Le grandi verità di Raffaele Palladino, dal “chiediamo scusa ai tifosi” alla disamina della partita persa a Cagliari che sa di resa, passano dall’ultima dichiarazione dalla pancia della Unipol Arena. “Ultimamente c’è mancato un po’ di culo”, la battuta da riso amaro poco prima di correre al pullman per imbarcarsi a Elmas, direzione Orio al Serio, dove dalla tarda mattinata di martedì è in programma la preparazione all’anticipo della trentacinquesima a Bergamo col Genoa di sabato sera.
“Sinceramente non riesco a capire come sia possibile una cosa del genere. Dare stimoli e fiducia dopo la batosta di mercoledì non è servito. Siamo partiti ad handicap – la coda della conferenza stampa dell’allenatore dell’Atalanta -. Poi, scusate il termine, c’è mancato un po’ di culo: come nelle ultime sfide, arriviamo sempre lì e c’è un portiere che fa miracoli. Non concretizziamo quello che produciamo: abbiamo chiuso con cinque-sei attaccanti”.
“Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l’Europa. Il terzo gol preso è stato davvero sciocco, non abbiamo letto bene né difeso”, il refrain cominciato nello studiolo di DAZN a bocce ferme.
“I due attaccanti ci potevano stare. Oggi c’erano da giocare i duelli individuali davanti erd era giusto adottare questa soluzione. Ma dovevamo essere più cinici a fare più gol, a essere più bravi nelle conclusioni.
La verità è che abbiamo preso gol nello spogliatoio, perché iniziare così ti taglia subito le gambe. Non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dalla sconfitta di Coppa Italia. Mi dispiace, perché speravo che i ragazzi riuscissero a svoltare e a reagire come avevano fatto in tante altre occasioni.
Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l’Europa e c’è tanto dispiacere per non esserci riusciti. Siamo stati molto sporchi nei primi trenta minuti concedendo due occasioni su entrambi i gol presi. C’è stata un’ottima reazione d’orgoglio contro un cagliari che ci spezzava il gioco con tanto agonismo e anche perdite di tempo.
Prendere il terzo gol, così leggibile, è stato davvero sciocco. Poi loro si sono messi tutti dietro. Abbiamo avuto tante chances anche con Krstovic e Scamacca.
Da quando sono arrivato abbiamo fatto una grande scalata dalla tredicesima posizione, la risalita è stata fatta. In questi ultimi cinque mesi abbiamo spinto tanto spendendo tante energie fisiche. Chi rincorre, quando incappa in battute d’arresto, sente le mazzate.
Siamo arrivati corti come energie mentali in questo finale di stagione. Abbiamo cercato di azzerare la sconfitta di mercoledì toccando tutti i tasti, ma adesso la distanza è ampia. Fino all’ultimo secondo continueremo a lottare, adesso bisogna reagire subito col Genoa. All’Atalanta sto bene, ma non sono legato ai contratti e ai soldi: cerco solo di essere solo molto ambizioso e fare il massimo per l’Atalanta” (Raffaele Palladino).
“Abbiamo sbagliato la prima mezzora per poi riprendere la partita. Abbiamo dato il massimo fino alla fine, ma è stata una partita un po’ così ed è andata come s’è visto”
, il pensiero di Gianluca Scamacca, a quota dieci in campionato con la doppietta in Sardegna più i 3 in Champions e la mera unità in Coppa Italia. “Con Krstovic ci troviamo bene, con l’Udinese nell’ultimo quarto di partita avevamo rimontato. Se sei in svantaggio, due punte le devi mettere. Quando è entrato Nikola abbiamo avuto più occasioni”, il simil suggerimento al mister. “Uscire in quel modo dalla Coppa Italia ci ha fatto male, ma oggi volevamo portare a casa i tre punti. Giocheremo alla morte le ultime quattro partite e dopo l’ultima vedremo a che punto saremo – le conclusioni al microfono su due piedi -. Sono in doppia cifra, ma penso che sia stato un anno di transizione dopo un’annata praticamente fermo. Quando si ha più continuità, si sta meglio anche fisicamente. Spero che il mio anno migliore sia il prossimo. Il duello con Mina è stato uno stimolo. Ognuno gioca a modo suo, non bisogna reagire e rimanere concentrati sulla partita”.
“Doppietta? La partita è stata da mal di testa. Non c’entrano gli strasichi della Lazio, sono serate senza logica, da montagne russe. Bisognava reagire subito e per rimetterla in piedi abbiamo fatto di tutto. Nel momento decisivo sarebbe bastata la freddezza per strappare almeno un pareggio.
Abbiamo salutato i tifosi nel settore ospiti perché fanno migliaia di chilometri senza mollare mai. Siamo delusi soprattutto per non aver offerto loro lo spettacolo che meritano. Bisogna tornare a vincere col Genoa, se lo meritano, vanno ripagati.
Il gol, anzi due, a freddo, sono difficili da spiegare. Abbiamo pagato l’essere entrati molli in campo all’inizio dei due tempi, qualcosa che si paga a caro prezzo. Rivedremo tutto con calma con Palladino senza accampare scuse. Credo ancora all’Europa” (Gianluca Scamacca).
Esseffe


lunedì 27 Aprile 2026
