8a League Phase, Champions League – Anderlecht, Lotto Park-Stade Constant Vanden Stock – mercoledì 28 gennaio (ore 21)
Union Saint-Gilloise – Atalanta 1-0 (0-0)
UNION SAINT-GILLOISE
(3-4-2-1): Scherpen 6; K. Mac Allister 8, Burgess (cap.) 6,5, Sykes 7; Kahlhaili 7, Zorgane 6,5 (12’ st Schoofs 6,5), Van De Perre 7, Patris 6,5; Florucz 6,5 (12’ st Fuseini 6,5), Guilherme Smith 6,5 (40’ st O. Niang sv); Ait El Hadj 6,5 (47’ st Leysen sv). A disp.: 1 Chambaere, 35 Huygevelde, 39 Hamoutahar, 33 Berradi, 32 S. Keita. All.: David Hubert 7,5.
ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello 5,5; Kossounou 5 (29’ st Pasalic 6), Hien 5,5, Ahanor 6; Zappacosta 6, Musah 5,5 (7’ st De Roon 6), Ederson (cap.) 6, Bernasconi 5,5; Samardzic 5 (7’ st De Ketelaere 5,5), Lookman 5 (6’ st K. Sulemana 4,5); Krstovic 5,5 (16’ st Scamacca 5,5). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 42 Scalvini, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 5.
Arbitro: Oliver 7 (Inghilterra – Burt, Hussin; IV Madley. V.A.R. Attwell, A.V.A.R. England).
RETE: 25’ st Khalaili (U).
Note: serata fredda, umida e nuvolosa, spettatori 15.010 di cui circa 1.200 atalantini. Ammoniti Burgess, Samardzic, Ahanor e Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 8-11, nello specchio 3-2, parati 2-2, respinti/deviati 3-7. Corner 0-6, recupero 1’ e 3’.

Anderlecht (Bruxelles-Capitale) – Adesso, o Borussia Dortmund od Olympiacos. Tutt’e due affrontare in Europa League, mai in Champions, per un’eliminazione nel 2017 e un passaggio ai quarti di finale nel 2022. Auguri. Per non andare oltre ai playoff si poteva scegliere un metodo meno sconfortante. L’Atalanta s’arrende all’Union Saint-Gilloise che nemmeno si qualifica nelle 24 e attende il sorteggio di venerdì. Prestazione davvero brutta, nell’ottava e ultima partita della League Phase di Champions League. Nel turnover da otto uomini (sette di movimento) rispetto al poker di campionato spiccano Sportiello, unicum stagionale a dicembre nell’ottavo di Coppa Italia col Genoa, e Samardzic, tre quarti d’ora appena nell’anno nuovo con Bologna, Torino e Athletic Bilbao, proprio nel match in cui i bergamaschi si sono complicati la vita. Nemmeno la manciata di big subentrati, comunque, ha raddrizzato la barca, che anzi è colata a picco con tutti loro dentro e Lookman fuori.

Al 3’ Hien la passa indietro cortissima sul filtrante di Patris per poi salvare su Florucz a porta sguarnita, mentre a cronometro raddoppiato lo stesso centravanti di casa gira a fil di palo il mancino a rimorchio di Guilherme. In ambo i casi c’è la sbucciata di Kossounou, non proprio incolpevole. Due lancette ancora e sbuca Krstovic dalla sovrapposizione combinata di Ederson a Bernasconi, ma l’incornata non ha angolazione. Alla sporca dozzina è Ahanor, poco prima meritevole del giallo a Burgess nel duetto con Lookman per lo schema di Laki smanacciato malamente dal due metri e sei Scherpen (ex Sturm Graz), a stoppare il solito noto da lancio lungo, l’arma dei locali insieme al pressing a tutto campo. A due tiretti dal ventesimo, quello a giro di collo di Smith dal limite per poco non punisce il malinteso a tre Bernasconi-Hien-Kossounou, col primo borseggiato dal futuro match winner Khalaili in pressione, lasciando libertà alla rifinitura di El Hadj, prima punta nominale ma in realtà sottopunta. Male male.

Prima di metà frazione la fuga bidone di Samardzic in scia al montenegrino s’infrange sulla strozzatura di Khalaili, spacciato alla vigilia per laterale iper-offensivo; scollinata la mezzora Mac Allister impedisce lo stacco a Lookman sul cross a rientrare di Zappacosta. Sette dall’intervallo, tra pause e imprecisione ormai sistematica: Sykes molla l’attrezzo al serbo che apre per Bernasconi, destro e c’è Zorgane a riparare in corner. Comunque un sintomo di crescita, se è vero che a sei dalla pausa Lookman se la ritrova in asse con Krstovic e Samardzic costringendo la pertica tra i legni di casa a difendere il primo palo in angolo.

L’avvio di ripresa ricalca la falsariga del primo tempo e Smith, gabbato Zappacosta, defilato a sinistra trova nel passaggio di cortesia a Sportiello la prima conclusione nello specchio dei brussellesi. La Dea è tutto fuorché pronta alla scalata all’Olimpo della qualificazione diretta e la conduzione di Khalaili è fortunatamente in corsa nello sforzo d’accentrarsi, nonché lontana nella mancata botta a piede invertito (5’). Triplo cambio e De Roon, dal destro aperto da Bernasconi ed Ederson, fa stramazzare al suolo Sykes (9’). Kamaldeen apre la strada a Florucz, che però trova il muro a due Hien-Ederson sulla sua strada. Nulla di nulla fino al minuto ventidue scarso, quando l’olandese la porge a Scamacca che davanti oltre alla lunetta ha anche il braccetto sinistro di casa.

Al settantesimo, buio profondo, quando El Hadj dalla trequarti detta lo schema provocato dal fallo di Ahanor sulla new entry Fuseini e Khalaili coglie impreparato al volo uno Sportiello che si fa piegare le mani. Dall’impennata sotto la traversa dell’israeliano a un destro alto di seconda di Zappacosta a mezzora già trascorsa, sullo schema di Bernasconi rinviato corto in gioco aereo proprio dal rompighiaccio dello score, ma in campo c’è solo confusione. Nel recupero Sulemana sbaglia incredibilmente davanti al secondo palo sulla palla di De Ketelaere dalla destra solo da spingere dentro, aprendo il piatto destro invece di chiuderla di sinistro.
Esseffe