Per la prima volta l’Atalanta non segna e questa è già una notizia strabiliante. 0-0 con il Copenaghen e tutto si deciderà giovedì prossimo al Parken della capitale danese. Si fa per dire, ma la formazione danese si è presentata sul terreno di gioco del Mapei Stadium piazzando davanti allo strepitoso Joronen, il migliore in campo in assoluto, dieci pullman, altrettanti carri armati e un muro invalicabile. Eppure le cifre e i numeri sono a  favore dei nerazzurri: 19 tiri ma non casuali, tiri veri e pericolosissimi contro i due, questi sì casuali, del Copenaghen, il possesso palla 63 % contro 37%, 9-2 calci d’angolo. E un assedio continuo incessante, senza un attimo di respiro con Joronen che volava da un palo all’altro bloccando palloni impossibili e sfruttando, bontà sua, anche qualche deviazione fortunata e fortunosa. Certo nell’attacco nerazzurro qualcosa non ha funzionato come altre volte, vedasi un Barrow troppo farfallino e niente affatto concreto e uno Zapata non proprio preciso. Resta il fatto che l’Atalanta a Copenaghen ha grosse e concrete possibilità di ottenere la qualificazione.
Formazioni in campo con novità: nell’Atalanta c’è la conferma, probabilmente definitiva, di Gollini portiere titolare, in mezzo alla difesa Mancini e in attacco Barrow preferito a Zapata. Novità in casa danese perché Stale Solbakken vuole tenere lontani i nerazzurri dalla porta di Joronen schierando due punte. Il senegalese N’Doye e il cipriota Sotiriou mentre Fischer gioca largo a sinistra per bloccare le incursioni di Hateboer. Eppure pronti via e l’atalanta già potrebbe passare in vantaggio, Freuler ruba palla a Zeca e lancia Barrow, deve solo segnare invece sul più bello s’impappina e sarà l’inizio di una serata no per il giovane gambiano, comunque non gli manca il tempo per rifarsi. Il primo quarto d’ora è un monologo atalantino, i danesi sembrano impauriti e schiacciati davanti a Joronen. I nerazzurri attaccano con gli inserimenti soprattutto dei centrocampisti, sono Freuler e Pasalic a portare le offensive mentre De Roon vigila alle loro spalle. Dopo un velleitario tentativo di Gomez da cinquanta metri, ecco la prima occasione: De Roon lancia Gomez che serve Pasalic, si salva in angolo il portiere finlandese. Al quarto d’ora due volte consecutive nerazzurri ad un soffio dal gol, prima il tiro di Freuler sventato e poi un grande destro di Gomez all’incrocio dei pali. E’ il momento migliore dell’Atalanta che è vigile in difesa soprattutto su N’Doye e sempre pronta ad attaccare ma quando si presentano le occasioni di finalizzare, Barrow sembra fuori dal contesto perché sbaglia movimenti e inciampa sui palloni. Comunque il Copenaghen comincia a prendere fiducia, stringe le linee e riesce ad attaccare, seppur senza creare grattacapi a Gollini. Al 32’ ci sarebbe anche il gol: contropiede con il Papu che s’accentra e tira, deviazione decisiva di Barrow scattato in fuorigioco. Continuano gli attacchi e Barrow viene trovato due volte in fuorigioco seppur di qualche centimetro. Si cambia nella ripresa: entra Zapata al posto di Pasalic, Barrow passa a destra e la squadra aumenta il ritmo e riesce a  svariare con maggior intensità. A questo punto si distingue il portiere Joronen che para su tutti (Gomez, Hateboer, Zapata e Gosens). Sembra il tiro al piccione che, invece, svolazza da tutte le parti. Poi il Papu scheggia il palo, quindi Barrow tira addosso al portiere e ancora Gosens cerca il gol. Niente da fare, stavolta il destino è cinico e baro. Ma l’Atalanta è pronta per un’altra grande partita a Copenaghen. E Solbakken dovrà rivedere il suo personale giudizio sul calcio italiano, che non è catenacciaro. Semmai il catenacciaro è stato proprio lui. 
GIACOMO MAYER