Real Madrid e la collezione si arricchisce. Dopo aver affrontato Lione, Borussia Dordmund, Manchester City, Paris S.Germain e Liverpool ecco il club che ha vinto per ben tredici volte la Coppa Campioni-Champions League, dalla prima volta il 13 giugno 1956 al parco dei Principi battendo lo Stade Reims (4-3) (in semifinale aveva eliminato il Milan) fino al 26 maggio del 2018 battendo a Kiev il Liverpool, tralasciando i 34 scudetti di Spagna. Da Di Stefano a Benzema 65 anni di successi, trionfi e anche cadute ma immediate resurrezioni. Tanto per dire l’Atalanta nel 1955-56 giocava insieme a Pro Patria, Novara, Triestina e Padova. Raccontare la storia del Real è come scrivere un romanzo. Che tutti gli appassionati di calcio hanno letto. Il Real di oggi. Probabilmente per la prima volta nella sua storia in estate non ha fatto mercato: nessun acquisto galattico, solo conferme, il tentativo di recuperare Hazard, ancora in fieri, e i lanci di tante promesse. Dopo un avvio di campionato non proprio brillante e uno in Champions addirittura disastroso con la sconfitta casalinga ad opera dello Shakthar, la squadra di Zidane, che ha rischiato più volte l’esonero, è tornata prepotentemente all’apice di entrambi le competizioni. In campionato ha battuto prima il Siviglia e sabato la capolista Atletico e adesso è a tre punti dai colchoneros e dalla Real Sociedad. In Champions non ha sbagliato la partita che decideva il primo posto e il conseguente passaggio del turno superando agevolmente il Borussia Moenchengladbach. Nel doppio confronto con l’Inter ha vinto, seppur faticando almeno in casa, ma i due successi sono stati essenziali per evitare una clamorosa eliminazione. Zidane, benché non particolarmente amato dal suo presidente – il volubile Florentino Perez -, non ha mai perso la bussola ed anche nei momenti di difficoltà è riuscito a raddrizzare la barca. Anche se in casa Real la parola tranquillità non fa parte del vocabolario, almeno di questi tempi. La formazione di Zidane gioca col classico 4-3-3 con Courtois in porta, i quattro difensori Carvajal a destra, a sinistra Mendy, che ha già incrociato gli atalantini quando giocava nel Lione; in mezzo Valverde, Casemiro e Kroos, poi Asencio, Benzema e Hazard ma anche Vinicius jr., Rodrygo, Odegaard senza dimenticare in panchina gente come Marcelo, Modric, Isco. E’ evidente che il pronostico sia a senso unico anche se in Champions non c’è nulla di scontato ma con una sostanziale differenza: nella fase a gironi si può perdere come è successo, appunto, ai madridisti e anche ai nerazzurri, ma in una doppia sfida non sono permessi passi falsi né tantomeno subire goleade. Si vedrà nei prossimi mesi di febbraio e di marzo. In fase di ristrutturazione il mitico Bernabeu dove tutti i giocatori di questo mondo (ma anche i cronisti) vorrebbero giocare, la partita di ritorno, mercoledì 16 marzo, si disputerà nella Ciudad Real Madrid, parco di Valdebebas, nelle vicinanze dell’aeroporto di Madrid. Il turno d’andata a Bergamo, martedì 24 febbraio, in una serata di stelle.
Giacomo Mayer