L’eroe del giorno è Lorenzo Bernasconi, uno che si guadagna l’angolo a freddo e a freddo raccoglie la ribattuta di pugno all’angolo a rientrare di Nicola Zalewski, certo non tra i migliori ma tra i più volenterosi sì. Strada spianata al guizzo di Gianluca Scamacca in una partita da X fisso sul piano meritocratico e, conseguentemente, alla nuova Atalanta di Maurizio Sarri che è poi quella vecchia con un altro abito, non ancora da misure sartoriali. La fase campionato di Conference League è agguantata: sorteggio venerdì all’una pomeridiana a Nyon.

Carnesecchi 7: attento ai minimi dettagli, le pezze si misurano in unità doppia, su Alkukin e poi Buskila nel giro di due minuti. Vantaggio difeso a colpi di saracinesca ed ennesimo voto positivo.

Bellanova 6: ripromosso titolare dopo l’estemporanea di campionato da titolare regalata a Zappacosta, si regala una prestazione da montagne russe con la fase difensiva certamente più senterella delle sovrapposizioni offensive a sgroppata continua.
Kossounou 6,5: non si difende a uomo, ma con Boateng mica è zona. A volte si fa sorprendere, spesso abbassa la sbarra anche davanti agli altri.
Scalvini 6,5: la prima impostazione gli spetta per superiorità tecnica, mentre in chiusura si fa preferire il compagno di linea. Se arriva Romagnoli, centrale sinistro di piede mancino, il centrodestra è suo. Kossounou? Hien? Mai avere la rosa corta, c’è Sarri, mica Gasperini o i suoi emuli Juric-Palladino.
Kolasinac 6: costringe Owusu ad abbassarsi per impostare e lanciare, mentre al di sopra della linea di mezzo denuncia il fiato corto (26’ st Bernasconi 7,5: a freddo la decide più lui che il match winner, tra angolo conquistato di forza ai danni del dirimpettaio e tiro sporco che vale il più luminoso degli assist. S’accende e accende, impatto mostruoso dopo due match tra Europa e serie A più no che sì).

Samardzic 6; costretto a giocare, inventare e concludere quasi da solo per tutto il primo tempo, alla lunga smarrisce le geometrie. Qualche palla persa (15’ st Pasalic 6: con lui la squadra e il reparto sono più equilibrati, ma lui oltre l’ordine, il compitino e uno stacco loffio non riesce a metterci).
Gaetano 6: stavolta si tiene l’assist in canna, se la ritrova sui piedi in zolle iper-affollate e risulta meno lucido nello smistamento. Rincula come sempre, non oltrepassa la sufficienza.
Ederson 6: vagamente casinista, la fase offensiva scànsati proprio, quasi non la fa nemmeno. Però ha il carattere e la continuità fisico-atletica, la base per migliorare il resto.

Zalewski 6: intermittente nel puntare l’uno contro uno in prima persona, tira due volte, ma addosso agli avversari. Meglio da fermo, anche se sul matchball non ha chissà quali meriti dalla bandierina sinistra, o in accompagnamento alle sovrapposizioni di Bellanova, sufficiente al suo pari (39’ st Cassa sv: se non arriva Rowe o chi per lui, Venezia resterà un miraggio. Ne ha già giocate due di più per questo…).
Krstovic 5,5: se le linee strettissime anzi intasate gli tagliano la via della ritirata e della profondità, non gli resta che l’istinto che talora lo toglie dalla partita (26’ st Scamacca 7: veni, vidi, vici. Tocca pochissimi palloni, ma spalle alla porta, da uomo di dialogo di reparto e nell’ultima zampata trova subito il feeling a pelle).
Raspadori 5,5: benino la fase difensiva, in avanti lasciamo perdere. Facciamoci bastare, per adesso, la sveglia subitanea contro il Sassuolo da ex. Magari, da bolognese di provincia (Castel Maggiore), renderà al top anche col Bologna nel Monday Night (15’ st De Ketelaere 6: è un grattacapo in più per la fase difendente, ma deve ancora aggiustare il tiro e la misura. Varia la manovra di quel quid per renderla meno monotona, aprendo il gioco alla bisogna).

All. Sarri 6,5: il processo di crescita sembra sempre allo stesso punto. Al jolly Elmas deve aggiungere un’ala pura alla Rowe, il buco di Ahanor va colmato con Romagnoli relegando Kolasinac a mero terzino sinistro.
Si.Fo.