21a giornata serie A – Pisa, Cetilar Arena-Stadio Romeo Anconetani – venerdì 16 gennaio (ore 20.45)
Pisa – Atalanta 1-1 (0-0)
PISA (3-4-2-1):
Scuffet 6,5; Calabresi 6 (46’ st Bozhinov sv), Canestrelli 6,5, Coppola 7; I. Touré 7, Marin 6,5 (23’ st Leris 7), Aebischer 6,5, Angori 6,5; Moreo 6,5, M. Tramoni 6,5 (23’ st Piccinini 7); Meister 6,5 (23’ st Durosinmi 7). A disp.: 1 Semper, 12 Nicolas; 76 Mbambi, 19 Estevez, 8 Hojolt, 42 Bettazzi, 99 Lorran, 16 L.T. Buffon. All.: Alberto Gilardino 6.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7,5; Scalvini 6 (25’ st Krstovic 7), Hien 5,5, Ahanor 5,5; Musah 6 (11’ st Zappacosta 6), De Roon (cap.) 6, Pasalic 6 (11’ st Ederson 6,5), Bernasconi 6; De Ketelaere 5,5, Zalewski 6,5 (36’ st K. Sulemana 6); Scamacca 5 (11’ st Raspadori 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 10 Samardzic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 6.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido 6,5 (Meli di Parma, Luciani di Milano; IV Marinelli di Tivoli. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).
RETI: 38’ st Krstovic (A), 42’ st Durosinmi (P).
Note: serata uggiosa, spettatori 10 mila circa di cui 264 atalantini. Ammoniti Pasalic, Scalvini e Coppola per gioco scorretto. Tiri totali 11-8, nello specchio 6-3, parati 5-2, respinti/deviati 3-1. Var: 1. Corner 10-1, recupero 1’ e 4’.

Pisa – Il Como sconfitto dal Milan è avvicinato a soli due punti, la serie d’infilate da bottino pieno si ferma al trio Roma-Bologna-Torino. Una sofferenza lunghetta nella prima metà a Pisa a squadra sfilacciata, poi ci pensa Krstovic in mischia a illudere dopo almeno quattro parate decisive di Carnesecchi. L’Atalanta comincia a pigiare a tavoletta solo dopo aver trovato la prima conclusione in porta a un tris dal sessantesimo, rischia di brutto almeno su Piccinini col portiere a salvare capra e cavoli e quindi affonda un colpo che sarebbe stato francamente immeritato col centrattacco di riserva in scia a una manovra centrata dalla destra dal nuovissimo Jack Raspadori e sostenuta di testa da Hien per Ederson e il cross da sinistra tesissimo di Kamaldeen Sulemana che trova un braccio di Angori, una possibile trattenuta su calabresi e il balcanico vice-Scamacca più pronto di chiunque. De Ketelaere perde il boccino su una rimessa altrui e Leris crossa a rientrare dalla trequarti sinistra per l’incornata di Durosinmi. Pari più o meno equo, ma la rincorsa ai piani alti rallenta perdendo il quarto punto su dei disponibili contro un’autorevole candidata al ritorno in serie B. Forse il turnover di quattro undicesimi in vista dell’Athletico Bilbao mercoledì prossimo non è stato azzeccatissimo.

Verticalità e gioco su Touré, i rischi evocati alla vigilia da Palladino, si manifestano a cavallo del ventesimo, a botta e risposta consumato tra lo schema di Angori a rientrare dalla destra con Ahanor a disturbare la traiettoria aerea a Canestrelli (7’) e Scamacca ad anticipare il sandwich tra il perno ed Aebischer oltre il decimo senza però indirizzare di controbalzo il pallone di Musah dall’out. Due giretti dalla quota succitata e la ripartenza dello svizzero per Tramoni apre l’ampiezza per il tedesco d’ebano che chiama a Moreo la girata di sinistro stoppata da Scalvini prima di farsi recuperare da Hien. Lo spauracchio nelle indicazioni del giovedì approfitta dello scarico del trequartista alto a destra, l’unico a rimanere su insieme al suo centravanti nel 5-3-2 pisano in fase di non possesso, per slalomeggiare tra il perno svedese scivolato e Bernasconi, ma dal fondo non può impegnare Carnesecchi più che nella sbracciata per chiudergli in corner l’angolo alto di competenza.

E’ il 21’ e i padroni di casa prendono alta la Dea, che non esce proprio dal guscio. Dietro, tagliare le linee di passaggio sembra uno scherzo. Un minutino e Meister a rimorchio stavolta di Aebischer, che imbeccato lungo dalla giocata di Marin schiacciato a destra non tira ma la serve benone ben dentro il lato corto, trova ancora l’ultimo ostacolo, con l’ex Young Boys ad allungare il tap-in francamente defilato, forse un passaggio lunghetto per il terminale offensivo con la stessa maglia. I bergamaschi si ridestano a mezzora scollinata, quando Pasalic prolunga di testa nel duello con Coppola la palla a rientrare di Zalewsi e Bernasconi controcrossa l’invito dal fondo dell’americano di Castelfranco Veneto per la svettata dritta di De Ketelaere, fin lì semi invisibile. Comunque una chance che ha l’effetto-camomilla per i toscani e vagamente galvanizzante per i nerazzurri in bianco trasferta, se è vero che il nazionale polacco trova bene in profondità l’arcenese, bruciato di un amen dall’uscita di Scuffet col braccetto sinistro locale ad allontanare sul rimpallo. A titolo d’esempio delle difficoltà fino all’intervallo, il contropiede Musah-CDK-Scamacca con Coppola a chiudere il mezzo corridoio a doppia mandata, manco tre passaggi di fila sull’anticipo dell’USA a Meister sulla rifinitura del corso virato a destra.

La ripresa s’avvia col medesimo leitmotiv: Meister (3’) da terra arpiona male, con Isacco davanti, il suggerimento di Tramoni e non può che calciare fuori in caduta. Entro il sesto cronometrico, c’è bisogno del rimpallo-recupero dei due mediani atalantini oltre che dell’arcenese suo dirimpettaio per fermare l’avversario più temibile. A farlo con la schiacciata di testa di Moreo sul tracciante di Angori dalla bandierina destra deve pensarci il portiere riminese, che al minuto 52 la leva dall’angolino nonostante il rimbalzo dispettoso. Al 12’, dopo il triplo cambio dell’esordio di Raspadori per l’amico dei tempi del Sassuolo, uno Scamacca in ombra e intimidito dalla maglia strappata da Canestrelli, Zappacosta manda sul fondo il fiammingo che serve a Scalvini l’occasionissima del possibile vantaggio, ma il diagonale è strozzato agevolando la respinta di piede del friulano tra i pali altrui. Poco prima, la punizione guadagnata su Aebischer per la battuta alta e larga di uno Zalewski che forse intendeva imbeccare il terzo tempo di un compagno.

Gli ospiti salgono di tono anche nella riaggressione e Zalewski in asse con De Roon se la sposta per un sinistro in lungolinea davanti alla lunetta poco al di là del legno un tocchettino e mezzo dopo l’ora di gioco, a ruota di una giocata di CDK rimessa fuori dalla difesa. Il nazionale belga, però, non fa mai trentuno e al 23’ spreca con un brutto controllo a centro area, a un metro abbondante dal dischetto, il contropiede in ampiezza Bernasconi-Zalewski-Zappacosta: Calabresi fa la diagonalina e spazza. Si vira al 4-2-3-1 con Krstovic davanti all’ambidestro di Castel Maggiore. Al 26’ Carnesecchi schiaffeggia la sponda aerea di Touré da rimessa da destra per evitare guai, che invece combina l’ex Atletico Madrid facendosi fregare da Piccinini sull’intuizione deketelaeriana scaricata dal montenegrino. Intorno alla mezzora, quarta parata del riminese che stacca da sotto la traversa il sinistro di Piccinini dettato da Aebischer con deviazione dello svedese, e poco prima c’era stata la spazzata da terra di Hien sull’asse da sinistra Leris-Moreo.

Il pari e patta nel finale è preceduto dalla deviazione di tempia di Moreo all’ottantesimo su scavino lungo di Piccinini per il tuffetto da presa. Alle soglie del recupero, a botti consumati, è solo da presa alta la stessa specialità dell’apripista su ammollo di Ederson. Che risolve la mischia d’angolo (numero 10 contro 1, maluccio) al 2’ di extra time. Mezzo passo indietro senza discussioni nonostante buone cose nella seconda metà. Ora sotto con l’aritmetica per la qualificazioni agli ottavi Champions, ma l’amaro in bocca resta.
Simone Fornoni