Dalla giornata di mercoledì, dal lungo e accorato Comunicato redatto dal Modena del presidente Rivetti, il calcio italiano perde uno dei suoi protagonisti più apprezzati, quanto a gavetta e longevità del percorso. E non ne abbia il Belpaese, ma Antonio Pergreffi, classe ’88 da Azzano San Paolo, porta con sé l’immancabile sigillo di prodotto dall’ Indicazione Geografica Tipica, trattandosi di uno degli ultimi fuoriclasse che, provenendo dal dilettantismo di casa nostra, sono approdati stabilmente nel professionismo.
Una storia brillante, fatta di sudore e sacrifici, quella di “Peggy”, consacratosi quale centrale di difesa roccioso e arcigno, sempre pronto a indicare il buon esempio, tanto da lasciare un segno indelebile presso due piazze top level del professionismo, oltre che dell’Emilia Romagna: Piacenza, prima, e Modena, poi. Invero, in origine, fu Albinoleffe, con cui crebbe fino alla Primavera e fino alla chiamata delle prime squadre, in ambito di Promozione ed Eccellenza. Due pagine, in particolare, che gli addetti ai lavori ancora amano ricordare. L’esperienza di Brusaporto, allora allenato da Andrea Baretti, attuale direttore generale della Real Calepina, culminata sul finire di una stagione travagliatissima con i playout vinti a spese del Lemine. Pergreffi, in quell’occasione, si fermò alla gara di andata, chiusa anzitempo per un trauma cranico occorso dopo uno scontro di gioco con il Gabriele Masnada. Il compianto Gabriele Masnada, un altro che non si tirava certo indietro, quanto a garra e temperamento. Il Brusa, infine, si salvò, ma il meglio, per la società gialloblu e per il suo pilastro difensivo, doveva ancora venire. Pur su strade diverse. Per entrambi, a ben vedere, lo snodo fondamentale rappresentato dalla Serie D, raggiunta da Pergreffi tramite Scanzo e, perché no, lo ScanzoPedrengo, destinato a trovare vita breve, seppur imperniato attorno a determinati mostri sacri: il presidente Antonello Algeri, il direttore sportivo Rolando Lorenzi, mister Marco Brembilla. Terminata la gavetta del dilettantismo in purezza, il nostro eroe si consacra ad altissimi livelli nel semiprofessionismo, con Pontisola e, soprattutto, Lecco, una della realtà più ambiziose, nonché chiacchierate dell’epoca. Un nome su tutti, il mai banale alto dirigente, per antonomasia, Luciano Piazzalunga. E con il 2016 il nostro eroe approda definitivamente nel nuovo mondo, trapiantandosi, a suon di successi e consensi, nei cuori dei tifosi di Piacenza e Modena. Il palmares finisce per diventare logica conseguenza: un titolo di Eccellenza, con l’allora AlzanoCene, nel 2008 e il Double infilato a Modena, nel 2022, con il campionato di Serie C a braccetto con la Supercoppa di categoria. Ora, sempre all’ombra della Ghirlandina, un incarico in ambito di settore giovanile. Perché “Peggy”, dopo tutto, non si accontenta mai e rilancia sempre. Sempre più in alto e sempre con grinta.
Nik
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giovedì 8 Gennaio 2026
