33ª (14ª R) serie A – Roma, Stadio Olimpico – domenica 19 aprile (ore 20.45)
Roma – Atalanta 1-1 (1-1)
ROMA (3-4-2-1): Svilar 6,5; Mancini 6,5 (15’ st Ghilardi 6,5), Ndicka 7, Mario Hermoso 6; Celik 7, El Aynaoui 5,5 (15’ st Pisilli 6), Cristante (cap.) 6, Rensch 7 (32’ st Tsimikas 6,5); Soulé 7 (27’ st Robinio Vaz 6), El Shaarawy 6,5 (15’ st Venturino 6,5); Malen 6,5. A disp.: 70 De Marzi, 95 Gollini; 24 Ziolkowski, 3 Angelino, 97 Zaragoza. All.: Gian Piero Gasperini 7.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Scalvini 5,5 (1’ st Kossounou 6,5), Djimsiti 6, Kolasinac 6 (1’ st Ahanor 6,5); Bellanova 5,5 (9’ st Bernasconi 7), Ederson 6 (35’ st Pasalic 6), De Roon (cap.) 6, Zappacosta 6; De Ketelaere 5 (1’ st Zalewski 6), Raspadori 5,5; Krstovic 6. A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.
Arbitro: Marcenaro di Genova 7 (Baccini di Conegliano, C. Rossi di La Spezia; IV Sacchi di Macerata. V.A.R. Guida di Torre Annunziata, A.V.A.R. Sozza di Seregno).
RETE: 12’ pt Krstovic (A), 45’ pt Hermoso (R).
Note: serata serena e quasi estiva, spettatori 61.474 di cui 126 nel settore ospiti per un incasso di euro. Ammoniti Ederson, Pisilli e Djimsiti per gioco scorretto. Tiri totali 17-8, nello specchio 9-2, parati 8-1, respinti/deviati 5-2, legni 1-0. Var: 1 (check 0-1). Corner 7-6, recupero 1’ e 4’.
Roma – Krstrovic la apre vicino all’intersezione destra della lunetta, la mezza rovesciata di Hermoso l’acciuffa nel finale della prima metà e il sogno Champions sfuma più per l’Atalanta che per la Roma del grande ex Gian Piero Gasperini. Quarto punto su sei strappatogli dall’allievo Raffaele Palladino, che però per via delle polveri bagnate davanti rimane settimo a meno 4 dai padroni di casa di turno: prestazione poco brillante, a sprazzi, e Conference League come primo obiettivo, risultato che sarebbe aritmetico battendo la Lazio mercoledì 22 a Bergamo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Non sfruttato il ko del Como (58 punti come la Roma a 54) dal Sassuolo in chiave Europa League. Squadra stanca e non continua, ma ci sta.
Sullo slancio di testa a vuoto di Bellanova, oltre il quinto, il primo sussultino di El Shaarawy che incoccia di spalla il cross di El Aynaoui, ma è a cronometro bissato che lo score si sblocca in scia al recupero di De Roon, che sul pari si perderà lo spondista, su Hermoso all’altezza della trequarti destra per il gran destro incrociato del montenegrino a meno di mezz’altezza e a scendere. Al quarto d’ora brivido per la deviazione di testa di Djmsiti che fa impennare il sinistro a rientrare di Soulé, poi autore del secondo tentativo figlio della catena di destra e rintuzzato da Carnesecchi nel secondo angolo da cui sale in cielo vanamente il firmatario dell’erroraccio da rompighiaccio in disimpegno. Prima di metà frazione, ecco sbucare la fronte innocua perché troppo lontana di Ndicka sull’ennesima sfornata del turco a piede invertito, ma è proprio Carnesecchi, impaperatosi nel ko con la Juve settimana scorsa, a salvare il minimo scarto uscendo all’impazzata addosso a Malen, sfuggito a Djimsiti per la prima volta dietro imbucata di El Shaarawy (24’).
Ma la sofferenza è evidente. Vedi imbucata di El Aynaoui per Malen, disturbato nella visuale dal ripiegamento di Ederson e chiuso dal portiere riminese sul palo di competenza. Proprio il brasiliano induce Svilar al primo miracolo per chiudere lo specchio cogli arti inferiori senza dire trentatré. Grande caracollata, allargandosi a destra in asse con Bellanova per poi penetrare dallo spigolo destro, inseguito invano dal mediano a due insieme all’ex Cristante. A un settebello dalla pausa, ecco Celik di destro per la telefonata di cortesia ricevendo dall’argentino ex bianconero, da posizione defilata ma mica poi troppo. Vantaggio comunque immeritato e non mantenuto, perché i giallorossi la fanno girare come in porta chi aveva sulla coscienza il ko in avvio, approfittando della sponda di Rensch quasi dal fondo a sinistra sul pallone morbido di Celik: palla sotto la traversa, benché non angolatissima, e pari sull’uno.
Del tris di cambi della ripresa (anche Kossounou per Scalvini, in ambasce contro il Faraone, e Ahanor per Kolasinac), è Zalewski il primo a farsi vedere convergendo dal centrosinistra per la botta secca a lato dalla distanza in capo a un paio di lancette. Sempre meglio dello zero al quoto di De Ketelaere. Raspadori si sposta a destra a ruota del primo tempo di sacrificio difensivo da suggeritore delle ripartenze, mai sfruttate davvero. Occhio a Malen e alla sua palla sporca per Mancini che si rialza alzandola dallo spigolo dell’area piccola (5’), ma è in offside. Sul portiere di casa il traversone a rientrare del polacco-tiburtino (8’) sprecando la manna di Zappacosta, è ancora lui a riprovarci assistito dal fin lì (e per sempre) unico marcatore atalantino alle soglie del cambio sulla fascia con Bernasconi sul piede forte con sequela del sorano a destra. Dietro si dorme sempre un po’: minuto 13 scarso, El Shaarawy arpiona dal fondo l’ammollo dell’altro volto noto, il terzo di destra dietro, e il riminese se la porta oltre la linea, fortunatamente non della porta.
Non che la Lupa giochi meglio, ma appare quantomeno più affamata di chances, come quella offerta in lungolinea da Soulé a Malen che rincorso dal perno dei bergamaschi (quota 250 nerazzurre in A) impegna Carnesecchi nella sbracciata prima che l’attrezzo possa raggiungere il sette opposto (19’). Due minutini e De Roon deve deviare in fallo di fondo il tracciante del turco a destra nel dai e vai scaricato col terminale unico romanista. In asse con Venturino c’è il blocco carnesecchiano per impedire al braccetto sinistro locale di imbracciare la doppietta (22’) con un bell’ascensore sugli sviluppi del sesto tiro d’angolo per i suoi. Idem direttamente su azione (24’) con lo stesso ex Primavera del Genoa ad alzare di fronte l’infornata del suo fantasista mancino. Non trova lo specchio nella medesima specialità nemmeno Krstovic (26’) sul quarto tiro dalla bandierina, by Bernasconi da destra; Celik-Vaz-Venturino, sinistro da destra alzato sopra la traversa da Bernasconi; mezzora, ancora da situazione inattiva, quella conseguente, traversa alta di Hermoso su distrazione del 2000 tra i legni.
Finalino. Krstovic e Raspadori la aprono alla new entry Pasalic all’ottantesimo, con Ndicka a respingere il tap-in mancino di Zappacosta dalla lunetta a immagine e somiglianza di Tsimikas. Hermoso sbatte contro la muraglia di Djimsiti da fuori, Ndicka stoppa bene e pulito Zalewski (41’). Ahanor in catena con Bernasconi ottiene il corner da Pisilli nei pressi dell’extra time, Djimsiti spende la diffida per fermare Robinio in fuga a destra. Non bene, non male, non basta. SF


sabato 18 Aprile 2026
