12a giornata serie A – Napoli, Stadio “Diego Armando Maradona” – sabato 22 novembre (ore 20.45)
Napoli – Atalanta 3-1 (3-0)
NAPOLI (3-4-3): V. Milinkovic-Savic 6; Beukema 6,5, Rrahmani 7 (19’ st Juan Jesus 6), Buongiorno 6; Di Lorenzo (cap.) 7,5, Lobotka 6,5, McTominay 7, Gutierrez 6,5 (24’ st Mazzocchi 6) ; David Neres 8 (24’ st Politano 5,5), Hojlund 7 (29’ st Lucca 5,5), Lang 7 (24’ st Elmas 5,5). A disp.: 14 Contini, 25 Ferrante; 35 Marianucci, 17 Olivera, 26 Vergara, 69 Ambrosino di Bruttopilo. All.: Antonio Conte 7.
ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi 5,5; Djimsiti 5,5, Hien 5,5, Ahanor 5 (1’ st Kossounou 6,5); Bellanova 6,5, Ederson 6, De Roon (cap.) 5, Zappacosta 5,5 (17’ st Zalewski 6,5); Pasalic 5 (1’ st Scamacca 7,5); De Ketelaere 5,5 (32’ st Samardzic 6), Lookman 5,5 (37’ st Maldini sv). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 23 Kolasinac, 47 Bernasconi, 6 Musah, 44 Brescianini, 7 K. Sulemana, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6.
Arbitro: Di Bello di Brindisi 6,5 (Dei Giudici di Latina, Bahri di Sassari; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Di Paolo di Avezzano, A.V.A.R. Gariglio di Pinerolo).
RETI: 17’ e 38’ pt David Neres (N), 45’ pt Lang (N), 7’ st Scamacca (A).
Note: serata fredda, spettatori 48 mila circa di cui 9 nel settore ospiti. Ammoniti De Roon, Zappacosta e Juan Jesus per gioco scorretto. Tiri totali 10-14, nello specchio 6-3, parati 3-2, respinti/deviati 1-2. Corner 5-3, recupero 1’ e 5’.Napoli – Stesse pere prese dal Sassuolo per cacciare Ivan Juric, ma tornando a metterne almeno una. Giocare, o meglio provarci a testa bassa, nel solo secondo tempo nel calcio non è sufficiente. Tre tocchi per andare sotto con un piattone mancino aperto nell’angolo opposto in piena area, altrettanti o forse meno perché il volto noto fa più che altro velo per raccoglierne un’altra in saccoccia dallo stesso soggetto, qualcuno di più per naufragare nel Golfo di Napoli. Scamacca torna al gol subentrando all’intervallo, senza comunque regalare gioie in un prosieguo di buon livello quanto tardivo all’esordio di Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta. Non era tutta colpa di Ivan Juric, nonostante i segnali incoraggianti quando la quaglia però era virtualmente già migrata. Azzurri temporaneamente di nuovo in vetta, quelli in maglia arancionerazzurra hanno ancora 5 punti di margine sulla zona retrocessione (13). Al netto del meritato vantaggio di casa lungo l’asse orizzontale Di Lorenzo-Hojlund con sponda di piede-Neres che rientra sul sinistro eludendo la diagonale di Djimsiti dopo aver superato Ahanor, parte decisamente meglio l’undici dell’altro ex Conte che grazie al brasiliano trova dal capitano l’inedito taglio da centravanti esauritosi però con la girata dritta di prima sul fondo per l’uscita di Hien su di lui. Sul danese spesso ripiega anche Ederson, che si guarda a vista con McTominay e difetta come molti compagni nei disimpegni (Beukema gliene prende uno una lancetta prima del gol), mentre il perno svedese gli regala dall’altra parte il corner corto poi sprecato da Lang (14’) in catena con Gutierrez. A parte un angolo guadagnato da Lookman scollinato il decimo, bergamaschi totalmente a corto di idee e per nulla sfrontati come avrebbe voluto (conferenza di presentazione docet) il mister. Anzi, a un tocchettino dalla mezzora torna in auge pure il difetto di gittata del rinvio di Carnesecchi che Gutierrez arpiona per doppio passo e botta dello scozzese dai 25 metri alta mica di troppo. Per vedere una conclusione ospite tocca aspettare il 32’, quando De Ketelaere si gira sul filtrante di De Roon sganciando la bombetta molto sopra la traversa dai venti metri.Scambiati da mo’ i due mediani, la vera Dea si rivede al 35’, quando in combinazione con Ahanor e Lookman c’è Pasalic che va a tirare aprendo e alzando però all’eccesso il piatto destro sulla scivolata di Buongiorno di fronte a lui. A nove abbondanti dall’intervallo, però, al primo break, ancora per un rinvio del portiere riminese piuttosto stitico, il recupero di fronte di Rrahmani serve McTominay per il taglio dell’apripista che incrocia il rasoterra chirurgico per imbracciare la doppietta. L’asse difensivo De Roon-Hien salta del tutto. Al 44’ Zappacosta prova il colpo da biliardista in mezzo alle gambe di Lobotka che poi entra nell’azione del tris di Lang, testata al pallone finito in porta insieme al bagher di Carnesecchi sul cross a rientrare del Ciuccio con la fascia al braccio con Neres e Hojlund ad aprire l’attrezzo verso il lato corto. Inizia la ripresa con Pasalic-Ahanor sul sedile e il guantato romagnolo evita il poker dallo scozzese, liberato dal mega rimpallo che vede vincente il doppiettista, dapprima colpevole di un controllo di mano sfuggito a Di Bello, su Ederson che gliela calcia addosso regalandogli il passaggio chiave. Sugli sviluppi del corner, Ademola deve sgambettare Lang che stava tirando e McTominay telefona abbastanza la punizione (3’). Quaterna d’orologio e il romano gira in caduta sul primo palo da vero centrattacco il cross di Bellanova dopo aver principiato la grande manovra aperta a destra dal fiammingo, già un diagonale da centro area sprecato poco prima dell’uno a tre su servizio di ‘Mola. Come accorciare in maniera sartoriale. Oltre il quarto d’ora, altra imbeccata scamacchiana per il pendolino di Parabiago che allunga la traiettoria per il nigeriano: la riprende Zappacosta che s’accentra e sulla riaggressione stende Rrahmani. I nerazzurri, nondimeno, hanno conquistato l’ampiezza e per poco De Ketelaere non inquadra la porta al ventesimo con un girello da maledetta in movimento.Al 21’, la riprova dei 45 minuti regalati ai padroni di casa, perché Gianluca è on fire e dal limite ricevendo da Ederson chiama Milinkovic-Savic alla difesa del legno di competenza con un lungolinea a pelo d’erba. Occasioni su occasioni. Prima del triplo cambio del leccese sulla panchina nemica, ecco la zuccata fuori equilibrio di Djimsiti sullo schema da fermo dal centrodestra del neo ingresso Zalewski. Che sempre da calcio franco innesca Lookman, terzo tiro dalla bandierina ottenuto rigirandosi di suola (31’). A 9’ dal 90’ il Pallone d’Oro d’Africa, che ha pure ricevute un pestone da Beukema sul tacco di Scamacca, sgancia centralmente da fuori e lascia il posto a Daniel Maldini, pupillo del neo tecnico ai tempi del Monza. A 3’, ecco svettare l’unico marcatore atalantino della serata, in precedenza a segno solo per acciuffare il Pisa alla prima giornata, su palla a rientrare di Samardzic dalla destra. Due lancette scarse e l’angolo rimbalzato di Elmas, appena sfiorato da Di Lorenzo con la tempia, costringe Carnesecchi a spazzare di piede; nel recupero, Kossunou stoppa Lucca a metà dell’extra time e l’italo-polacco si mette invano in proprio sul tocco del recuperatore De Roon verso il gong.
Simone Fornoni