“Quello di quest’anno di Prima Categoria gir. E è uno dei campionati più combattuti degli ultimi dieci anni, tante squadre possono fare i Playoff, ma devi stare comunque molto attento perché bastano alcuni passi falsi e rischi di lottare per i Playout. Quindi, prima di tutto, l’obiettivo che abbiamo ben chiaro in testa è la salvezza!”.

Così parlò Andrea Guariglia, vero faro del centrocampo del Ranica, 40 anni compiuti lo scorso 19 settembre e tanta voglia di essere ancora protagonista in campo. “Lasciare? Mmm, mi piace troppo giocare a calcio e – anche se ho da pochi mesi compiuto gli ‘Anta’, la passione è ancora tantissima e fisicamente mi sento bene…certo, non avendo più vent’anni e avendo una bella famiglia, con una moglie e una bambina piccola a casa, i sacrifici si fanno e, ogni tanto, si sentono…una decisione definitiva per l’anno prossimo? Direi che dopo la metà di marzo avrò più chiaro cosa farò”.

Tornando al campo, quello su cui il “Guaro” Andrea Guariglia è assoluto protagonista da una vita, così il numero 8 del Ranica: “Ho iniziato a giocare a 5 anni al Gorle e sono ancora qua. In questa stagione, nel nostro girone alcune squadre sono partite forte, altre meno, ma poi nel mercato di riparazione hanno fatto acquisti importanti; per questo motivo, bisogna sempre stare sul pezzo, anche perché l’equilibrio di quest’anno si vede di rado…”.

Una carriera, quella del “Guaro” vissuta principalmente lungo il Serio, tra Gorle (dove è cresciuto, sia come uomo che calcisticamente) e oggi Ranica. “Sono al quarto anno in maglia gialloblù e posso dire che mi trovo veramente molto bene; negli anni si è creato il giusto amalgama tra i giovani e i vecchi dando vita ad un bell’ambiente coordinato dalla società, dal ds Nodari fino a mister Vedovati”.

Un pensiero sulle nuove leve gialloblù e sul suo ruolo futuro. “Credo che il giusto mix tra giovani e vecchi possa creare le condizioni ideali per costruire una bella realtà: i giovani portano entusiasmo e i “vecchi” hanno la giusta esperienza – sottolinea Guariglia-. Ai ragazzi più giovani dico sempre che il calcio deve essere un divertimento, ma se si prendono degli impegni verso la società vanno rispettati; io provo a dare il mio esempio sul campo andando sempre a 200 km/h. I giovani mi stimolano ad andare al massimo, e sono convinto che la sana competizione faccia bene. Un ragazzo che mi ha sorpreso? Ognuno di loro ha caratteristiche diverse, ma forse ti direi Lorenzo Nicolai perché si è calato benissimo in questa realtà con grande umiltà e disponibilità pur venendo da palcoscenici più elevati”.

In attesa di conquistare la matematica salvezza, Guariglia affila le armi e dice: “Prima assolutamente c’è l’obiettivo di mantenere la categoria, ma poi tutto quello che viene di buono lo prendiamo volentieri…se siamo in ballo, sicuramente balleremo!”. Ti auguriamo di ballare ancora tanto sul campo e con il pallone, super ed infinito Andrea “Guaro” Guariglia.

Filippo Grossi