell’attacco alla profondità, trova il secondo dei tre tiri in porta nerazzurri, ma troppo da lontano. Combatte e trova muraglie. Se non altro tiene tutti sul pezzo, compresi i suoi).

All. Palladino 5,5: a conti, pardon, errori fatti, tre scelte sbagliate. Ma se Scalvini e Krstovic parevano i titolari naturali, c’è un De Roon che non ha retto il colpo del tour de force. Non dovrebbero esistere gerarchie di alcun genere. Effe