La chiosa con promessa di vuotare il sacco dei sentimenti, Marten de Roon, la mette ormai a destinazione Roma-Gasp, nelle stories di Instagram: “Cari Atalantini, ad unirci ci saranno sempre 10 indimenticabili anni. Ci sono molte cose che voglio dirvi e presto ci sarà modo. Vi voglio bene. Marten”. La fuga da Zingonia a Milano Linate, per imbarcarsi per la Capitale via Fiumicino, sarebbe passata in sordina all’ora del brunch se non fosse stato per i microfoni spianati dell’amico Andrea Riscassi di Rai Sport.
Un milanese che a Bergamo ha il cuore e la casa, oltre la professione. Fra Martino risponde solo a lui: “Mi ha chiamato ieri Gasperini, mi ha fortemente voluto. Per com’era la situazione qui era la cosa più giusta da fare, ma non sono felice”, il succo del messaggio. “E’ stato un blitz ed è stato difficile discuterne con la mia famiglia e con la società, pensando anche a come l’avrebbero presa i tifosi. Per il legame che ho con loro e con la città provo molte emozioni, sento un peso sul cuore”, ha spiegato il nazionale olandese, recordman di presenze assolute nel club bergamasco con 445.
Nella premessa, le ragioni vere di tutto. Il nuovo verbo e il nuovo profeta significavano solo panchina, un ruolo da spettatore non pagante e ancor meno protagonista. “Tutto quest’ultimo mese è stato difficile, è dal mio ritorno dai Mondiali che ho il mal di pancia. Non stavo giocando – ha aggiunto De Roon, alludendo al suo difficile inserimento nel 4-3-3 del nuovo allenatore Maurizio Sarri -. Non è stato per niente facile. Dovrei essere contento per la scelta, perché sono stato chiamato da Gasperini, ma non riesco a esserlo”. Effe
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domenica 30 Agosto 2026

