29a serie A – Milano, Stadio Giuseppe Meazza-San Siro – sabato 14 marzo (ore 15)
Inter – Atalanta 1-1 (1-0)
INTER (3-5-2):
Sommer 6; Bisseck 7, Akanji 6,5 (35’ st De Vrij sv), Carlos Augusto 6,5; Dumfries 6, Barella 6,5 (31’ st Frattesi 6), Zielinski 7, Sucic 6 (1’ st Mkhitaryan 7), Dimarco 6,5 (20’ st Luis Henrique 6); M. Thuram 5,5, P. Esposito 7 (20’ st Bonny 5,5). A disp.: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez; 15 Acerbi, 95 Bastoni, 36 Darmian, 17 Diouf, 57 Kaczmarski, 53 Lavelli. All.: Cristian Chivu 6.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 5,5; Scalvini 6,5, Djimsiti 7, Kolasinac 5,5 (20’ st Hien 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 5,5 (31’ st De Ketelaere 6,5), Pasalic 6, Bernasconi 7; Samardzic 5,5 (7’ st Ederson 7,5), Zalewski 5,5 (19’ st K. Sulemana 7); Scamacca 5,5 (6’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah. All.: Raffaele Palladino 7.
Arbitro: Manganiello di Pinerolo 5 (Passeri di Gubbio, L. Rossi di Rovigo; IV Collu di Cagliari. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Chiffi di Padova).
RETI: 26’ pt P. Esposito (A), 38’ st Krstovic (A).
Note: pomeriggio piovoso, spettatori 73.464 di cui 512 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Sucic, Kolasinac, Carlos Augusto per gioco scorretto, Olise per ritardata rimessa in gioco (da settimo angolo), Musah per comportamento non regolamentare, Chivu (all. I., 38’ st) per proteste, De Ketelaere per comportamento non regolamentare. Espulso Chivu (all. I.) al 40’ st per somma di ammonizioni (proteste). Tiri totali 13-7, nello specchio 3-3, parati 2-2, respinti/deviati 3-1. Var: 2 (check gol su Dumfries, check gol Sulemana). Corner 2-3, recupero 1’ e 6’.

BergamoLa mano di Kamaldeen sulla spalla di Dumfries farà discutere all’infinito (e a buon diritto) il mondo Inter, ma intanto Krstovic impatta a San Siro al rientro della coppia di big Ederson-De Ketelaere e l’Atalanta la sfanga anche benone sul campo della capolista. Sotto per un sinistro di Pio Esposito su cui Carnesecchi s’impapera, la rotazione di Raffaele Palladino trae linfa vitale dai cambi pareggiando meritatamente a dispetto della valutazione poco comprensibile del caso da moviola. Idem sul temporaneo vantaggio di casa, però, solo che i bergamaschi si sono lamentati a voce più basso. Purtroppo la rincorsa alla zona coppe resta impantanata, a onta dell’enorme valore morale di un punto del genere.

Scollinato il botta e risposta intorno al quinto tra Scamacca, che prova a punire l’errore in disimpegno di Sucic e a sorprendere un Sommer un po’ fuori posizione da oltre la ventina di metri alzando la mira, e Dimarco, sganciata al volo a largo dell’intersezione su cross di Barella figlio dell’asse a destra Bisseck-Esposito, c’è il portiere svizzero pronto a spazzare i pugno il cross di Bernasconi alle soglie della doppia cifra d’orologio. Non azzecca il tredici l’attaccante romano, forse egoista o forse no, proiettato alla botta radente sempre da fuori in ripartenza con parata affannosa in tre tempi dell’ultimo ostacolo, sempre lontano dalla riga di porta. Cinque lancette e l’esterno alto di Barella non poteva avere molte pretese, dato il rallentamento dell’azione da parte del braccetto destro di casa sul gioco a due tra il cagliaritano e la punta napoletana: Zielinski, tenuto ordinariamente da Zalewski ma stavolta pochino, centra per lo scarico in lunetta e in taglio di Dumfries, accomodamento comunque sul filo di lana.

Oltre il ventesimo, ottimo spunto di Zappacosta per il polacco e la girata dentro di Bernasconi, ma il ‘99 di Fidene è anticipato netto da Akanji. Kolasinac, che ha noie alla caviglia sinistra, spende il giallo su Bisseck in uscita, per poi subire carica da Dumfries, che forse controlla di mano, nell’azione del vantaggio di casa: bello il tacco di Thuram, quindi l’assist barelliano per il sinistro in realtà non incrociatissimo del giovane azzurro, perché è il riminese a buttarsela destro col palmo sinistro a fil di primo palo facendo impennare quanto basta la palla dall’erba. Lungo l’azione, Pasalic ci mette la gamba senza però spezzare la trama negli ultimi due passaggi, mentre Scalvini non accorcia sul tiratore.

Bergamaschi un po’ nel pallone per un gol senza troppe avvisaglie, tanto che l’autore del rompighiaccio da sinistra prolunga per l’inserimento di Dimarco due minuti più tardi: sinistro molto largo. La Dea fa trenta e non trentuno, vedi ripartenza taccata a due Samardzic-Zappacosta conclusa malamente dal cross a piede debole del serbo. E’ lo stesso trentaduesimo quando De Roon, fuori posizione, spalanca terreno al regista locale per la manovra Dimarco-Dumfries-Zielinski che trova la deviazione per il primo angolo, battuto dal laterale mancino dalla destra per lo stacco loffio di Akanji. Mega possesso interista fino al 39’ scarso, senza che Thuram riesca a chiudere dopo una serie di rimpalli a favore di Bisseck (sinistro quasi in fallo laterale dall’altra parte) ed Esposito. Ancora il terzo di destra cambia fronte dandola all’unico marcatore fin lì, sul cui tentativo di girarsi è Djimsiti a doversi spendere.

Che i veterani siano stanchi lo testimonia la perdita di mezzo tempo di gioco di Kolasinac nella combinazione dell’intera catena di sinistra al 3’ della ripresa: sul fondo ci arriva solo l’attrezzo, lui no. A ruota, Super Mario perde ancora il boccino e Thuram appena da fuori fa la barba al primo incrocio. Carlos Augusto, invece, brucia il compassato Scamacca, pure servito bene dal retropassaggio dello stesso bosniaco lanciato in area da Zalewski. Palladino getta nella mischia Ederson, al rientro dopo 6 partite (l’ultima il 17 febbraio a Dortmund), e Krstovic, al posto di Samardzic e proprio del terminale unico. Niente da fare ancora. Bisseck-Esposito-Dumfries, col primo a tagliare a sinistra dopo aver buttato giù il brasiliano, per fortuna due terzi della retroguardia fanno muro all’olandese provocandone l’incespicata (13’). Scollinato il quarto d’ora, chi ha sbagliato sull’uno a zero evita il raddoppio di Thuram uscendogli incontro sul filtrante di Mkhitaryan. A tiro del ventesimo, il taglio profondissimo del laterale dei Paesi Bassi di Chivu s’esaurisce nel sinistro in alto in spaccata dettato ancora dall’armeno.

Al 22’ la new entry Sulemana si fa fermare da Zielinski, sempre più libero aggiunto, e Krstovic mastica il sinistro, segno che la squadra è viva. Bernasconi ad area aperta, raggiunto da Krstovic sull’idea del croato, fa qualcosa che sembra più un tiro che un assist a Ederson, e difatti la stoppata di Augusto a quello serve. Minuto 69, se non altro le conclusioni salgono a 4 contro 11. 12 col tacco di Thuram chiamato da Bonny in asse con Barella a ruota di un episodio significativo dell’andazzo orobico, Zappacosta che ostacola Scalvini sull’onda lunga dello schema regalato da Hien a Bernasconi dalla trequarti con spizzata all’indietro di Djimsiti non colta dal montenegrino.

Torna anche CDK, assente dal warm-up da smeniscato con la Cremonese, ma è Ederson a dover scongiurare possibili guai dallo slalomista Bonny (33’). E siamo all’episodio chiave, quando il fiammingo prolunga di tacco per Sulemana il tracciante dal lato di Zappacosta e, sulla parata di Sommer, il tap-in di prima intenzione di Nikola è solare, a differenza del contatto braccia-tronco posteriore ai danni di un Dumfries che comunque casca come abbattuto da un drone. Lamentele locali anche per l’anticipo palla-Frattesi by Scalvini al 42’ su palla dentro di Luis Henrique spondata dal francese a centro area. Nel finale Carnesecchi smanaccia il traversone di Zielinski e l’eroe dell’uno a uno, in offside sul la di Pasalic al terzo di recupero, al sesto sull’ultimo angolo fortemente voluto alza in gioco aereo la traiettoria a rientrare di Bernasconi.
Simone Fornoni