“Direttore, ma tu che sai tutto, che tutti ti salutano, dimmi: come si fa a trovare una fidanzata? Dico una per me, ma proprio per me, solo mia, non di un altro. E non sono di quelli che esagerano che ne vogliono tante… Una… È quattro anni che la cerco. Dov’è che si trovano esattamente le fidanzate? Dove si nascondono?”. Giovedì, le sette di sera, sono al centro sportivo di Paladina, c’è la nostra festa, quella di Bergamo & Sport, il giornale che dirigo, ricorrenza che ogni anno dedichiamo a un campionato bergamasco, in questo 2026 a quello dei ragazzi special, giovani e meno giovani che fanno parte delle categorie protette. Lui, vestito con la divisina, sui vent’anni, faccia serissima, ma con quel che di super simpatico, cerca da me una risposta che io non gli so minimamente dare, tra l’altro intanto che sto intrattenendo più o meno una cinquantina di invitati compreso mio papà, Marco, famoso poeta lariano.
Vado una corsa a prendere al bar una decina di birre da distribuire ai collaboratori e agli sponsor, lui mi viene dietro. “Direttore, ma le fidanzate crescono sui campi?”. E a me parte il ricordo: sono un bambino, sono con mia mamma, la Vale, siamo distesi sul lettone, ascoltiamo “Un mondo d’amore” di Gianni Morandi. Mi emoziono pensando ai brividini che sentivo lungo la schiena a dieci undici anni quando attaccava la strofa del prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazzi.
Passa una mezzorata buona, lo perdo, lo ritrovo alle premiazioni, gli do la medaglietta griffata, mi prende da parte, “direttore, ma si può comperare una fidanzata? Quanto costa che io qualche soldo ce l’ho?”. Rifletto sul quesito, mi faccio il mio solito film immaginandomi il reparto Conad “fidanzate e fidanzati”, ognuno col suo codice a barre, il costo in promozione solo per i possessori della carta arancio, la data di scadenza. Torno a terra ed evito di dirgli la mia perché c’è chi lo fa, in migliaia si sposano per convenienza, ma è una soluzione che non dà mai i risultati sperati, ossia l’amore. È una vicenda stracomplessa. Mi ci vorrebbe un giorno per districarmi, anzi una mesata, con l’aiuto di un paio di amici cari che s’interrogano con me sul tema sentendoci in sottofondo le ultime due di Tiziano Ferro per fare i disillusi duri cinici blob.
Cerco di evitare l’argomento, “hai giocato bene?”, lui non molla, “vorrei una fidanzata, mi spieghi?”, io la butto sul calcio, “troppo bello far gol, hai segnato?”, lui fa un mix, “i giocatori hanno un sacco di fidanzate, anche tre o quattro alla volta, dove le trovano? Ce le hanno negli spogliatoi? Nell’armadietto?”. Glisso. Gli dico che tengo al Milan, lui riparte alla carica, “direttore, ma tu quante fidanzate hai avuto in vita tua?”, faccio un rapido conto, “sette o otto”, mi chiede di essere preciso, “sette o otto?”, “sette”. Mi sfioro le labbra e sento addosso ogni mio primo bacio, è un leggero e dolcissimo soffio di vento, è risentire quella magia per cui vale la pena vivere, è sentirsi stupidi e liberi mentre ci si avvicina per avvicinarsi di più fino a perdersi nell’insieme della felicità.
Apro e chiudo gli occhi e la festa è finita. La gente inizia a tornare a casa, io da tiratardi riconosciuto nell’intera provincia bergamasca resto fino a quando non si spengono le luci. Lo vedo che sta andando e gli corro incontro, lo abbraccio e lo ringrazio, “non sai quanto mi hai fatto volare, sei un ragazzo speciale, sappilo”, “e la fidanzata?”, “la troverai, vedrai…”.
Matteo Bonfanti
Ps – Il mio grazie gigante a tutti i campioni special giovedì a Paladina, splendidi protagonisti di una festa da ripetere. Qui la premiazione dell’Atalanta


domenica 7 Giugno 2026

