28a (9aR) serie A – Bergamo, New Balance Arena – sabato 7 marzo (ore 15)
Atalanta – Udinese 2-2 (0-1)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Kossounou 5,5 (12’ st Zalewski 6,5), Hien 5,5, Kolasinac 6,5 (43’ st Djimsiti sv); Bellanova 5 (12’ st Zappacosta 6,5), Musah 5,5 (1’ st De Roon 6,5), Pasalic (cap.) 6,5, Bernasconi 6,5; Samardzic 5,5 (12’ st Krstovic 6,5), K. Sulemana 6; Scamacca 8. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 19 Djimsiti, 69 Ahanor, 5 Bakker, 46 Levak, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 6,5.
UDINESE (3-5-2): Okoye; Mlacic 5,5 (1’ st Zarraga 6,5), Kabasele 6,5, Kristensen 7; Ehizibue 6,5, Piotrowski 6 (17’ st Miller 6,5), Karlstrom (cap.) 5,5, Ekkelenkamp 6, Kamara 5,5 (35’ st Arizala 6); Zaniolo 7 (17’ st Atta 6,5), Davis 7. A disp.: 1 Nunziante, 90 Sava, 93 Padelli; 29 Camara, 7 Gueye, 15 Bayo, 18 Buksa. All.: Kosta Runjaic 7.
Arbitro: Rapuano di Rimini 5,5 (Costanzo di Orvieto, Mastrodonato di Molfetta; IV Ferrieri Caputi di Livorno. V.A.R. Di Bello di Brindisi, A.V.A.R. Meraviglia di Prato).
RETI: 39’ pt Kristensen (U), 10’ st Davis (U), 30’ e 34’ st Scamacca (A).
Note: premiato nel prepartita l’allenatore Raffaele Palladino come Philadelphia Coach of the Month di febbraio dal presidente Antonio Percassi. Mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.101 per un incasso di 515.113,46 euro. Ammoniti Mlacic e De Roon per gioco scorretto, Okote per ritardata rimessa in gioco. Tiri totali 16-8, nello specchio 3-3, parati 2-1, respinti/deviati 1-1, legni 1-0. Corner 11-3, recupero 1’ e 7′.

Bergamo – Kristensen fa calare il buio sulla più contestata delle palle inattive, Davis il sipario virtuale a trentacinque più extra time dal gong. Ma c’è Gianluca Scamacca dietro l’angolo, due volte di testa in 4 minuti, per tenersi al settimo posto senza smenarci troppo. L’Atalanta con l’Udinese rischia la beffa come dal Sassuolo e non si prepara granché bene all’andata degli ottavi di Champions League di martedì 10 col Bayern Monaco. In mezzo, chances non sfruttate e tentativo d’acciuffo fermo al palo scamacchiano a una cinquina dallo 0-2, con lo stesso centrattacco a dimezzare alla mezzora della ripresa schiacciando di testa il traversone di Zalewski ed entro un poker nondimeno la pareggiat.

Una prima metà dominata ma a ritmi troppo lenti, per la squadra di Raffaele Palladino. Che infatti, più sorpresa che arrabbiata, protesta per la liceità dell’incornata del danese su assist della fascia conosciuta Zaniolo a un settebello dalla pausa, per una presunta doppia spinta Kabasele-Kolasinac (vera) e del rompighiaccio medesimo ai danni di Kossounou, a quanto sembra, con Hien dietro.
Al quinto sbuca Sulemana in catena per l’anticipo di Kristensen su Samardzic, con Bellanova ad alzare il tiro-cross su palla rimessa dentro da Musah. La risposta di Ehizibue finisce dritta dal limite dopo il cross da sinistra dell’ex Zaniolo smorzato di suola da Hien con effetto prolungamento. A cronometro raddoppiato Samardzic, che prova a cucire il gioco, vede Scamacca a un metro dal vertice destro per un tiro alto e non angolato. Musah tenta invano il tredici di seconda in coda al primo corner, Okoye invece mette o brividi lungo la schiena al settore ospiti alle sue spalle quasi facendosi intercettare il rinvio dal centravanti di casa. A due lancette dal ventesimo, la svettata molto fuori misura di Hien accompagnata dalla mezzala serba dalla bandierina destra, dopo un secondo corner concesso goffamente dal portiere bianconero su un pallone innocuo dell’ala sinistra ghanese. Oltre metà frazione la quarta battuta da fine campo, stavolta da sinistra, sfocia nel mancato gioco delle torri con Pasalic a scaricare per il sinistraccio di Bernasconi dai 25 metri in Curva Sud. Occhio al volto noto tuttosinistro, che a due corsette dalla mezzora in coda al primo schema d’angolo, il destro, dopo lo scambio con Ekkelenkamp e Kamara centra a rientrare verso l’incrocio alla destra di Carnesecchi, costretto alla smanacciata. Incredibile ma vero, è la prima conclusione in porta.

Al 37’ Mlacic si oppone col gomito a Kamaldeen sul lancio di Pasalic, ma l’arbitro valuta congruo il movimento: solo corner. Al quarantesimo, la doccia fredda col braccetto sinistro ospite a girare di testa nell’angolo a mezz’altezza l’angolo dalla destra del massese. Al rientro in campo c’è De Roon al posto dell’americano in mediana e subito proteso al tiro di seconda (3’), un sinistro in piena Nord. Al 5’ la girata di Scamacca sul destro un metro dentro l’area, ricevendo in orizzontale da Pasalic, si stampa sul palo interno ballonzolando davanti alla linea. Il contrappasso è il sinistro a girello del centrattacco nemico dopo un doppio salvataggio del troppo solitario Kolasinac prima sul filtrante di Zaniolo e quindi sulla botta di Zarraga. Disastro totale. Al 14’ Sulemana si tuffa a pesce sul traversone di Bernasconi sbagliando mira, in coda al triplo cambio Zalewski-Krstovic-Zappacosta per Kossunou-Samardzic-Bellanova, ma occhio al tris sfiorato sull’esterno della rete da Kamara (17’) su apertura del firmatario del 2-0. Al 21’ Krstovic anticipa tutti deviando però sul fondo il tracciante di Zappacosta.

Il ‘99 di Fidene la riapre e poi la acciuffa sul serio riprendendo il destro parato a Krstovic da Okoye, con una palombella sempre in gioco aereo nell’angoletto, sulla scorta del rinvio dello stesso portiere udinese forzato dal retropassaggio di Karlstrom e intercettato da Pasalic per lo smistamento di De Roon a rimorchio. A sei dal novantesimo il nazionale nigeriano la prende al montenegrino che ci prova dalla lunetta dialogando col doppiettista. Occhio ad Atta che lambisce l’incrocio (41’), allo slalom di Buska fermato dall’ultimo ostacolo sul la di Miller, a quest’ultimo dalla lunga (3’ di recupero) e soprattutto a Ekkelenkamp che al 94’ a rimorchio calcia addosso a Hien. Esseffe