La precisazione a DAZN in primis: “Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien”. Per il resto, Raffaele Palladino per descrivere la sua Atalanta a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col 3-1 subìto dal Napoli al Maradona il 22 novembre: “Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo – la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l’abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare”.

“Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. Sulemana non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po’ sterili, poi abbiamo alzato la qualità – continua il mugnanese -. Mi fa piacere per Samardzic che oltre a segnare ha riempito l’area: un ragazzo straordinario nell’impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche Bernasconi ha puntato l’uomo e l’area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund”.

“A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m’è sempre piaciuto avere la società presente al campo d’allenamento. Luca Percassi e Tony D’Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva”, rimarca il mister. “Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l’avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d’attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l’uomo ed essere intraprendente”.

“Non mi aspettavo due gol di testa di Pasalic e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l’area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze”, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: “Non ho ricette per vincere in casa, dove c’è un’atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d’inferno”.

I GIOCATORIHojlund mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo”. Tutta la verità, nient’altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall’Union Saint-Gilloise: “Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra”. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: “Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo – chiosa il difensore svedese -. La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c’è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto”.

“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l’intervallo – sottolinea Mario Pasalic -. Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol… ”. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: “Il colpo di testa dell’1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell’Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”.

Lazar Samardzic, dulcis in fundo: “Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi”. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: “Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”. Effe