Neanche troppe insufficienze, nell’Atalanta che non piglia gol per la diciassettesima volta in stagione ma in compenso non sa più segnare o quasi. Casomai, troppa sufficienza, a dispetto dell’assetto da guerra con l’artiglieria pesante Scamacca-Krstovic davanti accompagnati dal metro e novantadue di fantasia a sprazzi di Charles De Ketelaere. I due centravanti, nelle pagelle, restano sotto il sei. Il romano nemmeno ha tirato, il montenegrino ha avuto le occasioni ma non lo spunto, figuriamoci cattiveria e cinismo. Il meglio? Dalla difesa. Cioè da chi non è pagato per segnare. Non male il ritorno di Nicola Zalewski a quinto.
Carnesecchi 6: ordinaria amministrazione senza eccessive preoccupazioni: Colombo gli fa il solletico, un po’ meno Vitinha in avvio.
Scalvini 6,5: il primo regista di una manovra comunque involuta, dietro cuce una bella pezza sul tentato sbrego di Ekhator.
Djimsiti 6,5: Colombo non è pericoloso nei pressi dell’area, lui è bravo a chiudere il varco al secondo tentativo di Vitinha e a non farsi attrarre fuori (12’ st Hien 6: training in campo, da cui mancava dal 26 marzo in Ucraina-Svezia, in vista della titolarità col Milan?)-
Ahanor 6: da ex preferisce fiondarsi in avanti, ma è più anima che tecnica e tattica. Riesce perfino a tirare, non certo l’occasione della vita. Si farà. Ma se gioca sempre Kolasinac, anche su una gamba sola, come potrà mai crescere?
Zappacosta 6: ormai, con le corse che si fa anche al posto di un Bellanova panchinato e in disarmo, rasenta la tenda a ossigeno. A discapito di misura e precisione, ovviamente (41’ st Musah sv).
De Roon 6: finisce per annullarsi con Amorim, che De Rossi vede come migliore in campo(???) e invece, semplicemente, tiene la posizione spostandosi da Ederson per non rischiare la doccia precoce (31’ st Pasalic 6: avanti nell’ammucchiata finale a schemi saltati in padella come i surgelati, forse avrebbe avuto piacere a iniziare dalla trequarti vista la poca brillantezza altrui: un cross e un tiro smorzato).
Ederson 6: sulle montagne russe, una partita che è lo specchio dell’intera stagione fra alti e bassi. Arriva in area o imposta, ma magari cicca il controllo o si fa irretire nel tiro al bersaglio.
Zalewski 6,5: spinge come un dannato nel ruolo che è stato suo nella gran parte del percorso da professionista. Certo, la lucidità negli ultimi metri è un’altra cosa. Ma è l’ultimo ad ammainare bandiera. E il mancato assist, sul legno, è suo.
De Ketelaere 6: meglio nel primo tempo quando doveva cucire e arretrare potendo pure svariare, al cospetto di due prime punte pure, perché nella ripresa a parte un paio di sgasate e un tiraccio non riesce a produrre. La sua poca brillantezza, pur nella qualità totale che tutti gli riconoscono, è la cartina al tornasole della salute dell’intera rotazione (31’ st Samardzic 5,5: se non era questa la chance da sfruttare, quando? Apre bene per Zalewski sulla traversa di Raspadori, salvo farsi inghiottire dal nulla).
Scamacca 5,5: a ruota della doppietta di Cagliari, comunque vana, cicca la prova, nel senso che non conclude e s’innervosisce pure alla prima fischiata. La coesistenza con Krstovic può essere soltanto episodica, come nel 2-2 in rimonta con l’Udinese, ma nulla più (12’ st Raspadori 6,5: quantomeno si danna e si dà da fare come pochi, forse come nessuno. Va liberato di più al tiro, ma contro il blocco basso avrebbe avuto bisogno di un bazooka).
Krstovic 5,5: si fa spazio senza sfruttare il poco che riesce ottenere anche dagli altri, vedi girata sul primo palo invece di provare a incrociare. Non è un supercampione e non era la partita da chiamata in profondità, ma il calcio va assecondato e non piegato alle caratteristiche dei singoli.
All. Palladino 5,5: le scelte, come altre volte, non convincono, per quanto rabberciate e riviste in corsa. Fa tornare Zalewski a tutta fascia ricavandone più spinta, ma davanti la chimica non sta producendo più le reazioni utili a combinare qualcosa di esplosivo. Sulemana bocciato come Maldini?
Esseffe


sabato 2 Maggio 2026
