35a serie A – Bergamo, New Balance Arena – sabato 2 maggio (ore 20.45)
Atalanta – Genoa (0-0)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Scalvini 6,5, Djimsiti 6,5 (12’ st Hien 6), Ahanor 6; Zappacosta 6 (41’ st Musah sv), De Roon (cap.) 6 (31’ st Pasalic 6), Ederson 6, Zalewski 6,5; De Ketelaere 6 (31’ st Samardzic 5,5), Krstovic 5,5; Scamacca 5,5 (12’ st Raspadori 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 5,5.
GENOA (3-4-2-1): Bijlow 7; Marcandalli 6,5, Ostigard 6,5, Vasquez (cap.) 6; Ellertsson 5,5, Amorim 6 (24’ st Messias 5,5), Frendrup 6, Sabelli 6 (41’ st Martin sv); Vitinha 6 (41’ st Masini sv), Ekhator 6 (25’ st Malinovskyi 6); L. Colombo 6 (11’ st Ekuban 5,5). A disp.: 1 Leali, 39 Sommariva; 13 Zatterstrom, 34 Otoa, 99 Ouedraogo, 14 Onana, 70 Cornet. All.: Daniele De Rossi 6.
Arbitro: Pezzuto di Lecce 6,5 (Colarossi di Roma 2, Yoshikawa di Roma 1; IV Turrini di Firenze. V.A.R. Giua di Olbia, A.V.A.R. Prontera di Bologna).
Note: minuto di silenzio in onore di Alex Zanardi. Serata primaverile e serena, spettatori 22.861 per un incasso di 532.123,46 euro. Ammoniti Amorim, Ederson e Krstovic per gioco scorretto. Tiri totali 19-6, nello specchio 7-2, parati 7-2, respinti/deviati 5-2, legni 1-0. Corner 6-2, recupero 1’ e 6’.
Bergamo – Al piccolo trotto, dal settimo posto l’Atalanta, che non approfitta degli occhiali del Como col Napoli, li inforca a sua volta col Genoa cogliendo il secondo punto nelle ultime quattro giornate. Ci si ferma davanti a Bijlow, praticamente imboccandogliela almeno tre volte, e alla traversa di Raspadori, ma senza convinzione e ancor meno brillantezza. A meno 7 dai lariani a tre turni dal gong, impossibile pensare di poter riguadagnare posizioni.
Poco più d’una lancetta e Vitinha sulla doppia sponda lunga Ostigard-terminale incrocia maluccio il sinistro agevolando la presa a terra di Carnesecchi, mentre all’ottavo Krstovic da oltre venti metri in scia al movimento del resto del tridente calcia troppo centralmente per mettere Bijlow in affanno. Scollinato il decimo, l’ex Ahanor in acrobazia sfiora appena con la suola lo schema di Zalewski dal centrosinistra figlio dell’entrataccia di Amorim su Ederson, ma non è che la sfida decolli. Per vedere un’altra conclusione bisogna aspettare una lancetta dalla mezzora, quando il rinvio di Bijlow pesca l’assist del centravanti ligure per Vitinha con Djimsiti in traiettoria a procurare il primo angolo ospite, da cui Ostigard svetta a campanile. A undici dalla pausa, nel vuoto delle idee e nella crisi delle motivazioni, il brasiliano ex Salernitana si concede il lusso di sbagliare un facile controllo sull’invito quasi dal fondo sporcato a Zappacosta. Al 38’ De Ketelaere taglia a sinistra e, ricevuto il pallone di ritorno da Scalvini, quasi infila sotto le gambe l’ultimo ostacolo, lesto a sufficienza per riprendersela tra i guantoni. Colombo mastica il mancino quasi dal limite dopo un contrasto del partner di linea portoghese col perno albanese di casa (40’), quindi è Scalvini a immolarsi in estirada sul rimorchio offerto da Marcandalli a Ekhator con alleggerimento successivo del centrattacco brianzolo che considerare tiro nello specchio è una mezza offesa al gioco del calcio.
Se il primo tempo si chiude sulla pretenziosa deviazione sinistra dal fondo suggerita a Krstovic da Zalewski, la loffietta d’inizio ripresa è del braccetto di Cornigliano sull’asse Ederson-Scamacca, ma il suo è più un suggerimento nel nulla entro il lato corto. Ripiomba il nulla cosmico sulla New Balance Arena, eppure la Dea ne ha tre in due frangenti per passare: al 17’ CDK si sovrappone al polacco romano calciando in Curva Nord da posizione defilata ma nemmeno troppo, il giro d’orologio successivo Ederson su apertura del belga mette in ambasce il portiere grifone con la new entry Raspadori a imboccarlo nel tap-in. La testa di Scalvini funge da difensore ligure aggiunto sulla stoccata di Zappacosta dal centrosinistra figlia del terzo angolo (22’), il montenegrino invece la ridà nel vuoto pneumatico lungo la bella combinazione tra Ahanor e la punta di Castel Bolognese. C’è una sola squadra in campo e Krstovic, ricevendo da Zappacosta, si gira costringendo Bijlow a proteggere il primo palo alla mezzora. Un poker cronometrico e la traversa alta dice no a Jack lungo l’apertura tra il neo entrato Samardzic per Zalewski. Prima del recupero, muri su Pasalic e Zalewski, quinto corner ed Ederson che alla fine alza la paraboletta. Che brutto modo di concludere la stagione. Effe


sabato 2 Maggio 2026
