Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno – Monaco di Baviera, Allianz Arena – mercoledì 18 marzo (ore 21)
Bayern Monaco – Atalanta 4-1 (1-0)
BAYERN MONACO (4-2-3-1): Urbig 7; Stanisic 7 (27’ st Pavic 6), Kim 7, Tah 7, Bischof 6,5 (27’ st Gnabry 6); Goretzka 6,5, Pavlovic 7 (10’ st Ofli 6,5); Karl 7,5, Guerreiro 7,5 (38’ st Ito sv), Luis Diaz 8; Kane (cap.) 8 (27’ st Jackson). A disp.: 35 Bärtl, 37 Prescott, 2 Upamecano, 27 Laimer, 41 Manuba. All.: Vincent Kompany 7,5.
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello 6; Kossounou 5,5, Hien 5,5, Scalvini 6,5 (38’ st Ahanor sv); Bellanova 7, Pasalic (cap.) 6,5, Ederson 6 (12’ st De Roon 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5 ), K. Sulemana 5,5 (26’ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 6,5.
Arbitro: Bastien 6,5 (Francia – Zakrani, Berthomieu; IV Vernice. V.A.R. Dechepy, A.V.A.R. Garrett – Inghilterra).
RETI: 26’ pt rig. e 9’ st Kane (B), 11’ st Karl (B), 25’ st Luis Diaz (B), 40’ st Samardzic (A)
Note: serata fredda e invernale, spettatori 75 mila circa di cui 4 mila atalantini nel settore ospiti. Tiri totali 24-13, nello specchio 8-8, parati 4-7, respinti/deviati 8-0. Var: 3. Corner 5-3, recupero 3’ e 3’ .
Monaco di Baviera – Il gioco delle torri Pasalic-Samardzic sull’ultimo schema buono da palla inattiva, un corner da sinistra, salva l’onore dell’Atalanta, strabattuta la seconda volta su due dal Bayern Monaco anche nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Un grande Kane si procura il rigore per sbloccarla e raddoppia in avvio di ripresa, per poi lasciare spazio ai compagni Karl e Luis Diaz prima del gol della bandiera nerazzurro. 10 a 2 di computo complessivo, che riflette con esattezza la differenza di valori in campo, comunque tirando molto di più rispetto al quasi niente alla New Balance Arena.
Al quinto, il monologo in rosso sfocia nella spaccata di Guerreiro, terzino sinistro riciclato a sottopunta, sull’apertura di Karl rifinita da Kane: giusto un tuffetto per la presa bassa. Al nono Hien, impegnato in un bel duello col capitano di casa e della Nazionale d’Albione, alleggerisce di testa all’indietro su un allungo dello stesso portoghese finendo per favorire Luis Diaz, che però alza la mira a un passo dal palo alla destra di Sportiello. Alla sporca dozzina la prima conclusione in porta è una loffietta ancora di Guerreiro, andato a prendersi in lunetta la palla dalla catena di destra per poi provarci sullo scarico di Luis Diaz. Sportiello deve guardarsi le spalle anche dalla seccata al quarto d’ora di Pavlovic il cui sinistro è innescato da Kim ma pochissimo angolato. Due lancette e tocca a Bischof in scia a Karl, ma non è un granché. Al 22’ Scalvini, in caduta, usa il braccio sinistro per stoppare il tiro di Kane servito dal crossetto di Guerreiro: il Var porta al rigore, il guantipede di via Broseta la intercetta alla propria sinistra staccando i piedi dalla linea di porta e sulla ripetizione l’inglese lo spiazza aprendo il piattone.
La partita continua a esistere soltanto per ipotesi. Verso la mezzora De Ketelaere s’invola in mezzo ai due centrali difensivi locali, ma sul ribaltamento dal cerchio di Pasalic parte in posizione irregolare. E comunque riesce a non chiudere nello specchio lo stesso sul ritorno di Kim e Tah. A tredici dall’intervallo rimorchio davanti alla lunetta chiamato a Goretzka da Stanisic, con l’attrezzo a impennarsi. Karl al 38’ è al secondo tentativo personale a girello, un po’ egoista, privo di mira. Al 41’ il primo vero tiro verso la porta dei bergamaschi, da rimessa di Bernasconi spondata da Pasalic per il destro al volo svirgolatissimo di Scalvini. Va già meglio il secondo, quando lo stesso braccetto di Palazzolo sull’Oglio, a un poker dalla pausa, prolunga il cross di Bellanova verso il secondo palo, difeso da Urbig dall’assalto di Super Mario che forse avrebbe potuto fare di più che allungare il piede.
La ripresa d’avvia al quinto col recupero di Ederson su Guerreiro (ancora lui!) e ribalta per De Ketelare, il cui cross di piede debole viene incocciato al volo da Scamacca di mezza rovesciata: un rimbalzo di troppo sul terreno ne attutisce potenza, direzione e pericolosità. Va detto però che in capo a una coppietta d’orologio (7’) il portoghese che gioca dietro l’anglo-irlandese gira fuori col destro, non il suo piede, il suggerimento in break del difensore coreano ex Napoli. Poco più tardi Bellanova converge senza ferire col sinistro. Poi cala il sipario nel giro di poco. Colui che imbraccia la doppietta di giornata riesce a tirare da fermo appena dentro l’area verso l’incrocio opposto seppur attorniato da Hien e Sulemana, per poi dare il via all’affondo di Luis Diaz concluso da Karl per il 3-0 aprendo il piatto sinistro nell’angolino lontano. La Dea non vuole scavarsi ulteriormente la fossa e ne combina due buonissime.
Sulemana sugli sviluppi di una punizione di De Roon, 435 volte atalantino eguagliando il record di Bellini, si vede chiudere lo specchio da Urbig al quarto d’ora. Verso il ventesimo, Bernasconi calcia al volo nel gioco tra quinti alzando sopra la traversa. Al 24’ il jolly croato incorna centralmente il pallone di Bernasconi in asse con Scalvini. Al 25’ è poker quando Karl invita a nozze Luis Diaz, resiste al ritorno di Kossounou e supera l’ultimo ostacolo in lob. Tre minutini e il duello Bellanova-Urbig finisce sempre allo stesso modo. A dieci dal novantesimo Samardzic non la ridà a Krstovic tirando in bocca al ragazzo reduce dal trauma cranico proprio per lo scontro di otto giorni fa a Bergamo col montenegrino sul gol della bandiera di Super Mario. Si rivede Raspadori dopo lo strappetto del 15 febbraio dalla Lazio, ma forse si apprezzerà di più domenica col Verona.
Esseffe


mercoledì 18 Marzo 2026
