Coppa Italia Primavera, finale – Milano, Arena Civica “Gianni Brera” – mercoledì 29 aprile (ore 17)
Atalanta Under 20 – Juventus Under 20 dopo i tiri di rigore 5-2 (1-1; 0-1)
ATALANTA (3-5-2): Anelli 8; Isoa 7,5, Parmiggiani 7, Ramaj (cap.) 6,5; Idele 6,5 (35′ st Bono 6,5), Artesani 5,5 (22′ st Galafassi 6,5), Arrigoni 5,5 (1′ st Gerard Ruiz 6,5), Pedretti 7 (22′ st Gasparello 6,5), Leandri 5,5 (1′ st S. Mouisse 6,5); H. Camara 6,5, Baldo 6,5. A disp.: E. Zanchi, Cakolli, Cojocariu, Rinaldi, Aliprandi, G. Percassi. All.: Marco Zanchi 7 (Giovanni Bosi squalificato).
JUVENTUS (3-4-2-1): Radu 7,5; Verde (cap.) 7,5, A. Montero 7, Rizzo 7; Leone 6,5 (19′ st Keutgen 6,5), Milia 5,5, Makiobo 7 (19′ st Bamballi 5,5), Grelaud 7,5; Tiozzo Pagio 5,5 (43′ st Bellino sv), Merola 7 (19′ st Elimoghale 7); Durmisi 5 (46′ st Lopez Comellas sv). A disp.: Huli, Ceppi, Borasio, Bracco, Gielen, Corigliano. All.: Simone Padoin 7.
Arbitro: Striamo di Salerno 6,5 (Raccanello di Viterbo, Ferraro di Frattamaggiore; IV Aloise di Voghera. FVS: Sicurello di Seregno).
RETI: 27′ pt Rizzo (J), 49′ st Isoa (A).
Sequenza dei rigori: S. Mouisse (A) destro incrociato sotto l’incrocio 2-1, Verde (J) destro in lungolinea parato; Gasparello (A) destro in lungolinea spiazzante 3-1, Lopez Comellas (J) destro incrociato parato tra braccia a busto; Baldo (A) destro incrociato forte a alzato da terra 4-1, Elimoghale (J) destro lungolinea sotto il primo incrocio 4-2; Gerard Ruiz (A) destro 5-2.
Note: spettatori duemila circa. Ammoniti Parmiggiani e S. Mouisse per gioco scorretto. Tiri totali 12-13, nello specchio 6-6, parati 5-5, respinti/deviati 4-3, legni 1-2. FVS: 1 (check possibile goal line Durmisi al 33′). Corner 9-6, recupero 2′ e 5′.
Milano – A quattro dietro all’intervallo, quando s’è sotto, a tre nel finale quando il cambiato avrebbe dovuto essere chi poi ha messo il cross per pareggiarla anziché l’infortunato Idele tornando a tre. Isoa usa la testa per acciuffarla allo scadere pareggiando il vantaggio di Rizzo e si finisce alla lotteria degli undici metri. Anelli e Radu, che ai regolamentari hanno parato l’imparabile, si sfidano a chi imita meglio il laziale Edoardo Motta e la Coppa Italia Primavera grazie anche al primo, che ne para due, prende la strada di Zingonia. Nella finale all’Arena Civica di Milano è Gerard Ruiz a siglare il punto del quarto trofeo nazionale di categoria per la Primavera/Under 20 dell’Atalanta, capace di inseguire la Juventus fino all’ultimo in una partita più entusiasmante che tecnicamente pulita. Le prime tre, curiosamente, ’99, ’01 e ’03, l’ultima con mister Simone Padoin, oggi avversario, in campo per la Baby Dea, le aveva strappate l’attuale coordinatore tecnico del settore giovanile Giancarlo Finardi a Napoli, Bari e Lazio. Ora sotto di nuovo col campionato: domenica all’una al Centro Bortolotti c’è la Fiorentina, quindi Monza e Lazio per tenersi tra le prime sei.
Idele rinvia corto la prima palla buona dalla destra a rientrare a favore del sinistro un po’ strozzato dal limite di Makiobo, poi Isoa si vede murare (3′) il sinistro in mischia sul primo corner nerazzurro. A un tocchettino dal quarto d’ora Camara s’attarda sull’invito in orizzontale proprio del braccetto destro dalla stessa maglia prolungato da Pedretti salvo sentirsi stoppare da Grelot nell’acrobazia susseguente sull’invito di Baldo, mentre non va vicino allo specchio nemmeno per ipotesi l’estemporanea da fuori dell’accentrato Merola. Autore del secondo tiro in porta, praticamente cadendo all’indietro, una telefonata al pari di quella del collega di reparto in avvio. A vuoto la sponda, più che il tentativo quasi dal fondo, di Merola a una ventina abbondante dalla pausa, stesso discorso per quella frontale poco oltre di limite di Leandri chiamata dal pendolino in prestito dall’Under 23 di Bocchetti.
Arrigoni rinvia cortissimo la palla dall’out destro di Verde e Rizzo, terzo di sinistra altrui, apre il mancino sotto l’incrocio alla destra dell’impotente Anelli. Al 32′ è il miracolo del portiere a salvare i bergamaschi dal possibile raddoppio di testa di Durmisi, togliendogliela dalla porta col corpo all’interno sul cross di Merola favorito dal break ancora del centrale juventino di destra bruciando Artesani sulla trequarti. Pareggiato da Radu che al 38′ nega l’uno a uno al franco-guineano, sempre in gioco aereo, a due metri dal secondo palo su palla al bacio di Idele.
Al quarantesimo il filtrante di Arrigoni per Baldo viene vanificato dal contatto sospetto di Verde, poi l’attaccante impegna nella presa in tuffo l’ultimo ostacolo dai 18 metri dopo il borseggio di Arrigoni a Milia in uscita (41′). In avvio di ripresa Mouisse combina con Pedretti, sull’ennesima amnesia di Milia, senza angolare davanti alla lunetta (2′), per poi avviare la ripartenza con tunnel ricevendo la palla di ritorno del suo centrattacco, ma il destro in caduta stavolta decentrato a destra viene smorzato da Makiobo (4′). Occhio, però, dall’altra parte, al quarto angolo bianconero con Merola a scodellarla per la fronte bozzuta del figlio d’arte Alfonso Montero: il colpo di reni di Anelli è aiutato da due rimbalzi sulla traversa (7′). Al decimo lo stesso legno superiore dice di no a Baldo nello stacco accompagnato su azione da Ramaj al decimo. I ritmi salgono all’abbassarsi del sole, Parmiggiani è gigantesco sul tentativo di sposta & tira del terminale piemontese (14′) sulla discesa di Monterino.
Se la sponda all’indietro di Baldo non ha il potere di raddrizzare la mira di Artesani, la risposta di Durmisi in semirovesciata di controbalzo davanti all’area piccola s’impenna sullo scavalco della terza linea orobica da parte di Tiozzo dalla destra dell’area grande (16′). Una sfida apertissima e gradevole in cui, a tiro dell’assolo deviato in fallo di fondo da Grelot, ancora l’albanese là davanti per la Baby Juve perde il boccino senza opposizioni sul la della new entry Elimoghale. Grelot fallisce il bis a sua volta, al 27′ nell’uno-due con Keutgen allargando appena il sinistro col tocco sotto incrociato, anche se il tiro tecnicamente è di Bamballi sull’esterno della rete quando il campo è praticamente agli sgoccioli.
Ruiz controcrossa basso e lungo dal quinto corner sulla restituzione di Mouisse (32′). Bono, che avrebbe dovuto rilevare Camara, deve invece entrare per l’acciaccato Idele (35′). Gasparello, raggiunto da uno spiovente dall’out destro, sterza (37′), ma Radu protegge il suo angolino. Nel recupero Elimoghale strappa e, contrastato dal perno nerazzurro, chiama Anelli a una manata non troppo affannosa (3′). Isaac Collins stacca imperiosamente sul cross di Camara in coda all’ottavo tiro del catalano dalla bandierina e fa crollare il castello difensivo del grande ex. La più crudele delle lotterie, stavolta, sbenda la Dea bendata a favore della Dea, mica come i big al penultimo atto. Ma è un trionfo da condividere con tutti.
Simone Fornoni



mercoledì 29 Aprile 2026











