20a Primavera 1 – Verona, Stadio Aldo Olivieri-Singery Stadium (erba artificiale) – sabato 17 gennaio (ore 15)
Hellas Verona Under 20 – Atalanta Under 20 2-1 (2-0)
HELLAS VERONA (3-5-2): Castagnini 6; Feola 7, Popovic 6, De Battisti (cap.) 7; Szimionas 6, De Rossi 6 (20′ st Garofalo 6), Yildiz 6,5, Peci 6,5 (35′ st Martini sv), Mussola 6,5 (24′ st Fabbri 6); Vermesan 6,5, Akalé 5,5 (35′ st Casagrande sv). A disp.: Tommasi, Raccanello; Zanin, Stella, Cavazza, Moisa. All.: Paolo Sammarco 6,5.
ATALANTA (3-5-2): E. Zanchi 5; Gobbo 6, Maffessoli 6, Parmiggiani 5,5; G. Percassi 6 (14′ st Marrone 6,5), Artesani 6,5, Gerard Ruiz 6 (36′ st Colombo sv), Mencaraglia 6, Aliprandi 5,5 (1′ st I. Camara 7); H. Camara 5,5 (14′ st Olijars 6), Baldo (cap.) 6 (25′ st Bono 6). A disp.: Barbieri, Anelli; Rinaldi, Curcio, Orlacchio. All.: Giovanni Bosi 6.
Arbitro: Mazzer di Conegliano 6,5 (Galluzzo e Rispoli di Locri).
RETI: 2′ pt Vermesan (V), 13′ pt De Battisti (V), 17′ st I. Camara (A).
Note: pomeriggio variabile, spettatori 150. Ammoniti Akalé e Bosi (all. A, proteste, 44′ pt). Tiri totali 15-14, nello specchio 3-3, parati 1-2, respinti/deviati 4-4. Corner 2-2, recupero 1′ e 4′.
Verona – Lunedì il Lecce in casa, adesso l’Hellas Verona (2-2 rocambolesco agostano a Caravaggio in 9 contro 11). In cinque giorni la Primavera dell’Atalanta scollinando metà annata coi due ko stagionali nel Torneo Facchetti li fa salire alla cinquina che, a 29 punti, la lascia ai margini della zona playoff. Un risveglio tanto convincente quanto tardivo, per la rotazione di Giovanni Bosi, costretto al doppio battesimo del fuoco per due Under 18 in assenza di ben dodici elementi. Colpita a freddo da Vermesan, doppiettista dell’andata (Baldo e Mouisse nel finale a rincorsa, rosso a Leandri e a Galafassi), con raddoppio sotto il primo incrocio di De Battisti, complice Zanchi, l’ammiraglia del settore giovanile del Centro Sportivo Bortolotti nella ripresa dimezza con l’esordiente in campionato (già in campo in Coppa Italia) Ibrahima Camara senza però riuscire a rendersi davvero pericolosa in seguito a dispetto di un discreto forcing. Ora, il Napoli mercoledì 21 a Cercola alle ore 14 e il Frosinone domenica 25 alle 11 del mattino a Zingonia. Le due concorrenti ora viaggiano appaiate: seconda sconfitta in trasferta, dopo quella decembrina a Cagliari, a ruota di quelle interne anche con Napoli e Juventus.
Inizio subito in salita nella spedizione veronese sul retro del “Bentegodi”, perché il bomber locale recupera palla per presentarsi puntuale a rimorchio di Feola nel triangolo lungo del vantaggio con deviazione spiazzante di Parmiggiani, sostituto nel warm-up del febbricitante Isoa. Settantacinque secondi per andare sotto, una mezza dozzina dopo il dodicesimo per affossarsi da soli, vista la smanacciata a vuoto di Zanchi sul break del braccetto sinistro con botta defilata dai venti metri con impennata dell’attrezzo sul pugno del portiere bergamasco. Al quarto d’ora il possibile tris di Akelé, a ripresa di uno schema del primo assistman dal centrodestra messo fuori e rimesso dentro, sbatte invece sull’imprecisione del suo spostamento su un sinistro da sorvolo dell’area piccola. Baldo va a centimetri dal dimezzare il punteggio deviando a fil di palo a mezz’altezza, al 18′, il tracciante di Giovanni Percassi dal lato corto.
La sofferenza, pur diradata, resta. A venti scarsi dall’intervallo, De Rossi svetta in solitario a campanile sul cross del raddoppiatore, quindi il rasoterra dritto e strozzato di Peci appena da fuori. Tre minutini ed è invece Camara a non fare quel passo in più che sul lancetto di Baldo di esterno destro in pressione su Feola, colpendo dal limite verso sinistra con la stessa parte del piede per cogliere solo l’esterno della rete a Castagnini leggeramente fuori dai pali. Il tiro al piccione di casa prosegue ancora con la mezzala sinistra (33′), e dopo che i due atalantini davanti si sono trovati con Baldo ad allargare il sinistro incrociato sul rientro in diagonale di De Battisti (35′) e De Rossi (37′).
Nel finale di frazione, Baby Dea quanto meno volitiva. Al 39′, sul recupero del franco-guineano, il mezzo corridoio nerazzurro di destra trova il muro gialloblù; Baldo (42′) riceve in transizione ma alza la mira davanti alla lunetta. La ripresa s’avvia col contrasto aereo da corner di Percassi con Mussola e con la punizione murata a Ruiz per il fallo di Feola su Henry Camara, affiancato a tutta fascia a mancina dal quasi omonimo Ibrahima. La carambola offensiva Artesani-Gobbo-Percassi-Gerard produce l’alzata del regista catalano (9′). Oltre il decimo, è oltre la linea Mussola a piattone aperto sotto l’incrocio opposto di destro in asse con Szimionas e Akalé: gol tanto bello quanto annullabile e annullato.
Il primo tiro bergamasco in porta è una loffia di Artesani prima dell’area (12′); lo stesso apre per Ibrahima che dal vertice sinistro calcia a piede invertito a busto sbilanciato all’indietro. Poco importa, perché il ragazzo da terra allunga la scarpa e infila sotto la traversa dopo aver controllato sul petto l’ammollo dal fondo della new entry Marrone, al suo ingresso in campo con l’esordiente classe 2008 Jegors Olijars (in foto). A un tocchetto dalla mezzora, il marcatore atalantino appoggia all’indietro per l’appena entrato Bono che impegna l’ultimo ostacolo, dalla media distanza, nel tuffetto in presa per difendere il legno di competenza. Szimionas conduce e conclude centralmente (31′), mentre Zanchi e Castagnini (42′) guardano a vista le parabole su azione e da fermo di Casangrande e Artesani (schema da destra lungo e alto). Non resta tempo a sufficienza nemmeno per un punticino.
Simone Fornoni


sabato 17 Gennaio 2026
