Prima la saletta universitaria di via Salvecchio, poi la sala civica Sant’Agata, ora anche Astino. In oltre venticinque anni sono cambiati gli spazi, gli organizzatori e naturalmente i giocatori, ma il rapporto tra la Cooperativa Città Alta e gli scacchi non si è mai interrotto.

Un legame che Tomaso Ghilardi, presidente della Cooperativa, riconduce alla vocazione che questa realtà si è data sul territorio: «La Cooperativa Città Alta ha assunto nel tempo un ruolo di catalizzatore socioculturale. Promuovere attività di aggregazione, inclusione e relazione intergenerazionale è sempre stato uno dei punti della nostra mission».
Da qui la collaborazione, negli anni, con il Circolo Scacchistico Bergamo Alta prima e la Società Scacchistica Bergamo poi, che in Città Alta hanno organizzato manifestazioni e tornei. Un capitolo di quella storia porta il nome di Felice Scarpellini, figura di primo piano dello scacchismo bergamasco e lombardo, che Ghilardi ricorda «con affetto e gratitudine per il talento, la professionalità e l’affabile simpatia».
Dal 2023 le scacchiere hanno trovato posto anche nella sala civica Sant’Agata. «Cambiano i luoghi ma non le idee e le opportunità», osserva Ghilardi. «È stato naturale proporre alle associazioni scacchistiche spazi che vogliono tornare a vivere di relazioni, scambi sociali e culturali, condivisioni. L’entusiasmo che percepiamo durante questi incontri è sempre linfa nuova».
Domenica 13 settembre il percorso proseguirà ad Astino, dove l’AperiScacco porterà al Circolino “Spritz e Matto”, torneo che abbina partite e aperitivo.
Anche la scelta del luogo, secondo Ghilardi, conta: «Astino è una location suggestiva e senza tempo», nella quale arte e storia dialogano bene con un gioco capace di costruire «un ponte ideale fra culture del passato e del presente, fra mondo orientale e mondo occidentale». Ma Astino, aggiunge, «non è solo una meta enogastronomica: è un luogo aperto e accogliente dove sentirsi a casa».
Resta quell’accostamento apparentemente poco ortodosso fra spritz e scacchiera. Per la Cooperativa, però, è proprio questo il punto. «L’edonismo fine a sé stesso non ci è mai interessato. Riteniamo invece che la combinazione fra la leggerezza di un aperitivo e la potenza di un’esperienza culturale sia una primaria azione di felicità.»
Dopo oltre venticinque anni, dunque, gli scacchi cambiano ancora indirizzo. Non la ragione per cui la Cooperativa continua ad aprire loro le porte.