Sul campo pareva arrabbiato. Nel dopogara, la lucidità porta quasi a minimizzare la caduta al cospetto di una squadra in dieci per ottantadue minuti: “Non rimprovero nulla alla squadra perché siamo arrivati bene a questo appuntamento e abbiamo iniziato bene. Il più grosso dispiacere è aver preso il secondo gol: dovevamo essere più bravi nelle preventive, difendendosi a 4-4-1 si sapeva che il Sassuolo sarebbe stato pericoloso nelle ripartenze”, la premessa dell’allenatore Raffaele Palladino. L’Atalanta non può recriminare di certo, ma… “Ma abbiamo avuto le nostre occasioni in un secondo tempo decisamente migliore. Un palo, una traversa e il gol trovato troppo tardi: è un incidente di percorso che non sposta niente, ma certo dispiace. Dobbiamo azzerare e pensare alla Coppa Italia“, spiega il condottiero dei nerazzurri, attesi mercoledì alla semifinale d’andata all’Olimpico di Roma con la Lazio.
“Dovevamo essere bravi a fermare prima l’azione sul raddoppio. Per il resto, scardinare la linea bassa senza soluzioni alternative non era facile, perché Raspadori e De Ketelaere ci mancano. Abbiamo anche inserito diversi giocatori, non è bastato – prosegue Palladino -. L’analisi è molto chiara: una partita approcciata con atteggiamento, spirito ed energia giusti. Nel primo quarto d’ora abbiamo mantenuto il dominio assoluto del match con grande occasione per Zalewski. Dopo l’espulsione di Pinamonti, invece, loro inaspettatamente hanno trovato il gol iniziando a difendere col blocco basso. I due nostri errori sono stati questi: la velocità della palla troppo lenta che ci ha resi prevedibili, mentre loro raddoppiavano e noi non eravamo cattivi; l’altro errore è entrare centralmente per sbattere contro il muro. Nel secondo tempo è andata nettamente meglio e potevamo fare meglio sul secondo gol preso: la partita andava tenuta aperta, non m’è piaciuto che ci siamo portati Laurienté in casa, bisognava fermarlo prima”. Infine, su Ederson: “Il giocatore è in mano all’area medica, non credo recuperi per la Lazio. Sente ancora affaticamento”.
Yunus Musah, gettato in pasto ai microfoni della sala stampa come quelli di DAZN per il primo gol atalantino e in assoluto in serie A, si rammarica senza perdersi d’animo. “Siamo delusi perché volevamo venire qui a vincere. Abbiamo avuto un bel percorso, non lasciamo che questa sconfitta ci butti giù. Possiamo fare grandi cose quest’anno”, ammonisce il centrocampista preso anche per fare l’esterno alla bisogna. “Se la prepari bene undici contro undici, poi quando gli avversari restano uno in meno cambia qualcosa. Infatti in superiorità numerica era più difficile penetrarli, essendo schiacciati all’indietro. In parità numerica, invece, erano più aperti e comodi da attaccare”, ragiona lo statunitense cresciuto tra Castelfranco Veneto e Londra.
Il milanista in prestito, nonostante la malparata, prova a sprizzare ottimismo: “Siamo un gruppo forte, tutte le riserve potrebbero giocare titolari. Non mi sorprende quando chi si alza dalla panchina fa qualcosa di buono”. Stemperata, insomma, l’amarezza palpabile del post partita a bordocampo: “È stato frustrante non riuscire a scardinare il blocco basso del Sassuolo. La palla era lenta anche perché il campo era molto secco, ma ci giocavamo loro e noi, non è una scusa. Loro hanno fatto una grande partita, noi abbiamo fatto fatica”.


domenica 1 Marzo 2026
