2a giornata League Phase Conference League – Amsterdam, Johan Cruijff Arena – giovedì 22 ottobre
Ajax – Atalanta 2-0 (0-0)
AJAX (4-2-3-1): Ter Stegen 6; Rosa 7,5, Bouwman 6, Baas 7, Wijndal 6; Mokio 6,5, Amrabat 6; Klaassen (cap.) 6 (17’ st Tsygankov 6), Brandt 7 (46’ st Janse sv), Gloukh 6,5 (17’ st Ouazane 7); Marcos Leonardo 6 (21’ st Arokodare 7,5). A disp.: 22 Heerkens, 26 Paes; 6 Kehrer, 21 Torrents, 67 Abdalla, 43 Bounida, 11 Tsygankov, 49 Pugno. All.: Michel Sanchez 7.
ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi 6,5; Bellanova 5,5, Kristensen 6,5, Obric 5,5, Zappacosta 6; Ederson (cap.) 6, Gaetano 6,5 (35’ st Pasalic sv); Elmas 6 (35’ st Rowe 6), De Ketelaere 5,5 (17’ st Samardzic 5,5), Zalewski 6,5; Scamacca 6 (27’ st Krstovic 6). A disp.: 51 Sonzogni, 57 Sportiello; 55 Isoa, 41 Idele, 47 Bernasconi, 46 Levak, 48 Bonanomi. All.: Maurizio Sarri 5,5.
Arbitro: Nobre 5,5 (Portogallo – Nelson Pereira, Francisco Pereira; IV Oliveira da Silva. V.A.R. Martínez Munuera – Spagna, A.V.A.R. Silva Ribeiro).
RETI: 42’ st Arokodare, 48’ st Ouazane.
Note: serata autunnale umida, terreno in buone condizioni. Spettatori 55 mila circa di cui 2.229 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Amrabat, Samardzic e Zalewski per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 7-1, parati 5-1, respinti/deviati 6-5, legni 1-. Corner 8-9, recupero 1’ e 4’.
 
Amsterdam – L’Atalanta lascia all’Ajax la gestione della sfida e alla fine Arokodare, saltato con Obric che non la prende sul lancio di Baas dalle retrovie, la punisce per la prima sconfitta europea nella seconda giornata della League Phase di Conference League. L’arrotondamento all’inglese è del sinistro spacca-traversa di Ouazane in uno contro uno con Bellanova su lancio di Ter Stegen spondato dall’apripista, ma per i bergamaschi c’è l’alibi del rigore non assegnato al sessantesimo per il contatto netto Klaassen-Zalewski. Crisi o non crisi, non ci siamo a livello generale, perché gli avversari a parte il Pafos hanno fatto e continuano a fare di più e meglio.
 
Al 6’, a moduli speculari con Michel ad adeguarsi al collega, già non si giochicchia e non ci si studia più. E per poco i Lancieri non trafiggono Carnesecchi alla sua sinistra, quando il confermato Obric rinvia di mezzo tacco sulla combinazione limite-fondo tra Rosa e Brandt per poi lasciare a Gaetano l’incombenza di correggere la traiettoria mancina del primo sul legno. Se Ederson vede frustrato da Baas il primissimo inserimento, al decimo passato si deve far muro con Kristensen alla svettata di Klaassen, reduce come l’acciaccato Blind del doppio scontro in Champions sei anni fa mentre Brandt arriva dritto dai playoff scorsi in maglia Dortmund, chiamata da Gloukh dall’altro out. De Ketelaere trova il terzo corner nerazzurro senza azzeccare il tredici in sovrapposizione a Zalewski, mentre Gaetano e poi Scamacca trovano la muraglia del quarto in mischia. I Sarri-boys difendono arroccati a blocco basso, un difetto perenne, e l’insaccata di Mokio a giro dal limite al 16’ non è valida per il fuorigioco di rientro del capitano aiacino sul rinviaccio del portiere ospite.
 
Prima di metà frazione il giropalla Mokio-Brandt-Wijndal si conclude col girello largo del nazionale israeliano alto a sinistra, a una ventina dalla pausa invece è Bellanova a schermare proprio quest’ultimo sull’apertura di Leonardo. Al 28’, com’era ovvio, è degli olandesi la prima conclusione nello specchio, solo che il riminese lo chiude alla propria destra alla fucilata mancina di Mokio priva di effetto e di particolare angolazione. A mezz’ora trascorsa, il contropiede Brandt-Mokio-Rosa fa giungere a rimorchio Leonardo che controlla perdendo mezzo tempo di gioco calciando fuori da dentro l’area. Se Gloukh stavolta imbocca Carnesecchi, Ederson non dice trentatré nella verticale col suo centravanti per la deviazione di Baas. Al 37’, dopo un anticipo di Obric su Klaassen, Zappacosta non trova Scamacca ma il quinto tiro dalla bandierina nella ripartenza col fiammingo, poco prima al suolo toccandosi il ginocchio. L’estremo atalantino è in traiettoria sul mancinaccio di Wijndal al quarantesimo, Gloukh invece lo impegna già di più su un recupero rifinito da Brandt (44’) chiuso bene dal danesone. Sul finire di tempo è Gaetano a mancare il vantaggio girando alto il sinistro apertogli da Zappacosta su iniziativa del belga.
 
Inizia la ripresa e subito Carnesecchi è sotto pressione da Brandt che calcia di sinistro dal fondo sollecitandogli il piede. Troppo distante, a cronometro bissato (4’), Zalewski. Ma alla manita d’orologio è sempre il tedesco ad affacciarsi, stavolta di testa, sul traversone del brasiliano basso a destra: attrezzo largo. Brandt-Leonardo-Rosa, secondo sinistro della serata e il romagnolo deve cucire la pezza al nono. Che sofferenza! Il ribaltamento (12’) non dà frutti, perché Scamacca imbeccato dal parabiaghese a destra in scia a Elmas sfoggia soltanto la sponda per il polacco di Poli, anticipato secco dallo scatenato brasileiro. All’ora di gioco Klaassen aggancia Zalewski in area sul recupero del polacco che scambia con Gaetano suscitando le proteste di Sarri, non del tutto ingiustificate, anzi per niente. Al 19’ e oltre la new entry Samardzic ed Elmas sprecano una palla in mezzo di Zalewski, quindi il serbo la ritenta dalla distanza e al 26’ Zalewski cicca il controllo sull’apertura scamacchiana.
 
Di là Arokodare coi suoi 197 centimetri spreca sopra il montante un recupero alto di Brandt in coda al sesto corner locale (32’). Al minuto 83, finalmente, lo specchio non è più un miraggio per la Dea, con la girata comunque fiacca di Rowe in linea con Samardzic e Krstovic. Zalewski dietro apertura di Rowe calcia dritto da destra (40’). Tolu la risolve lui su due palle lunghe e alte, la seconda smazzata per il prodotto della cantera locale. Ora il Frosinone e giovedì prossimo la Fiorentina al “Franchi”: si attendono segnali, perché così non va. 
Simone Fornoni