2a Primavera 1 – Formello, stadio Mirko Fersini – sabato 29 agosto (ore 11)
Lazio Under 20 – AlbinoLeffe Under 20 6-2 (5-1)
LAZIO (4-3-3):
Pannozzo 6; Avram 6,5, Ciucci 6, Pernaselci 7, Trifelli 6 (21′ st Touray 6); Santagostino Baldi 6,5, Galassi 6,5, Battisti 7 (34′ st Zangari 6); Montano 9 (7′ st Boccardelli 6,5), Serra (cap.) 6,5 (1′ st Mecozzi 6), Canali 7 (7′ st Eone 6,5). A disp.: D’Alessio, Milillo, Gatto, Stornelli, Ferrante, Riggi. All.: Francesco Punzi 7,5.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Carrara 5,5; Di Palma 5 (1′ st Esposti 6,5), Forattini 5,5, Brambilla 5,5; Morstabilini 5,5 (1′ st Isgrò 6,5), Pascali 6,5, Delcarro (cap.) 5,5 (34′ st D. Ceresoli sv), Riboni 7 (18′ st Minneci 5,5), Scaldaferri 5,5; Gamba 7, Rinaldi 6,5 (26′ st Duranti Albizzati 6). A disp.: Bombassei, Belotti, Esposti, Regonesi, Biffi, Montanelli, Coseraru. All.: Massimiliano Maffioletti 5,5.
Arbitro: Luongo di Frattamaggiore 5,5 (Ceci di Frosinone, Cozzuto di Formia).
RETI: 7′ pt Pernaselci (L), 11′, 15′ e 39′ pt Montano (L), 14′ pt Rinaldi (A), 43′ pt Serra (L), 18′ st Riboni (A), 28′ st Eone (L).
Note: ammonito Scaldaferri per gioco scorretto. Cooling break: 24′ pt, 24′ st. Tiri totali 19-11, nello specchio 9-6, parati 3-4, respinti/deviati 3-3. Corner 5-6, recupero 2′ e 3′.

Formello (Roma) – Quando nel primo quarto d’ora i palloni a referto sono già quattro e tu ti limiti a ridurre momentaneamente il gap del 50 per cento, la sconfitta se non è annunciata poco ci manca. Specie in casa di una formazione scafata come l’Under 20 della Lazio che alla fine prevale con punteggio tennistico, anche se il sigillo porta i segni dell’irregolarità evidente. Sotto subito da palla inattiva e imbambolata su un’azione apparentemente innocua, la neopromossa di Massimiliano Maffioletti si sveglia subito e gioca bene a tratti, ma non è sufficiente. Trafitta allo start dalla coppia Pernaselci-Montano, testa di rimando e sinistro nell’angolino, la Primavera dell’AlbinoLeffe accorcia con l’assistenza perfetta di Nicolò Gamba a Christian Rinaldi, senza evitare la doppietta immediata del secondo marcatore che diventerà triplettista. Nella seconda metà al perfetto confezionamento della seconda rete seriana di Simone Riboni segue il 6-2 di Eone. Sabato 5 settembre, alle 15, al “Facchetti” di Cologno al serio il derby con l’Atalanta dopo due sconfitte, la prima in casa col Cagliari senza segnare, anche quella determinata da due sfondoni difensivi nel primo scorcio. Ma qualcosa, in mezzo alle amnesie da neopromossa dalla troppa gioventù, si sta muovendo, specie davanti.

Poco più di trenta secondi e la verticalizzazione per la linea di fuoco dell’Aquila innesca il rimorchio Canali-Serra con destro centrale, tre giri di lancetta e l’esitazione in uscita di Di Palma non costa caro solo perché il mancato assistman della prima chance spedisce la seconda dritta per dritta sull’esterno della rete. Duello vinto dal seriano nel successivo taglio che però provoca il corner del vantaggio di casa, su schema crossato da Avram per la seconda schiacciata buona, a onta dell’opposizione dell’ultimo ostacolo, del centrale difensivo sinistro, pronto a contrastare la folata di Gamba alla rimessa in gioco. Scollinato il decimo, uno smistamento dalla regia basta e avanza al raddoppio dell’ala destra a piede invertito. Si ripeterà a ruota del dimezzamento dello score sull’asse dell’attacco in rosso trasferta, da destra verso il secondo palo attaccato in spaccata sinistra, girando con la medesima estremità tra dischetto e area piccola il doppio invito Battisti-Santagostino Baldi con appoggio dal lato corto di sinistra.

Non c’è respiro, resettando il cronometro a 3-1 consumato. Al sedicesimo il cross sporcato di Pascali a momenti non veniva corretto da Gamba, preso in controtempo dal muro locale. Proprio l’uomo-assist del temporaneo uno a due, dalla verticale a destra con Morstabilini estrae il coniglio impazzito del corner corto in movimento che costringe Pannozzo alla smanacciata in angolo per scongiurare l’infilata all’incrocio. Di suo, invece, Serra servito dal doppiettista oltre la mezzora allarga troppo il sinistro a mezz’altezza mancando il poker sporco. La prima punta bluceleste, marcata a vista e sovente raddoppiata, impatta solo con la punta lamentando la spinta sulla battuta di Riboni, quello beffato insieme a a Scaldaferri sul bis dallo spigolo destro, dalla bandierina sinistra a quasi tredici dall’intervallo. Ed è ancora la mezzala sinistra, punta d’origine, ad alzare la fronte sul traversone proposto a Pascali da Morstabilini. Il triplete montaniano cade come la grandine alle soglie del quarantesimo, merito dalla sgasata di Canali dal fondo che fa secco il pendolino dirimpettaio con rinvio di Forattini in contrasto giusto sulla fetta preferita dal mattatore della matinée.

Se Serra, ricevendo a posteriori il pestone di Scaldaferri in diagonale ritardata, si fa male rifilando lo schiaffo a cinque dita di seconda sul quinto angolo laziale e Santagostino Baldi mastica il sinistro sprecando la ripartenza di Canali, l’aquilotto che le sgancia tutte da fermo, in avvio di ripresa un primo assolo di Riboni s’impenna (6′). La risposta della new entry Boccardelli termina la corsa sui tabelloni e al decimo Mecozzi, primo complemento del cambio totale del tridente capitolino, si vede negare la chiusura precoce del set dalla mano di richiamo di Carrara. All’ora di gioco, la fiammata gambiana appenda da fuori, non più in combutta con Delcarro in area piccola come a inizio frazione, viene deviata in angolo da Trifelli in traiettoria. Si riaccende Riboni proprio alle soglie del cambio con Minneci, anche se è decisiva la deviazione del quarto di sinistra suindicato al culmine della trama combinata tra navata e mezzo corridoio di Pascali, Gamba e Rinaldi che fa arrivare l’attrezzo al limite.

Il cambio di direzione trasforma il gol della bandiera nell’insaccata incrociata a scendere sotto la traversa. Invece è uno scossone netto da dietro a propiziare l’insaccata senza disturbo dell’esterno offensivo di riserva, perché diversamente sulla verticale di Boccardelli non sarebbe stato possibile impossessarsi dell’appoggio all’indietro di Scaldaferri sul taglio del terzo goleador di casa. A 9′ dal 90′ Zangari subentra a Battisti allargando il destro incrociato dietro input dell’ala destra suo compagno. Il quinto tiro in porta orobico è dell’esterno Isgrò, che sullo scambio con Esposti sul centrosinistra obbliga Pannozzo alla respinta di piede. Pascali non mette in difficoltà l’ultimo ostacolo a quaranta secondi dal minuto 85 e finisce così.
Si.Fo.
Foto credits S.S. Lazio/Marco Rosi