1aR serie C girone A – Fontanafredda (Pordenone), Stadio “Omero Tognon” – domenica 4 gennaio (ore 17.30)
Dolomiti Bellunesi – AlbinoLeffe 2-0 (1-0)
DOLOMITI BELLUNESI (3-5-2): Consiglio 7; Mondonico 6, Barbini 6, Gobetti 6,5 (22’ st Tavanti 6); Saccani 6,5, Cossalter 6,5 (45’ st Mazzocco sv), Burrai (cap.) 6,5 (22’ st Brugnolo 6), Mignanelli 7, Lattanzio 6,5 (44’ st Alcides sv); Marconi 6,5, Olonisakin 6 (40’ st Clemenza 6,5). A disp.: 1 Abati, 12 Zecchin; 17 Mutanda, 21 Masut, 49 Casanova. All.: Andrea Bonatti 6,5.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Baldi 6; Barba 5,5, Potop (cap.) 6, Baroni 5,5; Garattoni 6 (28’ st Sorrentino 5,5), Astrologo 6 (1’ st Lombardi 6,5), Mandelli 6,5 (36’ st Sarr sv), Parlati 6,5, Ambrosini 7; De Paoli 6, Sali 6,5. A disp.: 22 Facchetti, 46 Carrara; 23 Sottini, 45 Borghi, 79 Lekaj, 3 Giannini, 19 Agostinelli, 21 Angeloni. All.: Giovanni Lopez 6.
Arbitro: Mbei di Cuneo 6,5 (Monaco di Sala Consilina, Valcaccia di Castellammare di Stabia; IV Lovison di Padova. FVS: Mamouni di Tolmezzo).
RETI: 16’ pt Gobetti (D), 41’ st Clemenza (D).
Note: tardo pomeriggio invernale e sereno. Ammoniti Barbini per ritardata rimessa in gioco, Parlati per gioco scorretto. Espulso Barbini per somma di ammonizioni (fallo di mano) al 46’ st. Tiri totali 8-17, nello specchio 4-4, parati 2-4, respinti/deviati 1-4, legni 0-1. FVS: 1 (D, 3’ st, presunta trattenuta di Lombardi a Cossalter). Corner 1-8, recupero 2’ e 6’.

 

Fontanafredda (Pordenone) – 7 punti fuori dallo Stadium su 21 sono un ruolino di marcia preoccupante. Non esiste aver vinto in trasferta solo dalla Pro Patria, specie se si menano le danze senza se e senza ma. Da azione o palla inattiva, l’AlbinoLeffe qualcosa prima o poi prende. Nella propria porta, beninteso. E perde la sua nona partita, la quinta fuori casa, beccando il secondo gol beffardo anziché rimontare a dispetto di una partita condotta da cima a fondo con la Dolomiti Bellunesi ad approfittarne di rimessa. Colpito pressoché a freddo da Gobetti, l’undici di stanza a Zanica, con la Pro Vercelli alle viste il secondo sabato dell’anno nuovo (10 gennaio, 14.30, AlbinoLeffe Stadium in fondo a via Comun Nuovo), schiaccia i padroni di casa nel resto del primo tempo a mira difettosa riproponendosi con decisione anche nel secondo tra un errore sottoporta e il palo di Sali, fino a subire il raddoppio della new entry Clemenza sbaciucchiando il legno lontano. Uno scontro diretto perso che fa male, visto che la rivale di turno, pari classifica alla vigilia, sale a 24 risucchiando al contempo la Big Fusion valligiana nuovamente in zona playout.

Se l’iperattivo Ambrosini, a rimorchio di Parlati, davanti al limite replica lo sbilanciamento del corpo all’indietro precedente dalla lunga del futuro apripista dello score (3’), è al quinto la prima chance vera della sfida con la pronta risposta di Baldi alla zuccata dell’ex atalantino Marconi lungo lo schema di Burrai di qua dalla trequarti destra. Gira bene la sfera, la squadra di Lopez, e a cavallo della dozzina cronometrica e del primo paio di corner non va lontano dal bersaglio grosso con Mandelli. Prima chiamato al girello suggeritogli da Astrologo in coda alla virata a destra con percussione di Garattoni e Barba, quindi dalla ventina di metri scarsa su invito dalla bandierina sinistra di Parlati con un tiro mancino in tutti i sensi a parabola beffarda: Cossalter e il colpetto di reni di Consiglio. Ma alla primissima vera discesa locale si va sotto, perché la difesa schierata non fa le preventive né trova rimedio alla girata a piede invertito del braccetto sinistro, puntuale nel girare in porta a mezz’altezza il pallone aggiustato dalla destra da Marconi sullo spiovente sinistro di Mignanelli, bravo a sovrapporsi a Lattanzio lungo il giropalla avviato da Saccani.

Tra 21’ e 24’, la reazione seriana si sostanzia, si fa per dire, del colpo di testa debole in mischia di Sali e, dall’altro lato, del rientro sul mancino di Garattoni in asse alla costruzione della mezzala romana rifinita dal regista brianzolo, ma si tratta di una conclusione strozzatissima. Tris di lancetta e la seconda punta blueceleste, trovata in profondità dal solito Mandelli, si fa anticipare in uscita dal portiere dolomitico smenandoci perfino la rimessa laterale. S’attarda, invece, forse d’un attimino Ambrosini, scollinata la mezzora, quando sull’apertura di De Paoli l’ostacolo è Saccani che si oppone al suo sinistro di prima intenzione. L’ex Varesina là davanti spreca il la del partner di linea scambiandosi di posizione a dodici dall’intervallo senza imbucare né incrociare il piattone aperto davanti all’uscita di Consiglio, poi è Mandelli a sbucare sul primo palo, contrato da Barbini in fallo di fondo, sulla traiettoria del pendolino destro sporcata dal dirimpettaio (38’). 

La ripresa, udite udite, s’apre ancora con l’AlbinoLeffe al tiro, Ambrosini dalla distanza ed è la terza volta, liberato dall’elaborato schema da quarto angolo con Baroni a prolungargli all’indietro il calcio di De Paoli dalla bandierina destra. Subito, dietro l’angolo, incombe il Football Video Support: Bonatti si gioca il cartellino-slot sulla protestando una presunta trattenuta del primo cambio Lombardi a Cossalter, accentratosi davanti al dischetto con l’effetto di stoppare il destro del compagno Mignanelli. Nulla di fatto, nemmeno nel botta e risposta tra 8’ e 11’, allorché Saccani non rende la sfera all’assistman del matchball intestardendosi a calciare, alto come l’esterno ospite, da posizione decentrata e l’accusato del fallo inesistente di cui sopra prova una deviazione ingobbita di piede saltando sulla pennellata di Sali dalla destra. 

All’ora di gioco e due giretti più tardi, la fotografia perfetta di un confronto in cui si fa sempre di più salvo perdersi all’ultimo atto, vedi parata in tuffo di Consiglio sul controbalzo mancino di De Paoli sollecitato da un’uscita stitica dei bellunesi sul cross a rientrare lombardiano, alzata in tap-in di Garattoni e quindi il legno di Sali nel girare sempre con lo stesso piede il traversone al bacio di un Ambrosini sempre sul pezzo. Oltre la mezzora, altro giro altra giostra, con Lombardi a spuntare davanti all’ostacolo estremo facendosene ipnotizzare sull’apertura di  Sali, scalato a esterno a tutta fascia dal ritorno in campo dopo 260 giorni di Lorenzo Sorrentino, ultimo match il 18 aprile 2025 con l’Alcione contro cui è rientrato quantomeno in panca nell’ultima dell’anno. De Paoli, nell’occasione autore del velo, dice trentatré senza chiudere a dovere davanti alla parte sinistra della lunetta sul suggerimento della mezzala subentrata.

A nove dal novantesimo, l’ingresso di Sarr per Mandelli relega il lungo torinese a quinto. O così sembra. Beffa nelle beffe, il giallo che farà saltare le Bianche Casacche al diffidato Parlati proprio all’origine della punizione a rientrare dal centrodestra offensivo di Mignanelli allontanata di testa da Baroni sui piedi di Clemenza, ciabattata a freddo senza che nessuno riesca a tirarla via. Si fa davvero grama, perché anche lamentando la perdurante assenza di Boloca (oggi out anche Gusu che ne avrà per un mese, Svidercoschi davanti, gli influenzati Di Chiara e Facchetti in porta, Lupinetti operato d’ernia discale) siamo a un quoziente reti di 27-32 che denuncia problemi vecchi di un’estate e di un autunno insieme. Contromisure attendonsi dal calciomercato di riparazione.
Simone Fornoni
Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe