Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso Raffaele Palladino, ammonito per l’assenza di qualunque sanzione all’entrata a piedi uniti di Patric che ha messo fuori causa Bernasconi, ad alzare i toni è Luca Percassi, l’amministratore delegato dell’Atalanta. Davanti a tutti i microfoni, soltanto lui: “Ci sono stati quasi cinque minuti di revisione. Nessuno ha visto il motivo dell’annullamento di un gol regolarissimo. Con la Lazio, in Coppa Italia, è una ferita che rimane aperta dalla finale di sette anni fa, il mani di Bastos su De Roon e la mancata espulsione col mancato rigore”, il succo delle recriminazioni del CEO nerazzurro dalla memoria lunghissima. 

“Di fronte a una grande prestazione della squadra e a un pubblico straordinario, che ha dimostrato di cosa Bergamo è capace nel calcio, siamo incappati in una pessima direzione arbitrale. L’annullamento del gol di Ederson è gravissimo. Nella dinamica del cross c’era pure un mani da rigore di Gila e non s’è capito cosa abbia visto Colombo su Krstovic, che ha nettamente e chiaramente anticipato il portiere”, protesta il figlio del presidente Antonio.

“Con la tecnologia attuale è veramente incomprensibile dover assistere a interpretazioni che non stanno né in cielo né in terra. Il bilancio della competizione ovviamente è buono, ma è una serata di forte rammarico per la conduzione arbitrale e non solo per il gol annullato, ma anche per una serie di falli fischiati contro o non fischiati a favore francamente incomprensibili”, rincara la dose l’alto dirigente.

L’amaro in bocca è moltiplicato da un dominio non concretizzato nella semifinale di ritorno: “Fare un gol più dell’avversario, soprattutto in una gara da dentro o fuori, è determinante. Non siamo riusciti a finalizzare nonostante una mole di occasioni da gol davvero importante. La Lazio ha fatto un tiro in porta. Il tema arbitrale ormai è abitudinario. Ci sono situazioni di campo difficili, ma lo strumento messo a disposizione dei direttori di gara deve semplificarne il lavoro. Non riusciamo a capire il motivo del richiamo del Var. Dispiace molto, soprattutto per la gente: si va via con l’amaro in bocca perché ci sono tutti gli strumenti per verificare gli episodi”.

Infine, la rassicurazione che tra Zingonia e la New Balance Arena la voglia d’Europa è più forte dei torti subìti. “Certo che non rinunceremo a nulla fino al secondo finale del campionato, siamo qui per regalare impegno e soddisfazioni al nostro pubblico, che è stato straordinario una volta di più – chiude l’AD -. Nelle ultime cinque partite daremo tutto. Sappiamo quello che stiamo vivendo: arrivare a giocare partite di questo livello è la dimostrazione di quanto buono stiamo facendo. Stavolta ne siamo usciti danneggiati. Come nella finale del 2019 all’Olimpico contro la stessa squadra: una ferita aperta, perché la storia si ripete”. Esseffe