2a giornata serie A – Begamo, New Balance Arena – lunedì 31 agosto (ore 20.45)
Atalanta – Bologna 1-0 (0-0)
ATALANTA (4-3-3):
Carnesecchi 7; Zappacosta 6, Kossounou 6, Scalvini 6, Kolasinac 5,5 (33’ st Bellanova 6,5); Pasalic 6,5, Gaetano 6, Ederson (cap.) 5,5 (23’ st Samardzic 7); De Ketelaere 5,5 (10’ st Zalewski 6,5), Scamacca 5,5 (23’ st Krstovic 6), Raspadori 5,5 (11’ st Elmas 6). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 47 Bernasconi, 6 I. Sulemana, 49 Cassa. All.: Maurizio Sarri 6.
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski 5,5; Holm 6 (27’ st Zortea 6), Heggem 6, Helland 6, Alhassane 6,5; Odgaard 6 (15’ st Orsolini sv, 35’ st Moro sv), Ferguson (cap.) 6,5, Pobega 6,5 (27’ st Amondarain 6); Bernardeschi 7, Piccoli 5,5 (15’ st Dovbyk 5,5), Cambiaghi 7. A disp.: 25 Mas. Pessina, 72 Happonen; 16 Casale, 41 Vitik, 6 Theate, 29 De Silvestri, 33 Miranda, 18 Libra. All.: Domenico Tedesco 6,5.
Arbitro: Doveri di Roma-1 6,5 (Peretti di Verona, Perrotti di Campobasso; IV Calzavara di Varese. V.A.R. Dionisi di L’Aquila, A.V.A.R. Marini di Roma-1).
RETE: 45’+6’ st Samardzic (A).
Note: serata serena e calda, spettatori 21.586 per un incasso di 464.501,35 euro. Ammoniti Tedesco (all. B., 13′ st) per proteste e Krstovic per gioco scorretto. Tiri totali 5-16, nello specchio 3-6, parati 2-6, respinti/deviati 1-4, legni 0-1. Corner 1-2, recupero 1’ e 4’+2.

Bergamo – Tocco di Zalewski, Samardzic da 25 metri prende la mira, Skorupski s’ingobbisce verso il palo alla sua destra ed è seconda vittoria su due in campionato. L’Atalanta al 4-3-3 ancora non si adegua, gioca bassa e lenta, il Bologna la palleggia portandosi a spasso tutti i reparti, eppure basta il colpo di genio baciato dalla distrazione altrui. Finora, curiosità, tra i titolari nelle 4 gari ufficiali col solo pari casalingo contro l’Hapoel Tel Aviv, ha segnato solo Raspadori: tra Krstovic e Samardzic in campionato e Scamacca in Conference League, decisive le riserve. La Dea Bendata s’è appalesata, stavolta, sotto forma del palo pieno a mezz’altezza di un ex del vivaio a inizio ripresa alla sinistra di Carnesecchi, ottimo nel blindare almeno il pari, e dello scontro Cambiaghi-Bellanova su cui i felsinei sono rimasti fermi agevolando la zampatona da 27 metri circa per un altro bottino pieno.

Dopo nove minuti Cambiaghi brucia Kossounou senza incrociare il sinistro abbastanza da impensierire Carnesecchi, ma l’ex ci ritenta col tiro-cross quasi dal fondo una cinquina più tardi costringendo l’ultimo ostacolo alla smanacciata. Tutto partito dall’impostazione con lancio di Ferguson rifinita dallo smistamento di Piccoli, nonché concluso malaccio da Ferguson dalla distanza. Al 18’ tocca invece all’altra ala ospite, Bernardeschi, il sui sinistro dietro smistamento di Pobega costringe il riminese tra i legni al volo salvifico. Per un tiro di casa verso lo specchio serve aspettare 28 lancette o giù di lì, quando un’azione comunque non troppo convinta della catena di centrodestra produce l’infornata di De Ketelaere per il sinistro al volo alto di Raspadori da posizione defilata.

Al 36’, piano piano, pure il primo nello specchio, sempre dello stesso autore, rientrando sul destro da palla di Scamacca, ma Skorupski non ha difficoltà a chiudere il palo di competenza. Carburazione lenta e difficoltà a trovare l’angolo giusto, si direbbe, visto il rasoterra dai venti metri chiamato Scamacca da Pasalic in lungolinea al 42’. Non vale, invece, il miracolo di piede di Carnesecchi su Ferguson, servito davanti al secondo palo dal lancio di Bernardeschi virato sul centrosinistra, per un fuorigioco che Doveri fischia ma probabilmente non c’era. Il Var, in caso di gol, l’avrebbe convalidato. Qui Scalvini da matita rossa nell’impostazione errata e Zappacosta in ritardo.

Un rischio certamente non corso sul sinistro prevedibile di Odgaard dritto per dritto a meno di un metro dal limite che apre la danza delle mezze occasioncelle della seconda metà. Cambiaghi, cresciuto nel vivaio di Zingonia, ci tiene a farsi considerare l’erede di Rowe, non confermato dal ds Giuntoli nel prepartita su DAZN, ma il 2000 a difesa della porta è sostituito dal palo che sventa la minaccia (7’). Poi, il nulla. A dieci dal novantesimo si fa male Orsolini, a sei Carnesecchi deve uscire da libero davanti alla difesa. A quattro e mezzo, Dovbyk raggiunto da Bernardeschi si fa stoppare da Bellanova per poi sparare alle stelle dall’area. Né ha più fortuna la discesa di Amondarain (43’) che alalrga tantissimo il destro dal lato contestuale sempre negli undici sedici metri. Bernardeschi converge verso il centro al 44’ e dalla lunetta impegna Carnesecchi. Così va il calcio: pur tirando ed essendo pericolosa più di tre volte tanto, La Dotta si inchina anche al prolungamento del recupero per le cure e il rientro del suo capitano scozzese. SF