C’è stata una sola differenza tra Atalanta e Bologna: i portieri. Da una parte Carnesecchi che ha parato tutte le poche ma pericolose offensive rossoblu, Skorupski, in pratica inoperoso per quasi tutta la partita, si è fatto beffare dall’angolatissimo ma non irresistibile tiro di Samardzic a pochi secondi da fischio finale di Doveri. Due vittorie ed è bene quello che finisce bene. L’1-0 porta la Dea a punteggio pieno e può preparare in tranquillità la sfida di sabato sera con la Roma di Gasperini e di De Roon. E’ stata una prestazione povera povera con i nerazzurri vistosamente spompati e con le idee di gioco annebbiate dopo le fatiche di giovedì sera in Conference, a sua volta il Bologna ha avuto il possesso di gioco (58%) ma a ritmo altrettanto lento e prevedibile con l’esordiente Rahim Alhassane a sinistra e Bernardeschi, prima a destra e poi interno, a creare qualche problema in più ma la difesa con Kossounou, ancora tra i migliori, che non si è fatto intimidire né da Piccoli, quanti errori l’ex, né da Dobvrik né da nessun altro che capitasse dalle sue parti. Per l’Atalanta le note liete scarseggiano, eppure non mancano ma il lavoro di Maurizio Sarri è ancora lungo e, a tratti, difficoltoso. Prendiamo i centrocampisti: Gaetano prevedibile, Pasalic lento e compassato con Sarri che, soprattutto nella prima mezzora, lo ha richiamato sul mancato aiuto a Zappacosta e De Ketelaere sul centrodestra, Ederson ancora fuori fase, senza arte né parte. E di conseguenza se in mezzo al campo mancano idee e manovre brillanti, le difficoltà aumentano e prevale lo stucchevole giro palla che permette agli avversari di assestarsi. Probabilmente i nostri non riescono ancora ad interpretare i nuovi dettami tattici. E’ stato il Bologna a gestire il gioco mentre i nerazzurri aspettavano e cercavano di non farsi infilare dai tentativi di Cambiaghi a sinistra e di Bernardeschi a destra. Tiri comunque velleitari parati con estrema sicurezza dal portiere. Un primo tempo quindi miserello: la squadra di Tedesco, seppur a ritmi bassi, che tenta di offendere con Cambiaghi, Ferguson, altra paratona di Carneseccchi, poi fischiato il fuorigioco, Bernardeschi e Piccoli. Nerazzurri che giochicchiano e sono solo due tiri dalle parti di Skorupski: Raspadori al volo ma fuori, Scamacca tiro forte ma centrale. Insomma una partita da zero a zero, quasi da fine campionato. Nel secondo si comincia con brivido: Cambiaghi s’accentra e scaglia un siluro che finisce sul palo, stavolta Carnesecchi non avrebbe potuto compiere il miracolo. Sarri cambia: fuori Raspadori e De Ketelaere, decisamente sottotono, dentro Elmas e Zalewski. Anche Tedesco apporta modifiche: Odgaard e Piccoli lasciano il campo per Orsolini, che si infortunerà pochi minuti dopo sostituito da Moro, e Dovbyk, Bernardeschi fa l’interno ma poi torna a destra. E un suo tiro al 43’ la grande parata di Carnesecchi. Tanto per cambiare. C’è tempo per altri cambi: Scamacca, pallida prova, ed Ederson sostituiti da Krstovic e da Samardzic e nel finale Bellanova ha rilevato Kolasinac. Il finale di partita vede Carnesecchi protagonista indiscusso: salva prima su Dovbyk e fuori dall’area su Moro, quindi la gran parata su Bernardeschi. Nei minuti di recupero duello rusticano tra Krstovic e Ferguson, il rossoblu si butta a terra e perde istanti preziosi, allora Doveri allunga di un minuto il recupero, basta per creare l’azione del gol: Bellanova viene steso da Cambiaghi, palla a Zalewski che aspetta il fischio dell’arbitro, appoggia a Samardzic che da fuori area infila Skorpuski e l’Atalanta vince. Basta e avanza.
Giacomo Mayer