Quando non si affidava al suo magico sinistro e colpiva di testa, sfiorava le nuvole. Adesso è volato più sopra ancora. Giuseppe Savoldi, un grande con le maglie di Atalanta, Bologna e Napoli tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni ottanta, è morto all’età di 79 anni nella sua abitazione ai piedi della Maresana. Era nato a Gorlago (Bergamo) il 21 gennaio 1947. Aveva un fratello minore, Gianluigi detto Titti, morto il 13 aprile 2008. Lo ha annunciato il figlio Gianluca, ex giocatore della Reggina e adesso allenatore, sui propri profili Instagram e Facebook. Fino in tempi recenti aveva continuato a presenziare soprattutto nel doppio del “Tennis Vip” dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, spesso con Oscar Magoni.

“Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papa Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche. Eliana, Gianluca con Valentina, Guya, Gabriella, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Ludovico e Giorgio”.

Passato dall’Atalanta al Bologna nell’estate del 1968 con Sergio Clerici come contropartita più 175 milioni di lire, nel 1975 andò al Napoli in cambio di 1 miliardo 400 milioni più il cartellino dello stesso Clerici e di Rosario Rampanti, guadagnandosi così l’appellativo di “Mister due miliardi”. Da professionista, oltre alla presenza in Nazionale giovanile e le 4 con 1 rete nell’Italia a livello senior, Savoldi conta 230 gol in 545 partite, di cui 130 in 299 col Bologna, 78 in 163 col Napoli e 22 in 83 in nerazzurro. In bacheca, tre Coppe Italia, due Anglo-Italiani e i Giochi del Mediterraneo del 1967 in azzurro.
 
Meno fortunata e quasi tutta in provincia, infine, al netto del triennio 1985-1988 in sella alla Primavera dell’Atalanta, la parentesi da allenatore tra la fine degli anni ottanta e i primi anni duemila, specialmente in serie C, compresa la C2 a Telgate nel 1988/89 da neopromossa grazie al “Mago di Lallio” Gigi Bresciani, anche lui recentemente scomparso. Carrarese, Lecco, Leffe per 20 partite dal gennaio 1998, Massese, Siena, Spezia, Saronno vincendo play-off per la promozione in in C1 e per breve tempo il Valle d’Aosta, in Serie D. Un grandissimo, oltre le soglie del mito, ma anche una persona umanissima e alla mano: ai familiari le condoglianze di Bergamo & Sport.
SF