Ha le idee chiare, Jonathan Rowe. 5 di prestito oneroso, 35 a saldo, 5 di bonus e l’11 sulle spalle. “Ringrazio Luca Percassi e Cristiano Giuntoli per l’opportunità. L’11? L’eredità tecnica? Ho incontrato Ademola Lookman quest’estate in vacanza, mi ha detto ogni bene dell’Atalanta che è una società adatta alla mia crescita umana e sportiva, perché è una famiglia. A Bologna dicono che ho problemi caratteriali e insofferenza? Sanno la verità, meglio non esprimermi. Lo faccio sicuramente meglio sul campo che non in conferenza stampa”.

Al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia è stata l’ultima passerella per l’ultimo acquisto della finestra estiva. “Jonathan Rowe è un tassello molto importante per lo scacchiere di Sarri, per le sue qualità nell’ultimo terzo di campo. Ringrazio la proprietà, Luca Percassi che mi è stato vicino nella trattativa e Stephen Pagliuca per l’investimento che è stato cospicuo – il commento del direttore sportivo Cristiano Giuntoli -. Calciatore di livello internazionale, ha fatto Premier e League 1, distinguendosi per l’atteggiamento in campo e per la grande disponibilità nei confronti dei compagni e della società. Lo riteniamo adattissimo a Sarri dopo aver preso Gaetano, Kristensen, Elmas, Kessie e Pompei. Serve tempo e pazienza per il nuovo progetto tecnico, abbiamo scelto per un nuovo sistema di gioco dopo tanti anni tatticamente molto diversi”.

E l’interessato, che dice, a parte rispondere indirettamente una settimana dopo alle parole un po’ pesanti dell’amministratore delegato felsineo Claudio Fenucci? “Sono molto contento, è stato un percorso piuttosto lungo ma abbiamo ottenuto ciò che volevamo. Sapevo che Sarri sarebbe stato importante per la mia crescita: possiamo far grandi cose a Bergamo, penso di poter aiutare la squadra con le mie caratteristiche – assicura Rowe -. Ringrazio Luca Percassi e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli per aver fatto sì che la trattativa andasse a buon fine. Lookman? Lui ha le qualità e io le mie, siamo calciatori e uomini diversi. Spero di dare il mio contributo con le mie qualità a raggiungere gli obiettivi”.

“Sarri è un ottimo allenatore e ha molto rispetto in Italia. Ha già fatto tanto a livello di palmarès. Gli obiettivi personali sono una sfida con me stesso e li tengo per me, vorrei contribuire tanto in termini di gol e assist – prosegue l’ala inglese -. L’Atalanta è un’ottima società, una specie di famiglia adatta al mio percorso di crescita. Spero di poter ripagare la fiducia di Percassi e Giuntoli con le mie prestazioni in campo”.

“L’Atalanta ha una storia recente di grande successo nelle competizioni europee, questo ha indirizzato la scelta. La posta in palio nelle coppe è più importante, ci vogliono giocatori coraggiosi che prendono iniziative. Mi è stato detto che la mentalità va tenuta a prescindere dal tipo di partita.

E’ sempre bello essere ricordato da Gary Graham, il tecnico che mi ha cresciuto nello Wembley, con belle parole, ci sentiamo ancora. Lavoro da anni su fiducia, equilibrio e autostima. Ma sono sempre lo stesso ragazzo umile.

Gioco sabato sera? Aspettiamo le distinte, non vedo l’ora di vivere i tifosi e l’atmosfera. Io mi esprimo sul campo, non in sala conferenze.

Ho passato poco tempo a Bologna stringendo un bel rapporto, c’era una bellissima asmosfera. Le sarò sempre grato, mi ha consentito di mettermi in mostra. Con molti compagni ci lega un’amicizia a vita.

Ogni calciatore risponderebbe di voler disputare ogni singolo minuto, fosse per me giocherei titolare fino a fine carriera. Ma bisogna farsi trovare pronti anche dal punto di vista mentale a impattare dalla panchina: decide l’allenatore, bisogna mettersi al suo servizio.

Bisogna essere molto aperti di mente per ogni sfida, bisogna essere determinati. Questa è un’opportunità per crescere e migliorarmi come calciatore. Mi piace l’ambiente di Zingonia”.

Esseffe