Dinamo Zagabria – Atalanta 1-0 (0-0)
DINAMO ZAGABRIA (4-4-2): Josipovic 6,5; Hrovoj 6,5, Sutalo 7, Gvardiol 6, Jurisic 6; Karrica 7 (31′ st Kocar 6), Franjic (cap.) 6, Jankovic 6,5, Krizmanic 7 (45′ st Stranput sv); Marin 6,5 (37′ st Radonja sv), Sipos 6,5. A disp.: Krkalic, Vukasovic, Vasilj, Svrznjak. All.: Igor Jovicevic 6,5.
ATALANTA (4-3-3): Gelmi; Ghislandi (41′ st Italeng), Okoli, Guth, Ruggeri (34′ st Brogni); Gyabuaa, Panada (22′ st Cortinovis), Da Riva; Traore, Piccoli, Cambiaghi (cap.) A disp.: Nozza Bielli, Bergonzi, Milani, Sidibe. All.: Massimo Brambilla.
Arbitro: Diamantopuoulos (Triantafyllou, Psarris; Vuckovic).
RETE: 5′ st Karrica (D).
Note: mezzo pomeriggio coperto e fresco, spettatori 750. Ammoniti Piccoli, Franjic, Da Riva, Ghislandi e Karrica. Espulso Franjic al 36′ st per somma di ammonizioni (gioco scorretto). Corner 8-3, recupero 1′ e 4′.
Zagabria – Chiamale, se vuoi, partite dai due volti. Almeno sul piano della brillantezza e della lunga durata nel proporre pallonesse giocabili. Perché quando sulla tecnica pura fa aggio la capacità di attesa ribaltando il gioco di rimessa in fiammate che scottano, chi si è risparmiato fino all’intervallo esce alla distanza e sa anche essere tremendamente pratico. Il film della sfida tra le Under 19 (o se volete Primavera, ma altrove non si usa) di Dinamo Zagabria e Atalanta, conclusa con un ko di misura per i bergamaschi immeritato quanto immeritevole di recriminazioni, all’insegna della mancanza di concretezza che nel calcio paga raramente. Nella prima giornata del girone C di Youth League, la Champions Under 19 level. Nel gustoso antipasto del clou del mercoledì sera, nell’antistadio Maksimir, primo tempo a netto predominio territoriale nerazzurro ma zavorrato dalle poche vere chances. I croati non tirano praticamente mai in porta. La Baby Dea, che sfreccia a destra col sontuoso Traore lasciando Piccoli e fare da perno dell’attacco e a sportellate coi ruvidi mastini locali, lo fa un paio di volte o giù di lì in modo serio, con Gyabuaa protagonista in ruoli diversi: al 25′ sgroppata con cambio di passo e pennellata per la testa del centrattacco di Sorisole, rintuzzata in tuffo da Josipovic forse oltre la linea (legno interno) senza che protesti comunque anima viva. Poco più tardi l’ex Parma fa rimbalzare la palla una volta di troppo. Nella ripresa, alla primissima occasione, dopo un lemme colpo di frusta di Guth (3′) accarezzato dall’angolo da sinistra di Ruggeri, la legge del contrappasso: Krizmanic abbandona la catena mancina e la sfera viene appoggiata a Karrica, che insacca il diagonale del vantaggio di casa aiutandosi con la faccia interna del palo. A cronometro raddoppiato Cambiaghi innesca il tuffo di Piccoli, che contrastato da Sutalo non può fare granché. Al 16′ il rompighiaccio in blu si avventa su una ribattuta difensiva trovando il piedone di Okoli ad alzarla sopra il montante, un minuto e Gelmi dice di no allo starter dell’azione della doccia fredda che ci prova quasi dal fondo. Ancora sei giri di lancetta e la new entry Cortinovis rinvia corto il corner da destra di Karrica, praticamente un assist a Marin che spara alle stelle. Da Riva si abbassa in regia davanti alla muraglia, al 27′ Traore libera di tacco a destra Cambiaghi sulla cui scodellata Gyabuaa coglie la traversa tagliando dalla parte opposta. Al 33′ Franjic si fa la navata ma non va a nozze, pigliandosi invece il benservito di lì a poco per un’entrata da arancione su Gyabuaa. In dieci il fortino non crolla ma vacilla: al 41′ Brogni mette prima in ambasce portiere e Gvardiol che toglie la palla di mano al compagno, quindi pesca Ghislandi che tira sotto il corpo di Josipovic assistendo impotente al salvataggio sulla riga di Hrvoj. Via alle soluzioni individuali, con Traore (43′) a chiamare al volo l’estremo croato. Niente di più, anzi Jankovic è abbastanza furbo da perdere tempo a farsi rianimare a bordo campo. L’asse finale Traore-Cortinovis sbatte sul muro: sarà per la prossima.
S.F.